martedì 11 dicembre 2012
«Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi permetta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e – se puoi – prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari».Con queste parole Asia Bibi, condannata a morte per il reato di blasfemia e detenuta dal giugno 2009 in attesa della sentenza definitiva, conclude la lettera che «Avvenire» ha pubblicato sabato 8 dicembre in prima pagina. Numerosi lettori ci hanno scritto chiedendo come dare corso al suo appello. Dato che l’indirizzo dell’ambasciata fornito sabato si rivela inaffidabile, «Avvenire» si fa intermediario dalla raccolta: è possibile scrivere all’indirizzo e-mail asiabibi@avvenire.it per aderire all’iniziativa, rivolgendosi, nel testo del messaggio, al presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, sollecitando un intervento a favore di Asia Bibi, inserendo nome, cognome e località di residenza. Il giornale, raccolte lettere e firme, le trasmetterà in blocco secondo i canali diplomatici appropriati.Infine, si può anche scrivere autonomamente in inglese al presidente pachiostano nel suo sito ufficiale http://tinyurl.com/preszardariQUI DI SEGUITO UNO SCHEMA DI MESSAGGIO, PER CHI VUOLE INCOLLARLO SULLA MAILIo sottoscritto NOME COGNOME CITTA' aderisco all'appello per la liberazione di Asia Bibi.Chiedo al presidente del Pakistan Asif Ali Zardari di intervenire a suo favore. I, the undersigned NOME COGNOME CITTA' adhere to the call for the release of Asia Bibi, a young woman sentenced to death in Pakistan with a specious charge of blasphemy and now in jail because of her faith.I ask the president of Pakistan, Asif Ali Zardari, to act in her favour.​
 
 
 
© Riproduzione riservata