venerdì 9 giugno 2023
Nel 2022 si sono stimati 560mila posti vacanti in Europa, con una domanda in crescita del 40%. In Italia ne mancano circa 17mila
In Italia mancano 17mila autisti

In Italia mancano 17mila autisti - Archivio

COMMENTA E CONDIVIDI

Il settore della logistica e dei trasporti ha bisogno di autisti. Nel 2022, infatti, si sono stimati 560mila posti vacanti in Europa, con una domanda in crescita del 40%. In Italia, in particolare, si calcola che ne manchino attualmente circa 17mila. Uno studio dell’Iru-International Road Transport Union avverte che la domanda in Ue è destinata ad aumentare ancora, complici il prossimo pensionamento del 30% degli autisti oggi in servizio e la mancanza di un adeguato tasso di sostituzione, fino a raggiungere entro il 2026 circa 900mila posti vacanti. Anche in questo caso, sono diverse le ragioni per cui questa professione fatica a essere considerata attrattiva, nonostante le retribuzioni particolarmente alte, soprattutto per persone giovani e donne: le specifiche condizioni di lavoro, legate a fattori come le assenze prolungate dalla propria residenza - soprattutto quando si parla di trasporti internazionali - o come la mancanza di aree di sosta sicure e dotate di servizi, ma anche le difficoltà di accesso, soprattutto per i costi elevati necessari a ottenere la patente C e la Carta di qualificazione del conducente (in particolare, per la seconda, il costo può raggiungere anche i 3/4mila euro). Per incoraggiare l’ingresso di nuove leve, era prevista l’introduzione di un contributo destinato ai giovani tra i 18 e i 35 anni, pari all’80% della spesa e fino a un massimo di 2.500 euro, con uno stanziamento di 25,3 milioni di euro dal 2022 al 2026. Tuttavia, i fondi del 2022 e del 2023 si sono esauriti già nel giro di poche ore. Per quanto riguarda i bus turistici, sono 3.404 le imprese di noleggio con conducente (-42% rispetto al 2017). Più di un terzo sono al Settentrione (17,9% nel Nord Est e 19,8% nel Nord Ovest), mentre la flessione maggiore (oltre il 10% sul 2017) si è registrata al Sud (Isole escluse). Il Lazio è la regione con il numero più elevato di imprese del settore (397), seguito da Lombardia (389), Campania (372) e Sicilia (362), mentre a livello provinciale a guidare la classifica è Roma (270), con Napoli (159) e Milano (116) a ruota. Inoltre, tra il 2017 e il 2022 il numero medio dei mezzi per azienda è cresciuto del 52% (passato da quattro a sei) e il numero medio degli addetti è quasi raddoppiato (passato da sei a 11). La distribuzione territoriale dei bus da noleggio segue in linea generale quella delle imprese. In termini relativi, la flotta è maggiore al Centro-Nord (56,9%) anche se il Mezzogiorno (Sud e Isole) non è molto distante. Il settore dei bus turistici e, più in generale, del noleggio di autobus con conducente ha registrato negli ultimi anni un peso economico e sociale crescente con una funzione che supera strettamente quella del trasporto e che è sempre più strategica per l’offerta turistica del Paese. Nel turismo le attività connesse ai trasporti rappresentano l’1% delle imprese, ma ben il 10% degli addetti, il 18% del fatturato e il 21% del valore aggiunto generato dal settore. E l’ultimo miglio degli spostamenti turistici è assicurato in via esclusiva dai pullman gran turismo in tutti i segmenti della filiera. Inoltre, in Italia la quota del trasporto turistico su autobus è superiore alla media europea (8% contro il 6%). Il comparto, colpito fortemente dalla pandemia con una flessione del fatturato di oltre il 50% nel periodo 2020-21, sta vivendo una profonda trasformazione ed è oggi sostanzialmente più snello (numero di imprese quasi dimezzato e riduzione del 10% del parco mezzi), ma anche più solido (crescita della dimensione media delle imprese e del numero medio di veicoli) e più efficiente e sostenibile (oltre la metà del parco veicoli è di ultima generazione e con ridotte emissione nocive). Mentre è anche a minore rischio di incidenti su strada (in Europa solo il 3% dei decessi su strada è avvenuto durante viaggi in autobus). La fase più critica per i bus turistici sembra, dunque, ormai alle spalle, ma il futuro è ancora ricco di incognite. Per sostenere e rilanciare la ripresa del settore servono, infatti, figure chiave come gli autisti. A questo proposito occorre incentivare l’ingresso di giovani e stranieri, abbassando le soglie di accesso, sia in termini di costi che di età, e ampliando i canali formativi. Ed è anche necessario valorizzare la figura dell'autista che oltre alla guida del veicolo oggi richiede ulteriori competenze, come la conoscenza dei luoghi da visitare, la capacità di relazionarsi con i passeggeri, l’attitudine ad assistere i turisti, la conoscenza delle lingue. Inoltre, il fattore incertezza, legato all’inflazione, al conflitto russo ucraino e al costo del carburante (variazione di prezzo anche del 50% tra il 2022 e 2023) mina le fondamenta del turismo organizzato, cioè la programmazione di lungo periodo: i costi e le tariffe possono variare di mese in mese. Per questo servono strategie per difendere le imprese da una fluttuazione eccessiva dei prezzi, soprattutto delle materie prime. Infine, la transizione ecologica nel comparto si scontra con l’assenza di soluzioni tecnologiche per i mezzi di trasporto gran turismo in grado di assicurare autonomia e portata.

Al via Academy e corsi

Il sogno di Marika e Mariagrazia, due donne di 24 e 50 anni, di diventare autotrasportatrici e di lavorare su di un camion potrebbe presto diventare realtà. Loro sono infatti due dei 18 aspiranti autotrasportatori che a Genova partecipano a Randstad for driving, l’Academy per la formazione di autotrasportatori di Randstad, in collaborazione con Autamarocchi Spa. Si tratta di un corso di formazione di 200 ore totalmente finanziato da Forma.temp, mirato al conseguimento della patente C+E e della Cqc. Al termine dell’Academy, le persone selezionate potranno diventare autisti nelle sedi operative delle società Autamarocchi a Genova e Savona. Al processo di selezione dei candidati hanno contributo anche il Polo Integrato Ola (Orientamento-Lavoro-Attivazione) di Genova e il network dei Centri per l'Impiego delle province di Savona e Genova. «Il settore della logistica è da tempo caratterizzato da una forte talent scarcity – spiega Erika Sartoris, Specialty Manager Logistics -. Conseguire le patenti necessarie agli autotrasportatori è certamente oneroso, e ciò rappresenta un deterrente non trascurabile per molte figure interessate alla professione. Per questo motivo Randstad, insieme a partner specializzati e col sostegno di Forma.temp, vuole portare avanti un progetto di formazione completamente gratuito, con l’obiettivo di creare nuovi professionisti dell’autotrasporto da inserire in un gruppo leader del mercato». «Autamarocchi ha aderito con entusiasmo al progetto formativo Randstad for Driving - commenta Dino Rovina, Hr Director di Autamarocchi Spa -. Un'iniziativa concreta diretta a formare e dare lavoro alle molte persone che vogliono diventare autotrasportatori, superando il problema dei costi per il conseguimento delle patenti. Il mestiere di autista è una specializzazione professionale ad alto contenuto, sicuramente impegnativa, ma entusiasmante». In Toscana, invece, compie un anno Accademia At. La scuola che forma gratuitamente e assume i nuovi autisti di Autolinee Toscane. Sono stati 223 i neo-autisti assunti, di cui 76 già alla guida dei bus di Firenze e della Toscana; 11 classi già operative (sette a Firenze, una a Prato, due a Siena e una a Pisa), altre due in rampa di lancio (Firenze e Siena). In pratica, una classe al mese. Una tabella di marcia che ha consentito di tamponare la carenza di autisti soprattutto nel capoluogo toscano, e che ha immesso nuovi conducenti formati secondo gli standard del gruppo Ratpdev di cui Autolinee Toscane fa parte. Nella sede di Peretola sono iniziate l'8 maggio le lezioni per 21 aspiranti autisti destinati a guidare i bus di Firenze: 16 uomini e 5 donne, il gruppo comprende giovanissimi, ma anche over 29. L'altra classe (partita il 3 maggio) è destinata al servizio sul Dipartimento Nord (province di Livorno, Lucca, Pisa e Massa-Carrara). È formata da 15 studenti (quattro donne). In rampa di lancio invece due nuove classi che debutteranno all'inizio dell'estate: una di circa 20 addetti è destinata al Dipartimento Sud (Arezzo-Siena); l'altra è ancora dedicata a Firenze, per circa 25 addetti. In autunno partirà un nuovo ciclo di formazione.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: