giovedì 29 luglio 2010
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L’amore per la montagna, il rispetto per un ambiente che vogliono mantenere pulito e l’idea di un turismo che sia il più possibile ecosostenibile. Sono questi tre capisaldi che hanno portato, per la prima volta, una spedizione italiana a salire sul K2 fino a quota 7.350 metri, per una campagna di pulizia dei rifiuti. L’intervento del comitato EVK2CNR sta entrando nel vivo proprio in questi giorni e riguarda, oltre ai campi del K2, il ghiacciaio del Baltoro e i campi base delle montagne circostanti, che si trovano a un’altezza media di 5.000 metri. Carta, plastica, lattine, vetro e rifiuti tossici a cui si aggiungono corde tende e altri materiali abbandonati dagli alpinisti al termine delle loro escursioni. Montagne di rifiuti che purtroppo senza il minimo rimorso e con una preoccupante naturalezza vengono lasciati lì, a contaminare le acque che scendono a valle e un ambiente naturale che, al contrario, sarebbe da tutelare e proteggere. L’operazione viene effettuata attraverso due spedizioni (Keep K2 Clean e Keep Baltoro Clean), entrambe guidate dall’ingegner Maurizio Gallo, esperta guida alpina. Due inizative volte a difendere la regione del Baltoro (Pakistan del Nord) una zona che da sempre rappresenta un paradiso per scalatori ed escursionisti di tutto il mondo, con le sue 4 vette che superano gli 8.000 metri (K2, Broad Peak, Gasherbrum I e Gasherbrum II) 40 che superano i 7.000 e un ghiacciaio lungo addirittura 62 km. Le operazioni, come raccontato ieri in un post sul sito montagna tv da Maurizio Gallo, sono complesse ma comunque vanno avanti. «La spedizione di pulizia del K2 procede al meglio – scrive – anche se tutta la neve presente ancora sulla montagna rende difficile il lavoro dei portatori d’alta quota che devono spaccare il ghiaccio per recuperare il materiale». La guida spiega dove vengono raggruppati i cumuli di rifiuti: «Abbiamo raccolto tutto in un deposito al centro del campo base lungo il viale che lo percorre da una parte all’altra in modo che tutti vedano cosa lasciano sulla montagna». Un metodo utilizzato per far prendere coscienza alla popolazione locale e ai turisti che frequentano queste zone meravigliose delle conseguenze negative che possono avere alcuni comportamenti. Le due operazioni di pulizia si inseriscono infatti in un programma più vasto di educazione ambientale e di formazioneper un turismo ecosostenibile. L’obiettivo, infatti, non è solo pulire, ma insegnare a tutti gli operatori pakistani, ai portatori, ai tour operator e alle guide cosa significa tenere pulito un ghiacciaio. Per questa ragione il Comitato EvK2CNR ha deciso di sostenere l’Alpine Club of Pakistan e la Karakorum International University nell’ambito di un ambizioso progetto di cooperazione, Karakorum Trust, iniziato nel 2004, e poi proseguito in altri due diversi contesti progettuali che vedono coinvolti importanti partner italiani e pakistani, accomunati dall’obiettivo di difendere il patrimonio ambientale della regione del Karakorum e di migliorare la qualità della vita delle popolazioni che vi abitano. Tra le iniziative anche la creazione di una scuola di ecologia. Nei giorni scorsi, inoltre, nella zona del Circo Concordia sono stati installati anche dei bagni chimici per ovviare alle conseguenze causate finora dall’assenza di tale servizio.
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