Il Papa ad un giovane maturando: «L'inquietudine è il luogo in cui Dio lavora in profondità»

Il timore della vita che cambia affidato al Pontefice da Pietro, 18 anni, di Reggio Calabria, sulla rivista Piazza San Pietro. Leone XIV: «Ho letto con commozione la tua lettera»
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May 19, 2026
Il Papa ad un giovane maturando: «L'inquietudine è il luogo in cui Dio lavora in profondità»
Piazza San Pietro accoglie i ragazzi arrivati da tutto il mondo per la Messa di benvenuto del Giubileo dei giovani / Siciliani
Maggio, l’estate che si avvicina, i programmi scolastici che – con più o meno affanno – si chiudono e il conto alla rovescia verso l’esame di maturità che fa sentire l’avvicinarsi di un traguardo, pronto a rivelarsi sempre più un momento di passaggio. In cui si cambia, perché si cresce. È in questo impasto di vicende e sentimenti che un giovane italiano, Pietro, maturando diciottenne di un liceo classico di Reggio Calabria, ha preso in mano la tastiera del computer – più che carta e penna – per confidarsi con il Papa. «Carissimo Santo Padre», gli scrive sulla rivista Piazza San Pietro, «avverto dentro di me tanta inquietudine e tanta confusione». Al centro «il timore di perdere tutte le amicizie conquistate in questo capitolo della mia vita». Parla della scuola, ma anche della parrocchia e della vita quotidiana, da cui il lettore ipotizza – chissà – i dubbi sull’università da scegliere e, magari, il trasferimento in una città diversa dalla propria per costruire un nuovo futuro. «Si apre davanti a me una fase di profondo cambiamento», scrive lui stesso. Il «rapporto con il Signore», in questo, «mi fa venire voglia di nuove risposte». Tra i sogni affidati al Papa, quello di «costruire una famiglia unita nell’amore di Cristo», che si scontra però con poche «certezze relazionali». «Temo di non riuscire neanche a capire quali sono i legami autentici che vale la pena conservare e alimentare», confida, chiedendo anche al Pontefice la sua preghiera, per capire «come con-vivere con questo senso di inquietudine e nostalgia», per fare «sempre» «la volontà di Dio».
È così che il Papa agostiniano non si lascia sfuggire l’occasione per cogliere la bellezza di questo movimento del cuore in cui Dio è all’opera. «Ho letto con commozione la tua lettera», gli risponde sulla rivista diretta da padre Enzo Fortunato. Prima di tutto, una certezza in mezzo al mondo che cambia: «Sei amato da Gesù. Non in modo astratto – frena subito dalle conclusioni affrettate Leone XIV –, ma personalmente, così come sei oggi, con le tue domande e i tuoi sogni, le tue paure e i tuoi desideri. Questo amore ti precede e ti accompagnerà sempre, non dipende dalle scelte che farai né dalle strade che percorrerai».
Poi l’amicizia – esperienza che anche «Gesù» «conosce bene», vissuta con «legami veri e autentici fino a sperimentare la fatica del distacco e del tradimento» – tema caro anche al Papa. «L’amore vero», avverte Prevost, «matura anche quando cambia forma». Sono «i desideri del tuo cuore» – «quelli che resistono nel tempo» – ad orientare le «scelte di bene, al dono di te e verso una vita condivisa. Da lì nasce il discernimento», da alimentare con una buona vita sacramentale, l’ascolto della Paola di Dio e «il confronto con persone sagge». Senza fretta «di comprendere tutto subito». Eccoli qui, quindi, gli ingredienti che sconfiggono la paura. A cui si aggiunge la rassicurazione: «Non tutto ciò che finisce è una sconfitta: a volte è solo un passaggio necessario per crescere». Assieme all’incoraggiamento: «Il tuo sogno di una famiglia fondata nell’amore di Cristo è un dono prezioso anche per la Chiesa, custodiscilo con fiducia. Il Signore non delude i desideri che Lui stesso ha acceso nel cuore». Per poi giocare a carte scoperte, dissipando ogni ombra di timore: «L’inquietudine di cui mi parli non è un segno negativo. Spesso è il luogo in cui Dio lavora in profondità. È come la terra che il contadino ha arato ed è pronta ad accogliere un seme nuovo».
Così, assieme al Pietro di Reggio Calabria, tutti i maturandi vengono incoraggiati dal Pietro nella fede, che non esita a dire: «Assicuro la mia preghiera». E ad affidare il giovane alle prese con la vita che cambia a Maria, «che da giovane ha imparato a fidarsi nonostante abbia custodito nel cuore domande più grandi di lei».

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