lunedì 16 novembre 2015
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​E' stato presentato nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa vaticana l’edizione del 2015 del Premio Ratzinger che sarà conferito dalla Fondazione dedicata al Papa emerito il prossimo 21 novembre. A vincere il premio un teologo libanese, il prof. Nabil e-Khoury, e un teologo brasiliano, padre Mario de França Miranda. All’evento sono intervenuti l’arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, membro del comitato scientifico della Fondazione, e mons. Giuseppe Scotti, presidente della Fondazione e il prof. Pietro Luca Azzaro, segretario esecutivo della Fondazione e traduttore dell’Opera omnia di Joseph Ratzinger. Una settimana importante per approfondire e valorizzare il pensiero teologico di Joseph Ratzinger. Oltre al premio dedicato al Papa emerito, i prossimi giorni vedranno anche l’apertura di una Biblioteca dedicata a Benedetto XVI, che troverà spazio nel Collegio teutonico in Vaticano, e al quale il Papa emerito ha donato oltre 200 suoi libri, e un convegno sulla Deus Caritas Est e il legame con l’imminente Giubileo della Misericordia all’Augustinianum, in collaborazione con la Lateranense.Per quanto riguarda il premio Ratzinger, presentato in Sala Stampa vaticana, i vincitori sono il teologo libanese Nabil el-Khoury, che ha anche tradotto in arabo le opere di Joseph Ratzinger, e il teologo brasiliano Mario de França Miranda, che per dieci anni è stato membro della Commissione teologica internazionale nel periodo in cui era presidente dell’organismo il cardinale Ratzinger. L’arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, membro del comitato scientifico della Fondazione, ha sottolineato l’importanza di questa scelta:“L’America Latina ha dato alla Chiesa il primo Papa non europeo e con questo la Chiesa cattolica ha offerto una nuova e molto eloquente prova della sua cattolicità. L’importanza dell’Oriente per la Chiesa fu ripetutamente sottolineata dal Papa San Giovanni Paolo II, che amava dire che la Chiesa cattolica deve respirare con due polmoni, appunto l’Oriente e l’Occidente”.Rilevante premio a teologo arabo, mondo che sa ragionare e dialogareIl magistero teologico di Ratzinger, ha ripreso mons. Ladaria Ferrer, “ha avuto e ha senza dubbio una portata universale”. Guardando anche ai tragici eventi di Parigi, mons. Giuseppe Scotti, presidente della Fondazione, ha messo l’accento sulla personalità del teologo libanese el-Khoury: “Pensate cosa vuol dire anche un premio, non solo dato ad un latinoamericano, ma ad un gande ed importante esponente del modo arabo in questo momento; questo vuol dire che il mondo arabo è un mondo che è capace di dialogo, di unire, ha delle università dove si può studiare, discutere, ragionare, approfondire non solo la fede ma entrare in dialogo con altre fedi”.Mons. Scotti non ha poi mancato di ringraziare il cardinale Camillo Ruini che ha guidato in questi anni la Fondazione ed ha rammentato che ora a presiedere il Comitato scientifico è il cardinale Angelo Amato. Ancora, ha ricordato che in questi anni di attività la Fondazione ha collaborato con oltre 500 università di tutto il mondo, coinvolgendo più di 10 mila tra docenti e studenti.Dal canto suo, il segretario esecutivo della Fondazione, il prof. Pierluca Azzaro ha reso noto che è stato appena pubblicato il quarto volume dell’Opera Omnia di Benedetto XVI, dedicato agli scritti di Cristologia del Papa emerito, mentre il prossimo volume sarà dedicato al Concilio Vaticano II in Ratzinger.
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