lunedì 24 maggio 2010
La decisione presa dal Governo giamaicano dopo gli scontri tra polizia e gang di narcotrafficanti che cercano di impedire l'arresto e l'estradizione negli Stati Uniti di un signore della droga. Le autorità hanno ordinato l'evacuazione di donne e bambini.
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Le autorità giamaicane hanno dichiarato lo stato d'emergenza in vari quartieri di Kingston, messi a ferro e fuoco da bande armate che tentano di impedire l'estradizione negli Stati Uniti di un «signore della droga». Nel tentativo di evitare il peggio in una situazione di crescente tensione e mentre proseguono gli scontri, le autorità hanno ordinato l'evacuazione dai quartieri in fiamme di donne e bambini. Gruppi armati hanno attaccato due commissariati di polizia e un terzo è stato incendiato in un'ondata di violenza scatenata dalla decisione del governo giamaicano di estradare negli Stati Uniti il narcotrafficante Cristopher "Dudus" Coca-Cola. I membri delle bande hanno innalzato barricate in una zona lunga più di un chilometro della capitale giamaicana, soprattutto a West Kingston, utilizzando veicoli, sacchi di sabbia, filo spinato e tutto ciò che hanno potuto trovare. Lo stato d'emergenza è stato imposto in maniera indefinita e il governo ha spiegato che lo manterrà fino a quando recuperi il controllo dei due quartieri della capitale, West Kingston e St-Andrews, dove si sono concentrati gli atti di violenza. Il via libera all'estradizione, alla quale finora il premier giamaicano Bruce Golding si era opposto, è stato deciso la scorsa settimana: Coke deve essere giudicato negli Stati Uniti perché considerato responsabile di una rete internazionale di narcotraffico che genera milioni di dollari annuali.
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