Vaticano ai lefebvriani: «Non ordinare nuovi vescovi o sarà scisma»

In una nota il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della fede, ha ammonito ancora una volta la Fraternità sacerdotale san Pio X che non ha fatto dietrofront nella decisione di ordinare nuovi vescovi «senza mandato pontificio».
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May 13, 2026
Vaticano ai lefebvriani: «Non ordinare nuovi vescovi o sarà scisma»
Il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della fede, presiede la Messa nel sesto giorno dei Novendiali in suffragio di papa Francesco, 1 maggio 2026 - (REUTERS)
Le ordinazioni episcopali, annunciate dalla Fraternità sacerdotale san Pio X, e previste per luglio, costituiranno «un atto scismatico». Lo ha ribadito nuovamente oggi, in una nota diffusa dalla Sala stampa della Santa Sede, il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della fede. Nonostante gli avvertimenti del Papa, e i ripetuti inviti al dialogo da parte del Vaticano, infatti, la Società tradizionalista, fondata nel 1970 dall'arcivescovo Marcel Lefebvre, scomunicato da papa Giovanni Paolo II, non ha matto marcia indietro sull'intenzione di ordinare quattro nuovi vescovi per la Fraternità il prossimo primo luglio, come annunciato a inizio febbraio. 
«Le ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità non hanno il corrispondente mandato pontificio», si legge nella dichiarazione a firma del cardinale Fernandez, e «'l'adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa'». Il Pontefice, si legge ancora, «continua nelle sue preghiere a chiedere che i responsabili della Fraternità ritornino sui loro passi in merito alla gravissima decisione che hanno preso».
Lo scorso 12 febbraio il superiore generale della Fraternità, nata in opposizione alle riforme del Concilio Vaticano II, era stato ricevuto dal prefetto, per tentare di avviare «un percorso di dialogo specificamente teologico» che sarebbe proseguito soltanto nel momento cui i lefebvriani avessero sospeso «la decisione delle ordinazioni episcopali annunciate». In risposta, dopo alcuni giorni, la Fraternità aveva dichiarato la volontà di procedere in ogni caso alle consacrazioni episcopali, evento che il cardinale aveva cercato di scongiurare parlando di possibili «gravi conseguenze».

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