Dazi Usa-Ue, il dialogo a tre trova l'accordo e scongiura l'ira di Trump
di Redazione
Intesa tra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio sul "patto di Turnberry" siglato l'estate scorsa. Von der Leyen: onorato un impegno. Previste la clausola di garanzia sull'acciaio e nuovi balzelli

Nell’intricata partita a scacchi dei dazi Usa-Ue, arriva nella notte l’intesa all’interno del trilogo sulle contro-garanzie che l’Unione europea ha dovuto mettere nero su bianco per rispettare i patti della scorsa estate e non incorrere nelle ire del presidente Donald Trump. Si tratta dell'ultimo tassello per ratificare dell’intesa siglata a Turnberry, in Scozia lo scorso agosto, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Sulla carta, il via libera dell’Ue dovrebbe consentire di voltare pagina, dopo un anno di battaglie commerciali transatlantiche aspre. Gli Usa rappresentano il principale partner commerciale dell’Europa con 1.600 miliardi di euro di interscambio.
Von der Leyen: L'Europa rispetta gli impegni
“Un accordo è un accordo, e l'Ue onora i propri impegni. Accolgo con favore l'intesa raggiunta dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulla riduzione dei dazi doganali per le esportazioni industriali statunitensi verso l'Ue. Ciò significa che presto adempiremo alla nostra parte della dichiarazione congiunta Ue-USA, come promesso” ha esultato su X la presidente della commissione Ursula von der Leyen.
“L'Europa dimostra serietà e affidabilità, rispettando gli impegni assunti e puntando a rafforzare così la solidità economica del partenariato transatlantico. Un passo importante per dare stabilità economica e certezza alle nostre imprese che esportano negli Usa. Ora importante continuare a lavorare per la rapida entrata in vigore dell'intesa" ha aggiunto, sempre su X, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
La medicazione per limitare gli effetti del patto di Turnberry
Il compromesso, che ora dovrà essere approvato definitivamente da Parlamento e Consiglio, è giunto dopo che all’inizio del mese il presidente Trump aveva minacciato elevati dazi sulle auto europee con l’obiettivo di accelerare la messa in pratica dell’intesa raggiunta nell’estate scorsa. In particolare ha ventilato nuove tariffe su auto e camion europei dal 15 al 25%, se il via libera non fosse arrivato entro il 4 luglio. Il blocco dei 27 paesi aveva stipulato un accordo con Washington che fissa dazi del 15% sulla maggior parte delle merci europee, ma con grande frustrazione di Trump non aveva ancora mantenuto la promessa di eliminare i dazi sulla maggior parte delle importazioni statunitensi in cambio. Un particolare che rende l'intesa complessiva a dir poco sbilanciata in favore del gigante americano.
Il trilogo si è tenuto nella notte in una sala nascosta nei meandri del Louise Weiss, il principale edificio dell'Eurocamera dove ieri sera alle 21 si sono riuniti i negoziatori di Consiglio, Commissione e Parlamento. Una lista di punti, concordati a livello tecnico, è stata preparata dopo lunghe trattative.I pontieri della Commissione, e la stessa Ursula von der Leyen nel colloquio telefonico di una decina di giorni fa, hanno respinto l'ultima minaccia sull’automotive, ma anche fatto capire a chi chiedeva maggiore rigore che un nuovo rinvio avrebbe potuto indispettire ancora di più Trump.
A tenere banco, anche in quest'ultima curva di colloqui, la clausola di sospensione e quelle 'sunrise' e 'sunset'. La loro funzione è evitare che il patto di Turnberry si trasformi in un assegno in bianco per gli Usa. L'intesa sostenuta dagli eurodeputati ha disegnato una rete di garanzie: durata limitata, controlli sull'attuazione e possibilità di sospendere i benefici se gli Stati Uniti cambieranno le carte in tavola come hanno fatto frequentemente. Un compromesso orchestrato dal socialista Bernd Lange che ha preso forma grazie all'asse tra Ppe, Socialisti e Liberali e il sostegno anche dei Conservatori dell'Ecr.
La clausola di sospensione nel caso di nuovi dazi Usa
Poi c'è la clausola 'sunrise', pensata come una sorta di interruttore iniziale: l'accordo non entrerà automaticamente in vigore dopo la firma, ma scatterà solo se l'amministrazione Trump rispetterà integralmente gli impegni presi. Infine la 'sunset clause', il timer politico dell'intesa: i due regolamenti scadranno alla fine del 2029.
Il primo regolamento elimina i dazi doganali residui sui prodotti industriali americani e garantisce un accesso preferenziale al mercato, anche attraverso contingenti tariffari e dazi ridotti per determinati prodotti ittici e prodotti agricoli non sensibili provenienti dagli Stati Uniti. Il secondo riguarda l’estensione della sospensione dei dazi per le importazioni di aragosta, compresa quella trasformata.
La clausola di sospensione è il vero “grilletto politico” dell'impianto: prevede che l'Ue possa congelare gli sconti tariffari concessi ai prodotti americani non solo se gli Stati Uniti alzeranno i dazi oltre il tetto del 15%, ma anche se introdurranno nuove tariffe settoriali - dall'automotive all'agroalimentare - o adotteranno misure considerate discriminatorie verso le imprese europee. Un passaggio cruciale riguarda l’acciaio. La Commissione europea è autorizzata a sospendere le concessioni relative ai prodotti siderurgici e di alluminio a favore degli Stati Uniti qualora continuino ad applicare gli extra-dazi sugli stessi prodotti europei. Il testo finale ha concesso agli Stati Uniti tempo fino alla fine del 2027 per eliminare le sovrattasse superiori al 15% sull’acciaio (attualmente sono del 50%), invece di porlo come precondizione.
Poi c'è la clausola 'sunrise', pensata come una sorta di interruttore iniziale: l'accordo non entrerà automaticamente in vigore dopo la firma, ma scatterà solo se l'amministrazione Trump rispetterà integralmente gli impegni presi. Infine la 'sunset clause', il timer politico dell'intesa: i due regolamenti scadranno alla fine del 2029 (e non dopo due anni come inizialmente previsto).
I due regolamenti su prodotti industriali, agricoli e ittici
Nel dettaglio l'intesa prevede il via libera a due regolamenti. Il primo elimina i dazi doganali residui sui prodotti industriali americani e garantisce un accesso preferenziale al mercato, anche attraverso contingenti tariffari e dazi ridotti per determinati prodotti ittici e prodotti agricoli non sensibili provenienti dagli Stati Uniti. Il secondo riguarda l’estensione della sospensione dei dazi per le importazioni di aragosta, compresa quella trasformata.
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