martedì 29 maggio 2018
La IX edizione cresce: 340 progetti, 64 tra aziende e investitori, 32 Atenei rappresentati, 51 spinoff, 55 pitch, 863 appuntamenti con i "one to one"
Borsa della ricerca al campus di Fisciano

«La Borsa si conferma un appuntamento di riferimento per chi in Italia è interessato a fare concretamente trasferimento tecnologico in particolare per valorizzare la ricerca italiana». Lo ha detto Tommaso Aiello, direttore generale della Fondazione Emblema e coordinatore della IX Borsa della ricerca, che si svolge fino al 30 maggio nel campus di Fisciano all'Università di Salerno. «Il Forum 2018 cresce ancora rispetto alle precedenti edizioni: 340 progetti, 64 tra aziende e investitori, 32 Università rappresentate, 51 spinoff, 55 pitch, 863 appuntamenti con i "one to one". I risultati ottenuti sinora, le tante collaborazioni nate tra ricercatori e imprese nell'ambito della Borsa, ci motivano ancor di più nel portare avanti il modello relazionale di Emblema che punta sulla costruzione di rapporti diretti tra il mondo accademico e potenziali finanziatori, superando qualsiasi logica di intermediazione», ha aggiunto Aiello.

«La Borsa della ricerca - ha evidenziato Aurelio Tommasetti, rettore dell'Università di Salerno - è un percorso progettuale che come Università abbiamo intrapreso a partire dal 2014, in partnership con
Fondazione Emblema. Al centro di questo progetto ci sono ancora una volta la ricerca e il trasferimento tecnologico, dimensioni sulle quali siamo costantemente a lavoro per un potenziamento dei risultati. I nostri talenti sono i veri protagonisti del progetto, che li mette in contatto con le aziende del territorio, per presentare loro idee innovative e di impresa». Il Forum della Borsa della ricerca è realizzato anche quest'anno con il contributo della Regione Campania e di Sviluppo Campania. A testimonianza dell'interesse dell'amministrazione regionale verso l'iniziativa, la Borsa è stata inserita tra le iniziative della Strategia di Specializzazione Intelligente - Ris3 anche in virtù della sua peculiarità a essere appuntamento stabile tra Università e imprese per discutere concretamente di trasferimento tecnologico.

Secondo Silvia Peschiera, University Relations Leader per Ibm Italia, «la Borsa della ricerca è fondamentale come network che mette a disposizione delle imprese oltre 30 Università è importante perché da qui si possono acquisire diverse competenze che portano valore all'innovazione». «Ibm - ha sottolineato - investe ogni anno circa sei miliardi di dollari sulla capacità e sulla forza di attrarre talenti all'interno della nostra azienda per portare sviluppo e innovazione. Basti pensare che l'Italia investe poco più venti miliardi di euro per capire quanto crediamo in questo processo».

«Il Comitato per la valorizzazione del dottorato - ha osservato il presidente Mario Munari - è nato per promuovere il ruolo dei dottori di ricerca nella società e nel sistema produttivo italiano. Il Comitato, che raccoglie iscritti da oltre 40 Università italiane, è attualmente impegnato nella promozione di un progetto di legge d'iniziativa popolare per valorizzare il titolo di dottore di ricerca nel mondo del lavoro. Abbiamo deciso di essere partner della Borsa della ricerca perché crediamo sia una iniziativa concreta per fare conoscere le potenzialità e il valore dei dottori di ricerca a decine di imprese italiane».

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