Se la colonnina va da Maometto: arrivano i robot che raggiungono le auto elettriche per ricaricarle

Dai bracci robotici di Hyundai nei grandi aeroporti ai sistemi cinesi come Energy Tank: come funzionano i nuovi accumulatori su ruote capaci di fare il "pieno" a domicilio
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May 19, 2026
Se la colonnina va da Maometto: arrivano i robot che raggiungono le auto elettriche per ricaricarle
Farsi raggiungere da un robot in grado di ricaricare la batteria dell'auto attraverso una app non è più fantascienza
Con un paragone divertente si potrebbe dire che sta arrivando il tempo in cui la montagna (la colonnina di ricarica) andrà da Maometto (il guidatore della vettura elettrica) e non viceversa, per fare il "pieno" di energia. Non ci sono dubbi comunque che la ricarica elettrica sia entrata in una nuova fase. Dopo anni in cui l’attenzione si è concentrata sull’espansione delle colonnine per la ricarica, una tecnologia emergente promette di cambiare radicalmente il paradigma: robot autonomi capaci di raggiungere le auto elettriche e ricaricarle ovunque si trovino. Dalla Cina agli Stati Uniti, questi sistemi sono già realtà in alcuni contesti urbani e commerciali. Un esempio è l’aeroporto internazionale di Incheon (Corea del Sud) dove Hyundai è diventata una delle prime Case al mondo a offrire un sistema robotico commerciale per il pieno automatico dei suoi modelli, basato su IA. Arriveranno anche in Europa?
Tecnicamente sono robot mobili, spesso su ruote, dotati di batterie integrate ad alta capacità. L’utente può richiederli tramite un’app, esattamente come si farebbe con un servizio di mobilità condivisa. Una volta attivato, il robot si dirige verso il veicolo parcheggiato, si collega automaticamente e avvia la ricarica elettrica. Questi dispositivi possono avere batterie anche superiore a 100 kWh e garantire una ricarica completa o parziale in tempi comparabili a quelli delle infrastrutture di ricarica tradizionali, generalmente tra i 40 e i 60 minuti. Alcuni modelli sono completamente autonomi, altri seguono percorsi prestabiliti all’interno di parcheggi o aree dedicate come appunto nel caso dei robot Hyundai. Esistono anche soluzioni ibride, come bracci robotici fissi che si occupano solo del collegamento automatico.
Recentemente dalla Cina è arrivato un dispositivo all'avanguardia: Energy Tank, prodotto dalla società di ricarica mobile Eraergy. Non si tratta di un semplice caricabatterie, ma di un’unità integrata che combina celle di stoccaggio ad alta densità, un telaio motorizzato e un sistema di controllo intelligente di ultima generazione. E' disponibile con capacità di 30 kWh, 100 kWh o 200 kWh e potenze di erogazione fino a 120 kW. Il che offre la possibilità di una ricarica comparabile a quella delle colonnine fast ma completamente mobile. Il sistema non richiede connessioni permanenti alla rete durante l’utilizzo, ma viene a sua volta ricaricato in momenti e luoghi dedicati.
L’approccio è ideale soprattutto per le aree urbane e i quartieri residenziali più vecchi, dove la mancanza di posti auto rende impossibile l’installazione di wallbox private e l’adeguamento della rete elettrica per supportare centinaia di nuovi punti di ricarica richiederebbe ingenti investimenti e lunghi tempi burocratici. Ma le applicazioni del sistema Energy Tank si estendono anche ad hotel, aree logistiche e parcheggi aziendali. In alcuni casi in Cina è già possibile verificarne la disponibilità al momento della prenotazione di una stanza, con un duplice vantaggio per l’albergatore: offrire un servizio premium ai clienti senza dover investire in costosi aggiornamenti della rete elettrica e non dover occupare permanentemente posti auto con colonnine fisse che potrebbero restare inutilizzate. E nella logistica, giganti come SF Express stanno già utilizzando questi caricatori mobili, rabboccando i furgoni durante le fasi di carico e scarico delle merci o nei periodi di attesa nei piazzali.

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