giovedì 15 dicembre 2011
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​«L’Arcidiocesi di Cagliari ha sempre pagato e paga regolarmente tutti gli anni gli importi dovuti per l’Ici e per le altre imposte previste, nessuna esclusa, per tutti gli immobili che hanno finalità commerciali».È categorico don Marcello Lanero, economo della Diocesi. «Per gli immobili paghiamo regolarmente ogni anno ciò che il regolamento comunale stabilisce». In effetti le indicazioni della normativa locale è chiara. L’articolo 15 del regolamento comunale datato gennaio 2010 recita: «L’esenzione dall’Ici, prevista dall’art. 7, comma 1, lettera i), del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n° 504, concernente gli immobili utilizzati da Enti non commerciali, compete a condizione che le dette unità immobiliari oltre che utilizzate, siano anche possedute dall’Ente non commerciale a titolo di proprietà o altro diritto previsto dall’art. 3 del Decreto Legislativo 30 dicembre 1992 n.504».«Nel testo – riprende ancora don Marcello – si parla di Enti non commerciali e non si fa riferimento alla Chiesa, come qualcuno sta continuando a dire. Per cui noi paghiamo ciò che è dovuto senza alcuna scappatoia o omissione. Ci sembrano davvero pretestuose le polemiche innescate da chi non conosce la normativa o fa finta di non averne cognizione».Tra le strutture di maggior rilevanza di proprietà della Diocesi di Cagliari l’ampio seminario Arcivescovile con gli spazi verdi attorno. L’edificio, dopo i lavori di ristrutturazione terminati qualche anno fa, ospita tutti gli uffici della Curia, il Seminario vero e proprio con liceali e teologi, la casa del clero e il neo nato <+corsivo>college<+tondo> «Sant’Efisio» per studenti universitari fuori sede. «A proposito di quest’ultimo è bene chiarire – riprende don Lanero – che stiamo procedendo a riperimetrare tutti gli spazi, come pure si procederà al nuovo accatastamento per distinguere ciò che è comune tra le diverse realtà presenti e il <+corsivo>college<+tondo>, in modo da definire gli spazi soggetti alle imposte comunali come Tarsu e anche Ici, proprio come impone la legislazione. Noi vogliamo pagare ciò che è previsto per legge. Un’operazione, quest’ultima, che avrà dei costi e che la Diocesi sostiene per definire in maniera esatta quali debbano essere gli importi da versare. Quindi nessuna evasione o altre omissioni di cui si parla da settimane senza alcuna prova».Il resto è polemica pretestuosa frutto di un avversione alla Chiesa come istituzione e che nulla a che fare con la realtà dei fatti. Chi parla di privilegi mente: le migliaia di euro che ogni anno la Diocesi di Cagliari versa nelle casse comunali per le imposte ne sono una chiara dimostrazione. La maggior parte dell’Ici pagata al Comune è dovuta per una ventina di appartamenti in città che portano il totale annuo versato complessivamente per tutti gli immobili a oltre 30mila euro.Il resto è spazzatura mediatica che alimenta sterili polemiche, ed è questa le vera vergogna dell’Ici, non quella sbandierata da prezzolati mentitori.
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