Villa d’Este 2026: dove il tempo si ferma e l’automobile diventa arte
L’ultima resistenza della meccanica: perché grazie al Concorso d'Eleganza che BMW organizza nel fine settimana il fascino delle vetture classiche torna a essere un patrimonio emotivo

Sul lago di Como il tempo sembra sempre sospeso, ma nel fine settimana dal 15 al 17 maggio il calendario si piega definitivamente alla liturgia dell’automobile. Torna infatti il Concorso d’Eleganza Villa d’Este, appuntamento che dal 1929 trasforma Cernobbio in una passerella dove meccanica, design e mondanità si fondono in un unico rito. Dal 2009 l’evento è organizzato da BMW Group insieme a Villa d'Este, e anche l’edizione 2026 promette di confermare il ruolo del concorso come evento imperdibile per chi ama l’automobile classica.
Quest’anno saranno circa 50 le vetture selezionate per contendersi il “Trofeo BMW Group – Best of Show”, distribuite in otto classi che attraversano quasi un secolo di storia dell’auto: dagli eccessi stilistici degli anni Venti alle supercar degli anni Ottanta e Novanta. Il fascino di Villa d’Este, però, non risiede soltanto nella rarità dei modelli esposti. Qui l’automobile torna a essere oggetto culturale, simbolo di un’epoca in cui il design industriale cercava eleganza prima ancora che prestazione.
BMW, padrone di casa e regista dell’evento, userà ancora una volta il concorso come vetrina strategica. Sono annunciate due anteprime mondiali e soprattutto il debutto pubblico del nuovo corso BMW ALPINA, marchio che il gruppo tedesco vuole rilanciare nel segmento del lusso ad alte prestazioni. Non è casuale che questa presentazione avvenga proprio sulle rive del lago: Villa d’Este resta il luogo dove il marketing automobilistico cerca di assumere il tono della haute couture.
L’altra grande protagonista sarà la BMW M3, che celebra quarant’anni dalla nascita della leggendaria E30. Nel parco di Villa Erba prenderà forma la mostra “Touring Car Legends”, con vetture da competizione, rivali storiche del DTM e la presenza di piloti come Roberto Ravaglia ed Emanuele Pirro. Un’operazione nostalgia, certo, ma anche un messaggio preciso: mentre il settore corre verso elettrificazione e software, i marchi premium continuano ad alimentare il mito del motore termico come patrimonio emotivo.
Guardando le vetture in concorso, emerge una riflessione chiara: in un mercato automobilistico sempre più dominato da software e standardizzazione, l’evento di Villa d’Este rappresenta l’ultima resistenza della meccanica come forma d'arte. BMW ha compreso perfettamente che il valore del brand non risiede solo nei watt delle batterie, ma nella narrazione di una storia che continua. Il contrasto tra le auto d'epoca e le futuristiche Concept Car esposte quest'anno non sarà stridente, bensì complementare. Se le "classiche" insegnano la proporzione e la purezza delle linee, i prototipi del 2026 mostrano come la tecnologia possa ancora emozionare se vestita con la stessa cura sartoriale di un tempo.
Attorno al concorso ruota poi un ecosistema che mescola collezionismo, lifestyle e finanza. Le aste curate da Broad Arrow porteranno sul lago oltre settanta vetture da collezione, tra Bugatti anni Venti, Ferrari F40 e BMW M3 GTS. È il segno di un mercato che considera ormai le auto storiche non soltanto passione, ma bene rifugio. In questo senso Villa d’Este assomiglia sempre meno a un semplice concorso e sempre più a una borsa internazionale del lusso automobilistico.
Eppure il fascino dell’evento continua a vivere anche nella dimensione popolare. Il Concorso non è più solo una sfilata per pochi eletti: con l'apertura domenicale di Villa Erba e l'evento "Amici & Automobili", il BMW Group prosegue nel suo tentativo di democratizzare l'eleganza, portando il fascino del motorsport (grazie alla mostra sulle leggende del DTM) a una nuova generazione di appassionati. Per qualche ora, tra yacht, completi di lino e collezionisti miliardari, il lago tornerà così a essere anche il regno dei semplici cultori dei motori.
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