Torna a Milano WeWorld Festival. Dal 15 al 17 maggio talk e spettacoli su diritti e parità di genere
La tre giorni di incontri al centro culturale Base. Focus anche su clima, marginalità e guerre. Tra gli appuntamenti, due mostre fotografiche dedicate a periferie e comunità del Kenya

Dalla parità di genere al superamento delle discriminazioni, «il cambiamento culturale non è automatico, ma va costruito e sostenuto». È l’obiettivo della 16esima edizione del WeWorld Festival, in programma da venerdì 15 a domenica 17 maggio 2026 al centro Base Milano. Tre giornate di talk, spettacoli e laboratori su alcuni dei temi sociali più importanti del presente, a partire dai diritti di donne e ragazze e dagli stereotipi che ancora resistono. «Le disuguaglianze, in particolare quelle di genere, non sono solo legate al diverso accesso ai servizi, ma a questioni sistemiche. Oltre all’intervento diretto sul campo, sono fondamentali prevenzione, sensibilizzazione e advocacy: bisogna lavorare su più livelli. Il festival si inserisce in questo percorso», racconta Marco Chiesara, presidente di WeWorld, l’Ong che organizza l’evento e che si occupa di progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario in oltre 20 Paesi nel mondo.
"Unite e Plurali - meglio parlarne prima che mai" non è solo il titolo della nuova edizione del festival, ma la dichiarazione d’intenti della tre giorni di incontri. «"Unite e Plurali" è un invito a riconoscere che nessuna conquista è davvero individuale: le lotte delle une sono sempre, in qualche modo, le lotte di tutte», spiega Greta Nicolini, la direttrice del festival. «"Meglio parlarne prima che mai" - prosegue - è una presa di posizione: parlare oggi di diritti, relazioni ed educazione affettiva significa scegliere di non rimandare». Al centro dell’attenzione anche le nuove generazioni, l’ambiente, le marginalità e le guerre. In particolare, saranno portate testimonianze provenienti da scenari di conflitto o crisi, tra cui Gaza, Siria, Libano e Ucraina.
Già lunedì 11 alla Casa delle Donne di Milano era stato presentato in anteprima, con la partecipazione della giornalista Daria Bignardi, il report di WeWorld Her future at risk – Palestina sulla drammatica situazione umanitaria nel territorio palestinese. «È importante che i mondi della cultura e i festival urbani mettano al centro questioni come quella che riguarda la Palestina, le ingiustizie e la follia di un’occupazione che lascia solo spazio a morte, carestia e distruzione», il commento dell’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi.
Tra gli ospiti del festival, ci saranno le giornaliste Claudia De Lillo e Sara Zambotti, la scrittrice Lidia Ravera, le attrici Chiara Becchimanzi e Alice Mangione, lo scrittore Jonathan Bazzi, l’economista Azzurra Rinaldi e le attiviste Pegah Moshir Pour e Alessia Nobile. Presente anche Lydia Wanja Kingeru, attivista dal Kenya che si occupa di parità di genere e cambiamento climatico. Due tematiche strettamente legate: «Il cambiamento climatico non impatta su tutti in modo uguale – racconta Kingeru -. Nel mio Paese a essere colpite sono soprattutto le donne. Questo perché il surriscaldamento globale ha effetti negativi sulle infrastrutture del Kenya, come ponti e strade, e diventa difficile per comunità rurali accedere ai servizi di cui principalmente le donne hanno bisogno».
Durante l’evento ci sarà spazio anche per film e mostre. Sabato 16 maggio, ad esempio, verranno proiettati Everyday in Gaza, il cortometraggio prodotto da WeWorld e vincitore del David di Donatello, e l’anteprima italiana di How To Build a Library, documentario sulla storia di due donne keniane che decidono di trasformare in centro culturale quella che era fino al 1958, a Nairobi, una biblioteca riservata ai bianchi. Sabato stesso e domenica 17, dalle 10 alle 20, si potranno poi visitare due esposizioni fotografiche. La prima, Dentro le periferie, è un racconto delle periferie urbane milanesi tramite gli scatti di Alex Majoli, fondatore di Cesura. Accanto al suo lavoro, i contributi delle fotografe Arianna Arcara a Cagliari, Camilla Miliani ad Aversa e Cecilia Vaccari a Cosenza, si concentrano sulle storie di ragazze coinvolte nei progetti di WeWorld. La seconda mostra, intitolata Dream Big, è un progetto di fotografia partecipata che unisce le immagini della fotografa Gaia Squarci e il lavoro creativo di alcuni adolescenti coinvolti nei programmi umanitari di WeWorld in Kenya. Qui il programma completo del festival.





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