lunedì 26 novembre 2012
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Fedeli in festa per il dono dei sacerdoti in mezzo a noi. Domenica 25 novembre, 24ª Giornata nazionale delle Offerte per il sostentamento dei preti diocesani, sono state le parrocchie italiane a veicolare tra i fedeli - soprattutto con un messaggio a fine celebrazione - l’appello alla partecipazione. Basterà un contributo, anche piccolo, come dev’essere in tempi di crisi economica. «Donare poco e in tanti», verrà proposto alle famiglie. Perché, con il bollettino di conto corrente postale, da domenica a disposizione in fondo alle nostre chiese, o attraverso le altre tre modalità di Offerta (descritte nel box, ndr), ogni credente accompagni nella missione i sacerdoti. Dal più lontano a quello della propria parrocchia. Perché, come avveniva nelle comunità cristiane delle origini, i fedeli sostengano chi si fa pane spezzato per tutti. Un’istantanea, quella della Chiesa italiana vista dalla prospettiva delle Offerte, che ricalca da vicino la Chiesa-comunione delineata dal Concilio Vaticano II. Oggi il nostro Paese può contare su circa 37mila sacerdoti diocesani. Ministri dei Sacramenti, ma anche punto di riferimento per le fasce più deboli della popolazione o che sperimentano improvvise difficoltà. Famiglie, anziani, talvolta anche interi quartieri o paesi, in tempi di smobilitazione del welfare e di crisi economica rampante, che anche in Italia sta moltiplicando i «nuovi poveri». Attraverso l’Offerta per il sostentamento, i sacerdoti sono affidati ai fedeli. Che li accompagnano concretamente nella missione. Dall’Offerta passa una remunerazione decorosa per i preti diocesani. Compresa tra 883 euro al mese per un sacerdote appena ordinato fino a 1.380 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Il contributo raggiunge anche i «don» ormai anziani o malati e circa 500 missionari nei Paesi del Terzo mondo.Certo non è facile chiedere in tempi di severa crisi economica. Ma - come è evidenziato nell’appello che oggi i collaboratori laici della parrocchia leggeranno dall’ambone - anche nel piccolo importo è grande il valore ecclesiale. Nel 2011 la recessione ha comprensibilmente ridimensionato la raccolta, per almeno un milione di euro rispetto all’anno precedente, fermandola a 12,8 milioni. Significativamente però, ha evidenziato un osservatorio indipendente come l’Istituto italiano della donazione, il contributo medio è rimasto pressoché stabile (66 euro rispetto ai 69 di dodici mesi fa). Un caso unico nel panorama del non profit italiano, dove la cifra è in calo ovunque del 20%. Segno di forti motivazioni da parte degli offerenti. Inoltre, pur guardando con realismo alle possibilità della raccolta 2012, vale la pena evidenziare un altro dato di rilievo. Un sondaggio Doxa indica che resta alta nel Paese la propensione a sostenere l’opera dei sacerdoti: «il 21% del campione nazionale dichiara di aver donato per quest’obiettivo negli ultimi dodici mesi – spiega Matteo Calabresi, responsabile del Servizio promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa –. Ma, ed è questo il punto da rilevare nella prospettiva delle Offerte, quasi sempre i fedeli prediligono ancora un aiuto affidato direttamente al parroco o al sacerdote di cui apprezzano l’attività. Il ricorso al conto corrente nazionale, che unifica i contributi e li distribuisce con equità sul territorio, è scelto ancora da pochi. Quindi si tratta di una questione culturale. Il nostro compito è sviluppare quest’opera di sensibilizzazione a vasto raggio. Sia con l’attività di formazione nelle diocesi e nelle parrocchie, da parte dei nostri incaricati, sia con la deducibilità fiscale». Tanto più che – aggiunge Calabresi – se aumentassero le Offerte dirette per il sostentamento del clero, «si libererebbe una quota equivalente di fondi 8xmille, oggi destinata a quest’obiettivo, che potrebbe essere utilizzata per finalità caritative». Dunque un’occasione per alzare lo sguardo, all’azione di una Chiesa più grande. La Giornata nazionale di ieri sarà per questo anche un invito alla comunione.
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