mercoledì 24 ottobre 2012
​Ai vincitori stage in aziende o associazioni e la pubblicazione della tesi. Bando su www.premiosocialis.it e la pagina Facebook. Gli investimenti nel sociale delle imprese crescono nonostante la crisi o forse grazie a essa.
COMMENTA E CONDIVIDI
Oltre 600 partecipanti, provenienti dai più rappresentativi atenei italiani, 63 vincitori in 9 edizioni, 37 aziende sostenitrici e 18 enti patrocinanti, tra i quali la Presidenza del Consiglio. Con questi numeri prende il via l'edizione del decennale del Premio Socialis, l'unico riconoscimento riservato alle migliori tesi di laurea su responsabilità sociale e sviluppo sostenibile, nato per costituire un ponte tra università e impresa e per promuovere una nuova cultura dell'impegno sociale delle aziende in Italia. Ai vincitori l’opportunità di effettuare stage presso alcune delle aziende e associazioni sostenitrici, tra le quali Chiquita, Novartis, Pfizer, Lega del Filo d'Oro, UMAN Foundation e la pubblicazione di un abstract della tesi con la casa editrice Liguori.Per partecipare al Premio Socialis è necessario inviare copia della tesi di laurea entro il 15 novembre 2012 alla segreteria organizzativa, presso Errepi Comunicazione, Via Arenula 29, 00186 Roma. Copia integrale del bando e tutte le informazioni sul sito www.premiosocialis.it e sulla pagina Facebook.“In dieci anni di lavoro e di analisi abbiamo visto concretizzarsi risultati importanti - ha spiegato Roberto Orsi, Direttore dell'Osservatorio Socialis e Presidente di Errepi Comunicazione - come il crescente interesse verso le tematiche della CSR da parte delle aziende italiane o il numero delle tesi partecipanti al Premio, oramai oltre 600. D'altra parte, secondo uno studio appena elaborato dall'Osservatorio Socialis, più della metà degli 80 atenei italiani ha adeguato negli ultimi anni la propria offerta formativa alla crescente domanda di figure professionali preparate sui temi della responsabilità sociale d'impresa e del risparmio delle risorse, con nuovi insegnamenti che stanno riscuotendo un crescente interesse tra i giovani".Anche le più recenti statistiche confermano che l'impegno sociale delle aziende in Italia è comunque in crescita, nonostante la crisi, o forse grazie ad essa: stando all’ultima indagine realizzata da SWG per l’Osservatorio Socialis (giugno 2012), risulta che le imprese non vogliono rinunciare al loro contributo verso il sociale e per il bene comune, ed infatti:
• aumenta fino a un miliardo e 50 milioni di euro (+ 100 milioni di euro rispetto al 2009) la cifra investita dalle imprese con più di 100 dipendenti per sostegno umanitario, ambiente, arte e cultura, welfare aziendale; • i cosiddetti big-investors si confermano le imprese dell’Italia nord-occidentale e del sud ed isole, con investimenti medi pro capite nel 2011 pari a 210.000 euro contro i 161.000 del 2009. • 1 azienda su 2 prevede la figura di un responsabile interno cui delegare la supervisione delle attività di CSR (+ 5% dal 2009); • Il 50% delle aziende adotta un proprio codice etico;• continua a crescere l’attenzione verso i dipendenti da parte delle aziende, in quella che è detta “dimensione interna” della CSR, con iniziative dedicate al miglioramento delle condizioni lavorative e al welfare aziendale per migliorare i rapporti e le dinamiche interne.Fra i vincitori delle passate edizioni laureati dalla Bocconi alla Sapienza, da Tor Vergata alla Federico II di Napoli, dalla Ca’ Foscari all'Università di Bologna, alle Università delle Isole a quella della Valle d’Aosta, con facoltà inerenti non solo il mondo dell’economia e dell’ambiente, ma anche quello dell'ingegneria, dell'architettura, della comunicazione, della formazione, delle lettere, della sociologia, delle scienze politiche e della giurisprudenza.Tra le istituzioni patrocinanti Presidenza del Consiglio, Ministeri dello Sviluppo Economico, delle Finanze, degli Esteri, dell'Università, del Lavoro, CNEL, AIDP, Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: