giovedì 17 novembre 2016
Le Ong rivelano: una cinquantina le vittime nella città assediata. «I caccia di Damasco hanno sganciato bombe a grappolo e barili esplosivi»
Sobborghi orientali di Aleppo (LaPresse)

Sobborghi orientali di Aleppo (LaPresse) - LaPresse

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Ad Aleppo si continua a morire. Uno stillicidio quotidiano: bombe sui civili, bombe sugli ospedali. «Il quadro umanitario – ha denunciato la Ong Oxfam – si fa sempre più drammatico con oltre 250mila persone intrappolate nella città, che si apprestano ad affrontare l’inverno con scorte di cibo e acqua in esaurimento e strutture sanitarie ormai al collasso».

Il bilancio della ferocia

L’ultimo bilancio testimonia la ferocia dei combattimenti: almeno 52 civili sono stati uccisi durante i bombardamenti dei jet di Damasco sui quartieri orientali della città controllati dai ribelli (25 secondo altre fonti). Secondo un reporter della France Presse sul posto è stato avvertito il rombo tristemente noto dei barili-bomba sganciati di solito dagli elicotteri di Damasco, a corto di altri ordigni.

Un ospedale colpito dai raid (LaPresse)

Un ospedale colpito dai raid (LaPresse) - LaPresse


In due giorni di bombardamento – ha riferito Najib al Ansari il responsabile della Difesa Civile della città – i morti sono stati 94, 150 i feriti. «I bombardamenti, nei quali vengono usati bombe a grappolo e barili esplosivi, avvengono mentre negli ospedali da campo manca ogni cosa e gli abitanti vivono una situazione umanitaria difficile e soffrono dalla mancanza di un elemento essenziale come il pane perché i forni si sono fermati dal lavoro in gran parte dei quartieri orientali», ha aggiunto il responsabile.

«A ottobre 2.350 gli uccisi»

Ma l’elenco delle violenze che continuano a insanguinare la Siria non finisce qui. Un attentato dinamitardo avvenuto nella località di Azaz, una delle rocccheforti della ribellione sempre nella provincia di Aleppo, ha provocato la morte di almeno 25 persone. La Russia, da parte sua, ha fatto sapere di aver ucciso «nella provincia di Idlib almeno 30 terroristi», tra cui «i comandanti sul campo Mohammad Helal, Abu Jaber Harmuzha e Abùl-Baha al-Asfari», appartenenti al ex fronte Jabhat Fateh al-Sham (l'ex al-Nusra), precedentemente noto come Jabhat al-Nusra. Un massacro quotidiano, che i balbettii della politica internazionale non riescono a fermare. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) sono 1.350 i civili uccisi nel Paese nel solo mese di ottobre.

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