Perchè il pneumatico Pirelli che "parla" con l'auto ci rende più sicuri

Viaggio di 1.500 chilometri tra Italia e Germania a bordo della Pagani Utopia Roadster per testare la tecnologia "Cyber Tyre". I sensori leggono l'asfalto e dialogano con i freni
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May 20, 2026
Perchè il pneumatico Pirelli che "parla" con l'auto ci rende più sicuri
La Pagani Utopia Roadster equipaggiata con i Pirelli Cyber Tyre
Le ruote della nostra automobile non sono più soltanto blocchi di gomma nera destinati a consumarsi sull'asfalto. Oggi stanno diventando una parte attiva della sicurezza stradale, capaci di "sentire" la strada proprio come farebbe una mano umana e di comunicare in tempo reale con i computer di bordo per prevenire gli incidenti. A dimostrarlo è stato un viaggio-test di oltre 1.500 chilometri che ha unito idealmente le eccellenze industriali europee.
Una lussuosa supercar, la Pagani Utopia Roadster, è partita dalla sua sede a Modena ed è arrivata fino in Germania, a Stoccarda, nei laboratori della Bosch Engineering, per poi concludere il suo percorso a Milano, nel quartier generale della Pirelli. Proprio l'azienda milanese ha ideato questa rivoluzione tecnologica, battezzata "Cyber Tyre". All'interno del battistrada viene inserito un piccolissimo sensore invisibile. Questo chip non si limita a controllare la pressione della ruota, come già accade in molte auto, ma capisce se l'asfalto è asciutto, bagnato o ghiacciato, calcolando l'aderenza millimetro dopo millimetro.
Fino ad oggi, i sistemi di sicurezza elettronici dell'auto (come i freni con ABS o il controllo di trazione) intervenivano "dopo", cioè quando la vettura iniziava già a scivolare. Con questa innovazione, invece, il pneumatico invia le informazioni alla vettura in anticipo. Se la strada è bagnata, l'auto lo sa prima ancora di curvare o frenare, e regola i suoi computer di bordo per garantire la massima stabilità.
Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli, ha spiegato la portata storica di questo traguardo: «Questo viaggio è la realizzazione concreta di una visione nata oltre vent’anni fa, cioè che il pneumatico potesse evolvere da elemento passivo a sensore attivo, capace di generare dati e non solo di trasmettere forze. Insieme a partner come Pagani e Bosch, abbiamo inaugurato una nuova era di sicurezza e performance digitale, dimostrando che quell’intuizione pionieristica era corretta».
L'applicazione pratica di questa tecnologia su una vettura straordinaria come la Pagani Utopia Roadster dimostra che l'alta ingegneria può mettersi al servizio della protezione delle persone. Horacio Pagani, fondatore dell'omonima casa automobilistica, ha descritto questa collaborazione mettendo al centro la componente umana ed emotiva della guida: «Da oltre vent’anni, la nostra ricerca è guidata dal principio leonardesco di Arte e Scienza: un’hypercar non deve solo essere veloce, ma anche un’opera capace di trasmettere fiducia e sicurezza a chi la guida. Con Pirelli Cyber Tyre, la gomma acquisisce la sensibilità di una mano umana, percependo l'asfalto e comunicando con il cuore elettronico di Pagani Utopia Roadster per trasformare ogni metro in un istante di controllo assoluto. Per noi Pirelli è un partner, un amico, che condivide la nostra stessa ossessione per la sicurezza; insieme, abbiamo dato voce al punto di contatto tra il sogno e la strada».
Nata per i modelli più veloci ed esclusivi del mondo, questa tecnologia è ora pronta a cambiare la mobilità di tutti i giorni. Pirelli sta già implementando il sistema su altri modelli sia del mondo "premium" che "prestige", con l'obiettivo di portarlo gradualmente verso le vetture comuni che guidiamo quotidianamente e, in futuro, sui veicoli a guida autonoma. Inoltre, le automobili dotate di queste gomme intelligenti diventeranno delle vere e proprie "sentinelle" del territorio. Dialogando non solo tra loro ma anche con le infrastrutture, le auto potranno segnalare automaticamente la presenza di buche profonde o tratti stradali scivolosi agli enti della manutenzione, come già si sta sperimentando su alcune autostrade italiane. La sicurezza del futuro, insomma, passerà da un filo invisibile che unisce la gomma, la strada e l'intelligenza dell'auto.

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