Leone XIV nomina Michele Autuoro nuovo arcivescovo di Benevento

Già ausiliare di Napoli, classe 1966 subentra a Felice Accrocca. L'ingresso è previsto per il prossimo 28 giugno.
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May 13, 2026
Leone XIV nomina Michele Autuoro nuovo arcivescovo di Benevento
Il nuovo arcivescovo di Benevento Michele Autuoro/ Fondazione Missio
Sessant’anni vissuti nel segno della missione, tra Napoli e il mondo; trentacinque di sacerdozio e ora una nuova chiamata: guidare una Chiesa radicata nelle aree interne, dove la fede si misura nella quotidianità e nella tenuta delle comunità. È il tratto del cammino di monsignor Michele Autuoro, vescovo ausiliare e vicario generale di Napoli, nominato da Leone XIV arcivescovo di Benevento. Nato a Procida nel 1966 e ordinato sacerdote nel 1991 per l’arcidiocesi di Napoli, Autuoro ha attraversato esperienze diverse: dall’impegno educativo in seminario al ministero parrocchiale, fino alla responsabilità nazionale nel campo della cooperazione missionaria con la Conferenza episcopale italiana e la Fondazione Missio. Un percorso segnato da un filo rosso chiaro: l’annuncio del Vangelo oltre i confini, geografici e culturali. Proprio questa sensibilità missionaria sembra oggi la chiave della sua nuova destinazione. Benevento e il suo territorio portano, infatti, i segni dello spopolamento e delle fragilità tipiche delle aree interne, ma anche una tradizione ecclesiale solida e radicata. Non a caso, nel suo primo messaggio alla diocesi, Autuoro (che succede a monsignor Felice Accrocca, trasferito alla guida della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno) ha richiamato esplicitamente queste sfide, indicando un cammino da percorrere insieme, senza cedere allo scoraggiamento. Questa mattina, nel saluto alla arcidiocesi di Napoli, ha parlato della necessità di «convertirsi», ispirandosi al messaggio della Madonna di Fatima nel giorno in cui cade l’annuncio della sua nomina. Come ha sottolineato anche il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, «Maria a Fatima non parlò ai potenti, ma ai piccoli, chiedendo preghiera e conversione per un mondo ferito», richiamando così tutti, e in particolare chi ha responsabilità pubbliche, all’impegno per la pace. Il passaggio da Napoli a Benevento non è solo geografico. Da una realtà segnata dalla forte devozione a san Gennaro e da una religiosità popolare vivace, Autuoro approda a una Chiesa dove la presenza cristiana si gioca spesso nel silenzio dei piccoli centri. Battaglia lo descrive come «un pastore con l’odore delle pecore, capace di camminare con il popolo, in mezzo per sostenere e dietro per non lasciare indietro nessuno», segno di uno stile che privilegia la prossimità.  Nel messaggio che Autuoro rivolge al popolo di Dio di Benevento emerge con chiarezza questo tratto. «Giungo in mezzo a voi in punta di piedi, per conoscere, amare e servire», e si definisce «umile servo della Vigna del Signore». Un’impostazione che, come ricordato da Battaglia, si è già manifestata a Napoli attraverso «una presenza discreta, ma profondamente incisiva», capace di testimoniare una Chiesa vicina, che ascolta e accoglie. Non manca il riferimento alle realtà più fragili: il suo ministero, infatti, è stato segnato da un’attenzione costante «verso chi non ha voce e verso le periferie esistenziali», vissute non solo come luoghi geografici ma come ferite della società. La data dell’insediamento - domenica 28 giugno - risponde anche a una devozione personale: la patrona dell’arcidiocesi è la Madonna delle Grazie, e Autuoro ha un legame antico con questo titolo, nato da un piccolo santuario sull’isola di Procida e vuole essere a Benevento per quella occasione. Sarà l’avvio di un cammino che unisce l’esperienza maturata tra Napoli e la dimensione universale della missione con la concretezza di un territorio che chiede presenza, ascolto e speranza. Nel messaggio di commiato, il cardinale Battaglia ha sottolineato come Napoli «non perda un pastore, ma si espanda attraverso di lui», mentre Benevento accoglie «una guida sicura e un cuore grande, capace di sognare orizzonti ampi».

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