sabato 30 maggio 2009
Dovrà spaccare il secondo, almeno in questo week-end di fine maggio, il vecchio Big Ben. Che sabato, tra le attese dei sudditi della regina, festeggerà il suo centocinuantesimo compleanno. «Appeso» a una torre di 96.3 metri di altezza, e costruito in stile gotico, il celebre orologio posizionato all'angolo nord-est del Palazzo di Westminster ha conservato intatta la sua reputazione fino a oggi grazie alla dedizione di tre uomini: un vecchio costruttore di orologi, un veterano e un ex autotrasportatore.
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Dovrà spaccare il secondo, almeno in questo week-end di fine maggio, l'orologio del vecchio Big Ben. Che sabato, tra le attese dei sudditi della regina, festeggerà il suo centocinuantesimo compleanno. «Appeso» a una torre di 96.3 metri di altezza, e costruito in stile gotico, il celebre orologio posizionato all'angolo nord-est del Palazzo di Westminster cominciò a muovere le sue lancette il 31 maggio del 1859.  In realtà domenica sarà il primo dei suoi tre "compleanni": il prossimo 11 luglio si festeggerà la prima volta in cui il rintocco dell'ora si è sentito in tutta Londra. Ed infine a settembre si celebrerà il 150simo anniversario della prima volta che l'intero complesso campanario ha suonatoLa sua puntualità? L'ha conservata intatta fino a oggi grazie alla dedizione di tre uomini: un vecchio costruttore di orologi, un veterano e un ex autotrasportatore. Sono loro la «famiglia» del Big Ben. O meglio, del Magnus Beniaminus, che poi è il nome di battesimo dell'orologio, cambiato nel corso dei decenni per una ragione ancora sconosciuta ai più: in merito esistono due teorie. La prima sostiene che il nome derivi da Sir Benjamin Hall, membro della Camera dei Comuni e supervisore dei lavori per la ricostruzione del Palazzo di Westminster; La seconda sostiene invece che il nome derivi dal nome del campione dei pesi massimi di pugilato Benjamin Caunt, che combattè il suo ultimo incontro nel 1857.Comunque sia, i tre beniamini dell'orologio più famoso del mondo non perdono un colpo. E, una volta ogni due giorni, sono lì a dargli la carica. Perché di più, il Big Ben non può resistere da solo. Si fermerebbe. Come sarebbe potuto succedere quel lunedì dello scorso gennaio, quando una nevicata memorabile paralizzò la capitale britannica per ore. Paul Robertson , l'orologiaio dei tre, quella mattina mise le galoscie, e via, a piedi, in una «traversata» di oltre due ore a piedi, per arrivare al Parlamento, e arrampicarsi su, fino in cima alla torre. Anche il tempo, a Londra, si sarebbe fermato quella mattina senza di lui. Gli altri due «custodi» del Big Ben pensano alle grandi pulizie. E poi ci sono gli affezionati, quelli che salgono sul vecchio tetto di Londra (ora superato dai colossi della City) per ricordare i tempi andati, i cari estinti, oppure quelli che da giù controllano che l'orologia sia in "forma". Perché i tempi sono cambiati, come spiega lo stesso Robertson: «Negli anni passati i londinesi regolavano i loro orologi su quello della torre, oggi controllano se il Big Ben sia regolato sui loro. E quando non è così chiamano, e si lamentano».
Una vita difficile. Centocinquant'anni «vissuti», quelli del Big Ben, e non senza problemi. La Torre dell'Orologio fu parte integrante del progetto delle nuove Houses of Parliament, costruite dopo l'incendio che nel 1834 distrusse gli edifici che ospitavano il Parlamento. Ma la campana principale originale si incrinò nel 1858, quando ancora non era stata installata sulla torre, e quella nuova - che ne ereditò il soprannome, "Big Ben", appunto, in seguito applicato all'intera struttura - venne ricavata rifondendo il metallo della precedente.
Dopo ulteriori disavventure legate alle lancette dei minuti (risultate troppo pesanti e che dovettero essere sostituite) l'orologio inizio a funzionare il 31 maggio del 1859 mentre le cinque campane divennero pienamente operative il 7 settembre del 1859, data nella quale suonarono i primi rintocchi. Meno di un mese dopo la campana principale venne incrinata dallo stesso martello (risultato anch'esso troppo massiccio) che aveva danneggiato l'originale: si decise di non sostituirla ma di ruotarla di un quarto di giro in modo da allontanare la crepa dalla testa del martello (questo invece rimpiazzato da uno più leggero).
Nulla di rilievo accadde per i successivi 114 anni fino al 1976, quando la fatica del metallo distrusse gran parte del meccanismo dell'orologio, che dovette essere ricostruito completamente: un'operazione che durò un anno.La fama, la radio, i Capodanni. L’orologio è diventato una celebrità internazionale quando, nel Capodanno del 1923, il rintocco della grande campana fu sentito per la prima volta sulla Bbc e subito dopo divenne un appuntamento fisso delle trasmissioni radiofoniche, in particolare la notte del 31 dicembre. L'arrivo della tv aggiunse nuova fama, con l'apparizione della torre a un programma per l'ultimo dell'anno del 1949. Memorabile lo spettacolo organizzato in occasione del Capodanno di fine millennio: il suono delle campane fu trasmesso anche in quell'occasione da radio e tv e per la prima volta nella Storia alcune telecamere, posizionate fra gli intircati ingranaggi dietro le lancette, mostrarono e fecero sentire ai telespettatori i dodici rintocchi suonati sulle campane.
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