giovedì 16 agosto 2012
​Lo ha detto il portavoce della cancelliera tedesca dopo che - secondo il Financial Times - la Grecia sarebbe intenzionata a chiedere una proroga di due anni per il rispetto dei propri impegni.
Eurozona, inflazione stabile a luglio: +2,4%
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​"Per la cancelliera Angela Merkel e il governo tedesco vale l'accordo in vigore preso da Atene con Ue, Fmi e Bce". Lo ha detto ieri il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, dopo che - secondo il Financial Times - la Grecia sarebbe intenzionata a chiedere una dilazione di due anni, al 2016, per il rispetto dei propri impegni. Secondo Seibert, nessuna decisione potrà essere presa fino a che la Troika non avrà concluso, a settembre, l'esame sullo stato delle riforme di Atene.LE RICHIESTE DEL GOVERNO GRECOIl governo greco intende chiedere ai partner dell'Eurozona due anni in più di tempo per applicare il nuovo piano di austerity concordato con i creditori internazionali, così da rendere il debito più sostenibile e varare interventi a favore della crescita. È quanto scrive il Financial Times, citando un documento entrato in suo possesso. Il premier ellenico, Antonis Samaras, esporrà la sua proposta la settimana prossima, quando incontrerà il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a Berlino e il presidente francese, Francois Hollande, a Parigi. Atene deve riuscire a effettuare nuovi tagli alla spesa per 11,5 miliardi di euro, una cifra pari al 5% del Pil del paese, entro il 2014. Samaras intende chiedere una proroga del termine al 2016. In tal modo il taglio annualedel deficit necessario a rispettare gli obiettivi passerebbe dal 2,5% attualmente previsto all'1,5%. Per rientrare nei target la Grecia dovrà inoltre reperire fondi aggiuntivi per 20 miliardi, dato che nei prossimi due anni la riduzione del deficit sarà minore del previsto. Atene non intenderebbe però chiedere soccorso agli altri Paesi dell'unione monetaria bensì ricorrere alle aste di titoli di Stato e a un prestito già concesso dal Fondo monetario internazionale. Il governo Samaras spera inoltre che gli venga concesso di iniziare a restituire i finanziamenti ricevuti con il primo programma di aiuti nel 2020, e non nel 2016 come previsto, ovvero l'anno in cui Atene dovrebbe iniziare a rimborsare i fondi ottenuti con il secondo piano di salvataggio.Secondo Iannis Mourmouras, consigliere economico di Samaras, la recessione più dura del previsto, con un Pil stimato in calo del 7% quest'anno, giustificherebbe le richieste del paese ellenico. "La riduzione del deficit domandata per il 2013 e il 2014 è eccessiva", ha spiegato Mourmouras, "un'overdose di austerità è come darsi la zappa sui piedi".
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