sabato 15 giugno 2013
​Fino al 5 settembre sarà possibile candidarsi per costituire i Poli tecnico professionali (Ptp), che affiancheranno gli Istituti tecnici superiori (Its) e gli Istituti di istruzione e formazione tecnica superiore (Iefts). Destinati 20 milioni di euro per il finanziamento dei bandi.
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​Fino al 5 settembre potranno essere presentate le candidature, in posta elettronica certificata e firmate dal dirigente scolastico o dal legale rappresentante, per la costituzione dei Poli tecnico professionali di Regione Lombardia. Lo ha anticipato l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea, intervenendo al convegno  A scuola di futuro, organizzato a Palazzo Lombardia in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale.  I Ptp, insieme agli Istituti tecnici superiori (Its) e agli istituti di Istruzione e formazione tecnica superiore (Iefts) costituiscono l'opportunità che permette ai giovani studenti di avviarsi verso percorsi formativi che includono stage, laboratori, sperimentazioni pratiche in azienda. "È la formazione professionalizzante - ha spiegato l'assessore Aprea - lo strumento competitivo che intendiamo offrire ai ragazzi, per facilitare il loro ingresso nel mondo del lavoro e recuperare un gap consistente con altri Paesi europei". "Si è finalmente attivato anche in Italia questo canale dell'istruzione tecnica superiore, con le fondazioni Its e i percorsi Ifts - ha spiegato l'assessore - che guarda ai modelli europei ed è promettente per i livelli qualitativi espressi e il grado di collaborazione tra istituzioni educative e imprese". I Ptp sono costituiti almeno dai seguenti soggetti: due istituti tecnici e/o professionali statali o paritari, che almeno da tre anni abbiano nel proprio piano dell'offerta un indirizzo di studio riferibile all'area economica e professionale per la quale si candidano; due imprese appartenenti all'area economica e professionale prescelta; le aziende garantiscono agli studenti, attraverso le proprie capacità logistiche/professionali/finanziarie, le azioni di alternanza e di flessibilità; un istituzione formativa accreditata nella sezione "A" dell'albo regionale, che abbia da almeno tre anni nel proprio piano dell'offerta un indirizzo di studio riferibile alla area economica e professionale per cui si candida.  Queste occasioni formative hanno l'obiettivo di portare i giovani a livelli elevati di istruzione nei settori tecnologici e scientifici connessi alle vocazioni imprenditoriali del territorio. Regione Lombardia destinerà 20 milioni di euro per il finanziamento dei bandi, che contribuiranno a sostenere economicamente i corsi. "Vogliamo garantire - ha sottolineato l'assessore Aprea  - una interconnessione funzionale tra i soggetti della filiera formativa e le imprese della filiera produttiva, che si può realizzare nei cosiddetti 'luoghi formativi di apprendimento in situazione'. Di questo tema, al convegno ospitato presso l'auditorium Testori di Palazzo Lombardia, hanno discusso Francesco de Sanctis, direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, Giuseppe Bertagna, professore ordinario dell'Università di Bergamo, Stefano Poliani, presidente Comitato regionale Giovani imprenditori Confindustria.  Al centro dei lavori le difficoltà, soprattutto da parte dei giovani, di riuscire a trovare un'occupazione e, in parallelo, la necessità di offrire agli studenti un ancor più puntuale servizio di orientamento scolastico. In questo scenario si qualificano come decisivi i servizi di placement, che gli istituti scolastici offrono a chi sta terminando gli studi superiori con il programma FIxO e le altre iniziative che Regione Lombardia ha attivato, per creare sinergie virtuose tra imprese, scuole, enti di formazione, enti di ricerca.  Appurato che i dati congiunturali hanno assunto ormai dimensioni e diffusione preoccupanti, con il tasso di disoccupazione giovanile passato dal 12,5% del 2008 al 26,6% del 2012 e con solo il 38,9% delle persone che hanno perso il lavoro nel 2010 e nel 2011 ricollocato con rapporto di lavoro subordinato in Lombardia,  il 78% dei rioccupati si riavvia al lavoro entro tre mesi, il 7% tra i tre e i sei mesi, il 15% oltre i sei mesi.Con una criticità particolarmente acuta per la fascia dei giovani e degli over 55, che presentano tassi di reimpiego sensibilmente inferiori alla media. Altri indicatori testimoniano come in Italia esista un'alta percentuale (25%) di giovani laureati, che svolgono mansioni sottodimensionate rispetto al loro percorso formativo - gli "overeducated" - e un tasso ancora più elevato (32%) di quanti svolgono mansioni che non appartengono all'ambito tematico della laurea conseguita (mismatched). Uscire da questa situazione non è impossibile. Secondo l'assessore Aprea la prima cosa da fare è creare un "sistema di alleanze vincenti per la crescita e lo sviluppo in Lombardia, che si fonda sul passaggio dall'autoreferenzialità della scuola alla costruzione di reti orizzontali e filiere verticali".
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