giovedì 9 luglio 2015
Contratti calati del 14% per via del Jobs act. Il sottosegretario Bobba (nella foto): a settembre partirà una sperimentazione di due anni per arrivare a 60mila apprendisti.
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Le risorse per rilanciare l’apprendistato ci sono. Gli incentivi e le riduzioni ai vincoli normativi alle aziende pure. «Sul piatto – spiega il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, alla presentazione del monitoraggio Isfol – ci sono 90 milioni di euro in due anni di incentivi alle imprese per rendere le forme di apprendistato legate ai titoli di studio i contratti meno cari in assoluto. Una sperimentazione che partirà a settembre e durerà due anni con l’obiettivo di arrivare a 60mila apprendisti». Bobba la chiama "Operazione risveglio", visto lo «spiazzamento» di questa tipologia contrattuale indotto dagli sgravi contributivi previsti per le nuove assunzioni e dalle tutele crescenti contenute nel Jobs act. Nonostante le assunzioni in apprendistato siano cresciute nel corso del 2014 del 4,4% rispetto all’anno precedente, nell’ultimo trimestre è stata registrata una variazione negativa, che si inasprisce nel primo trimestre del 2015: -14,3% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso.In questo senso la riforma dell’apprendistato diventa necessaria per realizzare un sistema duale sul modello tedesco che punti ad abbattere i primati negativi italiani: dispersione scolastica, tasso di disoccupazione giovanile e tempi di attesa lunghi nella ricerca del primo impiego. «Il governo – continua il sottosegretario – ha già provveduto a inserire sia nel decreto legislativo di riordino dei contratti, approvato in via definitiva, sia nello schema di decreto sulle politiche attive ancora all’esame della commissione lavoro della Camera, importanti novità che potranno determinare una rinascita per questo strumento di inserimento al lavoro per i giovani». Le principali modifiche riguardano, oltre agli incentivi economici, la retribuzione, che non sarà corrisposta per le ore di formazione al di fuori dell’impresa e sarà ridotta al 10% per le ore di formazione all’interno dell’azienda. Nel 2013, secondo il monitoraggio Isfol, le forme di apprendistato legate ai titoli di studio contavano per il 9% dei contratti di apprendistato e l’apprendistato professionalizzante pesava da solo per il 91%. Mentre l’offerta pubblica di formazione per l’apprendistato gestita da Regioni e Province autonome ha coinvolto 144.502 apprendisti. Il tasso di copertura, ovvero il rapporto fra apprendisti formati e occupati, è pari al 32%. Per il 97,3% dei casi si tratta di giovani con contratto professionalizzante.
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