mercoledì 9 marzo 2016
Secondo Ria Grant Thornton, le donne italiane che occupano ruoli manageriali sono più della media europea, +3% rispetto allo scorso anno, confermato anche dal fatto che le posizioni dirigenziali ricoperte dai soli uomini passano dal 40% del 2015 al 36% del 2016. Un programma di selezione di 100 laureati nei prossimi 18 mesi.
Manager, anche in Italia risalgono le quote "rosa"
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Per il report annuale Grant Thornton le donne in posizioni manageriali nel mondo salgono al 24% mentre l’Italia con il 29% di rappresentanti femminili tra i dirigenti di azienda è tra i primi dieci Paesi. Inoltre, un business su tre a livello mondiale (33%) non ha donne in posizioni di leadership, e l'Italia segna il passo per quanto riguarda gli amministratori delegato donna, nel nostro Paese fermi alla bassa soglia dell'11%, in calo rispetto al 2015 che segnava un 14%. Sono alcuni dati che emergono dal report internazionale della Grant Thornton Women in business.Le donne italiane che occupano ruoli manageriali nelle aziende sono più della media europea, in trend positivo del 3% rispetto allo scorso anno, confermato anche dal fatto che le aziende italiane con posizioni manageriali ricoperte dai soli uomini, passano dal 40% del 2015 al 36% del 2016. Il dato medio europeo non ha lo stesso andamento di quello italiano: le manager infatti, nel vecchio continente passano dal 26% del 2015 al 24% di quest'anno. Il dato peggiore si rivela quello della Germania che si ritrova all'ultimo posto con il 15%, mentre al primo posto si posiziona la Lituania con il 39%.L’Europa orientale e l’Area asiatica riportano le più alte percentuali di donne nella leadership aziendale, rispettivamente al 35% e 34%. Solo il 16% e il 21% delle imprese di queste regioni non ha nessuna donna in direzione. La Russia si posiziona in cima alla lista dei singoli Paesi con il 45%, seguita a pari merito in seconda posizione da Filippine e Lituania al 39%. Nei Paesi del G7 il 22% dei ruoli senior sono occupati da donne e il 39% delle imprese non le ha in ruoli di management. Secondo l’elaborazione dello studio internazionale, il Giappone emerge come paese con più basso tasso di donne in posizioni manageriali (7%), a seguire Germania (15%) e India (16%)."Ci troviamo di fronte a un piccolo miglioramento - sottolinea Silvia Fiesoli, partner di Ria Grant Thornton Spa - nella diversità di genere nei ruoli senior delle aziende italiane, ma c’è ancora molto da lavorare. Dalla ricerca svolta da Grant Thornton emerge che la presenza delle donne ai vertici aziendali è un’opportunità sia in termini di capacità manageriali multidisciplinari e multitasking, di valorizzazione del brand, con impatti positivi sul processo di formazione delle idee e delle strategie, nelle scelte decisionale e quindi sull’aumento della produttività delle imprese e del Pil del Paese".Ria Grant Thornton dall’inizio dell’anno sta investendo in un piano di sviluppo dedicato ai giovani talenti. Un programma di selezione di 100 laureati nei prossimi 18 mesi, con particolare attenzione al potenziale delle migliori donne laureate e alle giovani professioniste che lavorano nelle diverse città e regioni del Paese. "Dal 2012 Ria Grant Thornton - conclude Fiesoli - promuove e dedica un premio annuale alla società che si è contraddistinta per la valorizzazione del lavoro femminile e per la rendicontazione di genere, denominato Donne al lavoro in Cooperativa - Rendicontazione di genere nel bilancio di sostenibilità, nell’ambito del premio Quadrofedele Airces per il miglior bilancio d’esercizio, per il miglior bilancio sociale e per i migliori bilancio d’esercizio e sociale, riservato alle Cooperative aderenti alla Legacoop".
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