venerdì 8 novembre 2019
E c'è anche la "scorta spirituale" dei frati francescani. Il ministro dell'interno Lamorgese si dice molto preoccupata. L'incontro con Matteo Salvini
Sergio Mattarella con Liliana Segre (Foto Ufficio stampa del Quirinale /Lapresse)

Sergio Mattarella con Liliana Segre (Foto Ufficio stampa del Quirinale /Lapresse)

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«La solidarietà, la convivenza, il senso di responsabilità devono contrastare l'intolleranza, l'odio, la contrapposizione». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in riferimento alla scorta data a Liliana Segre, intervenendo all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Campus Biomedico di Roma. Il capo dello Stato si è schierato nuovamente a fianco della senatrice a vita, cui è stata assegnata una scorta per colpa delle minacce subite, e ha affermato che «se è necessario a una signora anziana che non ha mai fatto male alcuno, ma che il male lo ha subito da bambina in modo crudele come Liliana Segre di avere una scorta, vuol dire che questi interrogativi dei bambini, che chiedono solidarietà invece di odio, non sono astratti o retorici, ma molto concreti».

«Durante la cerimonia ci siamo chiesti chi può immaginare dove sarà il mondo del futuro e la risposta è "chiedete ai vostri bambinì. La risposta è sotto gli occhi di tutti: cercare di avere una vita serena, una convivenza serena, contro la chiusura e l'arroccamento egoistico. Bisogna avere un senso di responsabilità contro l'indifferenza e l'irresponsabilità».

E arrivano anche dichiarazioni importanti da parte del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese sulla vicenda. «Vedo rigurgiti, dobbiamo preoccuparci - afferma il ministro - contro la senatrice Segre c'è una parte dell'Italia che non mi piace e che non vorrei vedere». E ha assicurato che sul tema c'è «un'attenzione massima».

Anche oggi sono innumerevoli gli attestati di solidarietà alla senatrice a vita. Il ministro degli Esteri Di Maio che definisce la scorta "una sconfitta per tutte le istituzioni", dice che lo Stato dovrebbe chiederle scusa e chiede di investire di più in istruzione. Numerosi Comuni d'Italia, da Spoltore a Montegrotto, da Teramo a Ferrara, stanno offrendo a Liliana Segre la cittadinanza onoraria. A Pescara invece la Lega ha detto no, attaccandosi al fatto che "mancano i presupposti geografici".

Quanto all'odio in rete, l'avvocato Cathy La Torre, che nei nei mesi scorsi ha lanciato la campagna 'Odiare ti costa', ha fatto sapere che presenterà un esposto alla procura di Venezia nei confronti di un hater della senatrice a vita Liliana Segre. Sulla propria pagina Facebook La Torre ha riportato il messaggio dell'utente, postato sotto un articolo del sito Fanpage.it che parla della scorta assegnata alla senatrice, dove si legge: "Ma non potrebbe starsene a casetta!", con allegata la foto di un camino. "Faremo tutto quanto in nostro potere perché la Giustizia italiana non lasci correre questo orrore - scrive l'avvocato La Torre sul social network - e si dimostri implacabile, giusta, dalla parte delle vittime e dello Stato". L'odio razziale e l'antisemitismo sono un reato punito dalla Legge Reale - Mancino, per il quale sono previste pene severe.

Parlando a Rainews24, Segre ha chiarito il suo pensiero sulla Commissione contro l'odio: "Vedremo quale sarà il mio ruolo. Io non ho voluto la Commissione contro l'antisemitismo, come qualcuno ha scritto, ma contro l'odio e come tale vorrei fosse, vista, sentita e programmata. C'è un'atmosfera di odio, che io ho vissuto nei fatti oltre che nelle parole. Odio è una parola orribile e combatterlo mi sembrava una cosa che avrebbe dovuto avere l'applauso, tra virgolette, generale".

E sulla scorta: "Ho molta simpatia per i Carabinieri e le persone che ho conosciuto mi sono estremamente gradite. Certamente no, essendo una vecchietta pensavo di essere di nessuno interesse, quindi non me lo aspettavo. Di certo non sono stata io a chiederla".

Nel pomeriggio Liliana Segre ha incontrato nella sua abitazione, in totale riservatezza, il segretario della Lega Matteo Salvini.

Ma c'è anche un'altra scorta, spirituale, per Liliana Segre: quella dei frati del Sacro convento di Assisi. «Dalla comunità dei frati della Basilica di San Francesco, luogo dove è partita l’iniziativa contro i muri mediatici e l'uso delle parole come pietre, “La Carta di Assisi”, arrivi alla Senatrice Liliana Segre la piena solidarietà e l'incoraggiamento ad andare avanti e non fermarsi davanti ai bulli del web. La testimonianza e la vita di Liliana Segre sono un punto di riferimento per tutti gli uomini di buona volontà sui temi della solidarietà, della pace e del bene comune. I frati del Sacro Convento di Assisi si impegnano sin da subito ad essere la sua scorta fraterna e vigile». Lo si legge in una nota del direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato.





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