martedì 29 novembre 2016
Il piccolo stava correndo verso le forze armate governative in ingresso in città. L'Onu segnala esecuzioni sommarie di diverse centinaia di persone, accusate di spionaggio
Soldati governativi iracheni impegnati nella liberazione di Mosul (Lapresse)

Soldati governativi iracheni impegnati nella liberazione di Mosul (Lapresse) - LaPresse

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Arriva da Mosul una notizia che riporta indietro le lancette a Sarajevo, in piena guerra dei Balcani, con i cecchini a mietere vite umane. E ci sarebbe anche un bambino di appena 7 anni tra le decine di civili intercettati e giustiziati a Mosul dai miliziani dello Stato Islamico, in particolare mentre cercavano di fuggire: lo ha denunciato Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, secondo cui il bimbo sarebbe stato falciato a colpi di arma da fuoco il 22 novembre. Stava "correndo in direzione delle forze di sicurezza irachene" nel sobborgo orientale di Adan. Sempre nel settore est della città, a Bakir, undici giorni prima dodici abitanti sarebbero stati passati per le armi come rappresaglia per essersi "rifiutati di lasciar installare e lanciare razzi dai tetti delle loro case".

Soldati governativi iracheni impegnati nella liberazione di Mosul (Lapresse)

Soldati governativi iracheni impegnati nella liberazione di Mosul (Lapresse) - LaPresse

Più di recente, venerdì scorso, ben 27 residenti sarebbero stati passati per le armi nel quartiere settentrionale di al-Muhandisen: erano accusati di spionaggio e collaborazionismo per aver "rivelato informazioni" ai governativi. Ammontano a diverse centinaia, anche se non di tutte sono stati trovati riscontri certi, le esecuzioni sommarie attribuite agli uomini del califfato nero e delle quali si è avuta notizia dal 17 ottobre scorso, data d'inizio di un'offensiva su vasta scala da parte delle truppe regolari di Baghdad per strappare ai jihadisti la loro ultima, vera roccaforte in Iraq.

Soldati governativi iracheni impegnati nella liberazione di Mosul (Lapresse)

Soldati governativi iracheni impegnati nella liberazione di Mosul (Lapresse) - LaPresse


Shamdasani ha spiegato che il caos nel quale è piombata Mosul dall'avvio dell'operazione di riconquista ha reso pressocché impossibile garantire sempre verifiche accurate, anche se dati e notizie sono il frutto del confronto tra numerose fonti incrociate.

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