lunedì 14 settembre 2020
Il presidente della Repubblica inaugura l'anno scolastico nel paesino in provincia di Padova dove si registrò il primo morto per coronavirus
Il presidente Mattarella a Vo' Euganeo

Il presidente Mattarella a Vo' Euganeo - Ansa

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Una ripartenza per l'intera società: ecco il significato della riapertura della scuola secondo il presidente della Repubblica Sergio
Mattarella
, che ha trascorso il pomeriggio a Vo' Euganeo, nel Padovano, tra i primi focolai di coronavirus in Italia e dove si registrò il primo morto.

"Vo' capitale d'Italia della scuola": l'investitura viene dal capo dello Stato, durante la cerimonia che ha visto la presenza delle più alte cariche dello Stato, oltre a Mattarella anche la presidente del Senato Elisabetta Casellati, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, il ministro Federico D'Incà, il sottosegretario Andrea Martella, autorità locali, personaggi dello spettacolo e dello sport. Una cerimonia - trasmessa su Raiuno - che non poteva non essere incentrata sulla 'ripartenza' nelle aule dopo la sofferenza del lockdown, ma che ha toccato anche i temi di più stretta attualità, con un forte richiamo all'omicidio di Willy Duarte. Sul prato dell'istituto "Guido Negri" molti bambini e ragazzi delle scuole del comprensorio, testimoni in prima persona della forzata clausura.

"L'inaugurazione dell'anno scolastico, mai come in questa occasione - ha sottolineato Mattarella - ha il valore e il significato di una ripartenza per l'intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni. Ci troviamo di fronte a una sfida decisiva". La chiusura forzata della scuole, ha precisato "è stata dolorosa. Necessaria e dolorosa. La scuola ha nel suo dna il carattere di apertura, di socialità, di dialogo tra persone, fianco a fianco", e in particolare per gli allievi con disabilità: "Per tanti di loro le rinunce hanno avuto un costo altissimo, a volte non sopportabile", ha detto, indicando il peso per le famiglie, e soprattutto sottolineando che "l'attenzione a questi studenti dovrà essere inderogabile, a cominciare dall'assegnazione degli insegnanti di sostegno".
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Altro ruolo inderogabile quello dei docenti: "Se si è data continuità alla didattica pur in condizioni di inedita difficoltà - ha aggiunto Mattarella - questo è stato possibile grazie alla dedizione, all'impegno, al forte senso della missione educativa degli insegnanti"; riconoscenza anche "ai dirigenti scolatici, e al personale ausiliario, che con loro hanno strettamente collaborato per riorganizzare le scuole in sicurezza".

Di fronte a quel che è stato, e alle difficoltà che si presenteranno, il Capo dello Stato ha rivolto quindi un appello all'unità: "Conosco i ritardi e le difficoltà - ha puntualizzato - e so bene che vi saranno inevitabili polemiche. So anche che, in atto, vi sono risorse limitate. Ma un Paese non può dividersi sull'esigenza di sostenere e promuovere la sua scuola. Il diritto allo studio dovrà procedere di pari passo con il diritto alla salute". In particolare, Mattarella ha indicato "l'urgenza e la necessità assoluta di disporre della banda larga ovunque nel nostro Paese. Il lockdown - ha spiegato il Capo dello Stato - ci ha mostrato che hanno sofferto pesanti esclusioni i ragazzi senza computer a casa, quelli che erano privi di spazi sufficienti, coloro che già vivevano una condizione di marginalità. Dobbiamo evitare che il divario digitale diventi una frattura incolmabile".

Per questo, inoltre, "dobbiamo fare in modo che i migliori laureati abbiano come obiettivo l'insegnamento. Professione di valore e gratificante, che deve riscuotere il dovuto riconoscimento sociale. Dobbiamo investire nella scuola - ha esortato il Presidente -, a partire da un'adeguata programmazione del reclutamento del personale, da alcuni anni carente".
QUI IL TESTO DEL DISCORSO DI MATTARELLA

Il presidente Mattarella a Vo' Euganeo

Il presidente Mattarella a Vo' Euganeo - Ansa

Il presidente Mattarella a Vo' Euganeo

Il presidente Mattarella a Vo' Euganeo - Ansa

E in questo passaggio, il presidente ha introdotto il richiamo alla brutale uccisione di Colleferro. "Siamo sconvolti - le parole di Mattarella - per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un'icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell'intera nostra comunità. La scuola, la cultura, il confronto continuo - ha concluso - sono anche antidoti al virus della violenza e dell'intolleranza, che può infettare anch'esso la comunità se viene ridotta l'attenzione".

Ai ragazzi che lo ascoltano Mattarella rivolge anche un appello alla prudenza. "Occorre mantenere un adeguato livello di precauzione finché non cesserà la grande pericolosità del virus" perché "dai comportamenti di ciascuno dipende la sicurezza collettiva; quella dei vostri genitori, dei vostri nonni. Non c'è una responsabilità superiore che consenta di fare a meno di quella di ciascuno di noi. Dobbiamo andare avanti - ha concluso - sapendo che sui sacrifici di oggi costruiamo il futuro".

Dopo la cerimonia, incontrando i cittadini di Vo' Mattarella esprime infine parole di apprezzamento per il coraggio dimostrato durante i duri giorni dell'emergenza. "Grazie per il vostro esempio. Siete stati l'avamposto del Paese", dice.

Cosa è successo oggi nelle scuole italiane

Dopo la drammatica chiusura del 5 marzo, oggi è stato il giorno del ritorno a scuola in 13 Regioni italiane, con mascherine e gel disinfettante a profusione, ma non tutto è filato liscio. E sono scattate le prime misure anticontagio, con oltre 160 persone, tra insegnanti e studenti, finiti in isolamento. In Lunigiana, a Fosdinovo, dopo solo mezz'ora di scuola, una classe di diciotto bambini è finita al completo in quarantena. È successo nella scuola elementare del paese, quando un'alunna ha ricevuto il risultato di un tampone effettuato nei giorni scorsi in base al quale la piccola è risultata positiva al Covid. Poiché la scorsa settimana la bambina aveva già preso parte ad alcune lezioni prescolastiche con i suoi compagni, l'ufficio di igiene ha disposto la quarantena per tutta la classe e per tre maestre. E il primo giorno di scuola per tutti loro è iniziato alle 8 e si è concluso alle 8,30.

Stop anche all'Istituto Buonarroti di Monfalcone, in provincia di Gorizia. Qui, l'azione di screening dell'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi) ha consentito di individuare un caso di positività al Covid-19 tra il personale docente e di conseguenza, per precauzione, sono stati sottoposti a isolamento fiduciario in attesa dell'esito del tampone 115 allievi appartenenti a 5 classi dell'istituto. A quanto pare, ricostruendo la catena dei contagi, l'insegnante è stato infettato dalla moglie, la quale aveva contratto la malattia dalla badante della madre, recentemente rientrata dalla Romania. Il professore è stato sottoposto a tampone venerdì 11
settembre, quando le lezioni erano già riprese (in Friuli sono iniziate lunedì 7 settembre). Stesso giorno in cui sono partite in Alto Adige. Anche qui oggi si è saputo del primo studente positivo al coronavirus. Un alunno dell'istituto tecnologico 'Max Valier' di Bolzano che aveva fatto il tampone. In quarantena sono finiti anche i suoi 23 compagni di classe e tre insegnanti. A quanto pare, gli alunni non avevano indossato la mascherina durante la lezione.

E tra i problemi di sempre c'è anche quello delle cattedre vuote: quasi centomila. Il dato, più alto nei giorni scorsi, sarebbe comunque in progressivo calo perché sono in corso da giorni le nomine del ministero dell'Istruzione.

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