giovedì 24 luglio 2014
Il rappresentante della Santa Sede all'Onu di Ginevra, arcivescovo Tomasi: dovrebbero essere protetti. «Serve il coraggio della pace»
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A Gaza "la maggior parte delle vittime sono civili, che dal diritto umanitario internazionale, dovrebbero essere protetti". Lo afferma il rappresentante della Santa Sede all'Onu di Ginevra, arcivescovo Silvano Tomasi citando il dato delle Nazioni Unite per il quale "circa il settanta per cento dei palestinesi uccisi sono civili innocenti". "Questo - spiega l'arcivescovo il cui intervento al Comitato dei diritti umani dell'Onu apre oggi l'Osservatore Romano - è intollerabile come i razzi diretti indiscriminatamente verso obiettivi civili in Israele. Le coscienze - rileva il presule - sono paralizzate da un clima di violenza prolungata, che cerca di imporre la soluzione attraverso l'annientamento dell'altro". "Demonizzare gli altri - sottolinea il rappresentante vaticano - non elimina i loro diritti. Invece, la strada per il futuro, sta nel riconoscere la nostra comune umanità". In proposito Tomasi cita un discorso di Papa Francesco a Betlemme nel suo pellegrinaggio in Terra Santa: "Per il bene di tutti - sostiene infatti con le parole di Bergoglio - vi è la necessità di intensificare gli sforzi e le iniziative volte a creare le condizioni di una pace stabile, basata sulla giustizia, sul riconoscimento dei diritti di ciascuno e sulla reciproca sicurezza". "È giunto il momento per tutti - conclude l'arcivescovo - di avere il coraggio della generosità e della creatività al servizio del bene, il coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti del diritto di due Stati ad esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti".
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