mercoledì 22 luglio 2015
Per il sottosegretario attivabili 20mila contratti nel biennio. "Alternanza scuola-lavoro, così formeremo i giovani"
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«Siamo pronti a partire già da settembre con 5mila nuovi apprendisti e 10mila studenti in alternanza scuola-lavoro». Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro, rilancia la sfida alla dispersione scolastica e alla disoccupazione giovanile tratteggiando «la via italiana al sistema duale», quello che in Germania coinvolge la metà dei giovani e assicura bassi livelli di senza-lavoro anche tra gli under 25.Come si concretizza il nuovo sistema?Con il decreto 81 abbiamo ridisegnato il sistema prevedendo da un lato una vera alternanza scuola-lavoro con 200 ore di formazione in azienda per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici e professionali. E, dall’altro, riformato l’apprendistato di primo e terzo livello per il conseguimento di un diploma, una qualifica professionale o, nell’ultimo caso, di una laurea, un dottorato o un master lavorando e insieme studiando sia in azienda sia all’esterno. Contiamo in un biennio di attivare almeno 20mila contratti di apprendistato.Le altre riforme hanno fallito l’obiettivo di incrementare il ricorso all’apprendistato, "penalizzato" ora pure anche dal contratto a tutele crescenti.Anche per questo abbiamo abbattuto i costi per le imprese di ben il 65% rispetto a quelli dell’apprendistato professionalizzante, perché le imprese dovranno farsi carico di sforzi e costi aggiuntivi per la formazione. E abbiamo anche cancellato gli obblighi di assunzione a fine percorso. Anzi, sarà possibile per le imprese risolvere il rapporto in maniera anticipata se non verranno conseguiti i risultati di successo formativo che sono stabiliti con il piano individuale redatto dall’istituzione formativa e dall’azienda.Per alcuni è un altro regalo alle imprese che avranno a disposizione manodopera a basso costo.È una critica che non comprendo. L’apprendistato di primo e terzo livello è un contratto eminentemente formativo, che prevede un 30% di ore di istruzione nell’ente preposto, un altro 30% di formazione in azienda e solo il 40% come produzione vera e propria che viene retribuita come per l’apprendistato professionalizzante. L’obiettivo non è trovare un posto, ma far acquisire al ragazzo una qualifica e delle competenze che potrà poi spendere.C’è chi ha parlato di «segregazione sociale»...La segregazione è quella che rischiano di subire quel 15-16% di ragazzi che non completa gli studi o i 2,2 milioni di neet, senza lavoro né istruzione. Il nuovo apprendistato e l’alternanza scuola-lavoro, invece, rappresentano uno strumento di valorizzazione insieme dell’istruzione, della formazione professionale e del lavoro, anche nella sua dimensione manuale. Sarebbe bene che sindacati e imprese firmassero un accordo confederale per disciplinarlo e soprattutto sostenerlo.
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