martedì 6 dicembre 2016
Applicato ai 200mila addetti delle grandi catene alberghiere e dei tour operator. Aumento di 88 euro, potenziamento del II livello e rafforzamento del welfare
Turismo, siglato il rinnovo
COMMENTA E CONDIVIDI

Buone notizie per gli oltre 200mila addetti dell’industria turistica italiana alle dipendenze delle grandi catene alberghiere dei tour operator. Dopo tre lunghi anni di discussioni e trattative, le aziende turistiche e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs hanno raggiunto l’intesa per il rinnovo del contratto nazionale del comparto, definendo un aumento di 88 euro medi suddivisi in tre erogazioni: 48 euro a partire da novembre, ulteriori 28 euro ad agosto 2017 e 12 euro a gennaio 2018 per il personale delle grandi catene alberghiere e degli altri comparti; per il personale dei tour operators saranno, invece, previsti 38 euro a novembre 2016, 40 euro a novembre 2017 e 10 euro a gennaio; è stata, inoltre, confermata la contrattazione integrativa di secondo livello, senza la quale le aziende dovranno riconoscere a novembre 2017 140 euro a lavoratore.

Dopo 42 mesi dalla scadenza e un negoziato molto complicato, caratterizzato anche da varie iniziative di mobilitazione e sciopero, si è finalmente raggiunto l’accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro dei dipendenti delle grandi catene alberghiere, dei tour operator e delle imprese degli altri comparti del turismo aderenti ad Aica-Federturismo (Confindustria).


«Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs esprimono soddisfazione per un risultato negoziale non scontato, ottenuto con fatica e grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori, che saranno ora chiamati ad
esprimersi nel merito della sintesi raggiunta nelle assemblee di consultazione che si terranno nelle prossime settimane nei luoghi di lavoro», si legge in un comunicato sindacale unitario diramato nei luoghi di lavoro.
«Si tratta di un ulteriore importante passo verso la “normalizzazione” di un settore che ha vissuto una stagione difficile e inedita da un punto di vista della contrattazione nazionale», prosegue la nota congiunta.

Le tre sigle auspicano infine «che questo rinnovo possa rappresentare un precedente - che si aggiunge al rinnovo siglato nel 2014 con le associazioni imprenditoriali Federalberghi e Faita Confcommercio - utile ad invertire una pericolosa tendenza in uno dei più importanti e strategici settori della nostra economia, il turismo, che vede ancora interi comparti, a partire da quello dei pubblici esercizi, privi di un contratto collettivo nazionale di lavoro».

Per il mercato del lavoro, l’intesa stabilisce il tetto massimo del 20% nel ricorso al lavoro a tempo determinato a cui è riconosciuto il diritto di priorità per le successive assunzioni; quanto alla somministrazione a tempo determinato, il limite è fissato al 18%.

«Un accordo positivo che conferma la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici attraverso il contratto collettivo nazionale di lavoro. Un’intesa che risente del notevole ritardo rispetto alla precedente scadenza, la cui responsabilità è imputabile alle controparti datoriali che durante il negoziato avevano avanzato pesanti richieste di modifica della parte normativa del contratto. Posizione cui la Uiltucs si è opposta con fermezza, giudicandola uno scambio improprio e peggiorativo per i lavoratori. L’accordo odierno dà la giusta risposta per rilanciare il potere di acquisto e i salari, mantenendo sostanzialmente inalterati tutti gli altri istituti contrattuali», ha dichiarato Stefano Franzoni, segretario nazionale di Uiltucs, che ha proseguito: «Adesso occorre procedere ai rinnovi del contratto collettivo nazionale di lavoro dei comparti della Ristorazione Collettiva, dei Pubblici Esercizi e delle Imprese di Viaggio aderenti alle altre Associazioni Datoriali, le cui divisioni hanno sinora impedito di addivenire al rinnovo contrattuale, costringendo migliaia di lavoratori ad una pesante penalizzazione del reddito».

Il nuovo contratto nazionale mantiene e conserva inoltre le previsioni normative del precedente Ccnl sull’organizzazione del lavoro, sui permessi, sul trattamento economico della malattia e sugli automatismi contrattuali riferiti agli scatti di anzianità, contemplando il rafforzamento della contrattazione di secondo livello territoriale ed aziendale attraverso l’aggiornamento dell’elemento economico di garanzia fino a 186 euro, e il potenziamento della bilateralità di settore e del welfare contrattuale riferito all’assistenza sanitaria integrativa.

Sul mercato del lavoro l’intesa stabilisce il tetto massimo del 20% sul ricorso al lavoro a tempo determinato e del 18% per il contratto di somministrazione a tempo determinato.

Per le organizzazioni sindacali nazionali di categoria si tratta di un risultato importante che premia la tenacia e la responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori, dei delegati e delle federazioni sindacali territoriali.



© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: