mercoledì 16 giugno 2021
Nei primi cinque mesi del 2021 raddoppiano le ore lavorate rispetto allo stesso periodo del 2020
Andrea Goggi, fondatore e ceo di Jobby

Andrea Goggi, fondatore e ceo di Jobby - Archivio

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Nei primi cinque mesi del 2021 sono oltre 90mila le ore di lavoro gestite attraverso Jobby, la prima e unica piattaforma completamente digitale di lavoro temporaneo presente in Italia, che permette alle aziende di trovare, ingaggiare e gestire personale in modalità “chiavi in mano”. Importante la crescita rispetto all’anno scorso: nel 2020 le prestazioni lavorative gestite dalla piattaforma sono state 27mila (già in crescita del 108% rispetto al 2019). Nei soli primi cinque mesi dell’anno Jobby ha già permesso alla sua comunità di lavoratori di svolgere più di 19mila lavoro, erogando compensi per oltre 800mila euro.

«Jobby è in grado di intercettare il bisogno di flessibilità delle aziende specie in un momento delicato come questo per il mercato del lavoro senza rinunciare a offrire garanzie e tutele ai lavoratori a partire dal compenso minimo garantito – spiega Andrea Goggi, fondatore e ceo di Jobby -. È per questo che rappresentiamo la soluzione anche per quei settori come la ristorazione che in queste settimane hanno mostrato chiaramente le contraddizioni di alcune dinamiche perverse del mondo del lavoro».

La piattaforma, grazie a un algoritmo, propone un modello innovativo ed etico che mette in contatto aziende e lavoratori senza curricula o colloqui, in pochissimo tempo e con il massimo dell’efficienza, consentendo di scegliere una prestazione a cui candidarsi, firmare un contratto digitale e giungere al pagamento della prestazione in poche ore, sempre in modalità digitale.

Proprio grazie all’intuizione del fondatore di coniugare flessibilità e tutela dei lavoratori che sono garantiti da un compenso orario minimo e da assicurazioni contro danni accidentali o infortuni, Jobby si inserisce perfettamente nella dinamica del mercato del lavoro in continuo cambiamento, macinando record e con proiezioni che per la fine del 2021 vedono:

  • circa 60mila prestazioni di lavoro svolte attraverso la piattaforma (+120% rispetto alle 27mila del 2020);
  • oltre 300mila ore lavorate (+100% rispetto alle 155mila del 2020);
  • si prevede che il totale di compensi dei lavoratori transitati per la app a fine 2021 potrebbe superare i 2.2 milioni di euro;
  • si stima giro di affari generato dalla piattaforma di oltre tre milioni di euro (+100% rispetto agli 1,5 milioni di euro del 2020).

«Sono diversi anni che monitoriamo un graduale cambiamento del mercato del lavoro e l’arrivo della pandemia non ha fatto altro che imprimere un’accelerazione forte e inaspettata a questa trasformazione - conclude Goggi -. Nonostante l’eccezionalità degli eventi, ci siamo trovati in una situazione dove il contesto si è improvvisamente orientato verso un bisogno a cui eravamo in grado di rispondere. Questo ha comportato una crescita forte, immediata e soprattutto ci ha permesso di diventare una risposta concreta e reale in un periodo di grande difficoltà, durante cui abbiamo garantito una opportunità a chi aveva bisogno di lavorare e una soluzione per le aziende che dovevano trasformare il proprio modello per reggere l’impatto provocato dal Covid. Per il 2021 l’obiettivo è continuare il percorso virtuoso intrapreso - l’avvio del secondo Q2021 sta superando le aspettative mantenendo un ritmo molto elevato - per diventare il punto di riferimento del nuovo modo di lavorare per il mercato italiano e consolidare la nostra posizione finanziaria: per questo nei piani a breve termine c’è l’obiettivo di chiudere un round di investimento Series A».

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