venerdì 4 ottobre 2013
La Giunta delle elezioni del Senato ha detto sì alla decadenza da senatore dell'ex premier, che di conseguenza perderà l'immunità penale dopo la sentenza nel processo Mediaset.La decisione definitiva spetta all'Aula. La reazione del Cavaliere. Schifani: copione già scritto. Forza Italia: la Costituzione non vale per Berlusconi.
Opa di Alfano sul Pdl, stop ai nuovi gruppi (Angelo Picariello)
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La Giunta per le immunità di Palazzo Madama ha deciso oggi a maggioranza, come previsto, la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset.Lo ha annunciato il presidente Dario Stefàno, aggiungendo che la Giunta proporrà entro 20 giorni all'aula di Palazzo Madama di non convalidare l'elezione a senatore del Cavaliere.In Camera di consiglio 15 senatori hanno votato per la decadenza di Berlusconi, 8 contro, ha detto una fonte politica del Senato. La Giunta voterà nei prossimi giorni la relazione di Stefàno sulla vicenda. Poi lo scontro tra il Pdl e i suoi alleati - che sostengono l'incostituzionalità della legge Severino sulla decadenza di parlamentari e rappresentanti locali condannati per alcuni reati - e i partiti che invece hanno votato contro la permanenza di Berlusconi in Senato si trasferirà in aula a Palazzo Madama.Il Movimento Cinque Stelle e il Pd hanno già chiesto il voto palese sulla questione, temendo possibili 'salvataggì di Berlusconi nel segreto dell'urna. "Ci attendiamo che in aula il voto sia palese, in modo che tutti i gruppi politici possano assumersi le proprie responsabilità", ha detto Michele Giarrusso, senatore del M5S.L'ex premier e capo del Pdl - che oggi, come i suoi avvocati, non si è presentato in Giunta, deve aveva mandato una memoria difensiva - si è detto determinato a chiedere l'annullamento della sentenza, e convinto di ricevere soddisfazione dalla Corte europea."Questa indegna decisione è stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico che non si è riusciti ad eliminare nelle urne attraverso i mezzi della democrazia": lo ha scritto in una nota Silvio Berlusconi, commentando il voto dela Giunta per le elezioni del Senato sulla decadenza."La sinistra vota la decadenza. La Costituzione vale per tutti. Non per Berlusconi", ha scritto su Twitter Forza Italia.

Scontro fino alla fineDiversi membri della Giunta hanno parlato di un dibattito serrato, a volte concitato, ma sempre su questioni giuridiche e con toni civili. "Abbiamo saputo mantenere un atteggiamento in gran parte ispirato a un sincero confronto tra tesi diverse", ha detto il presidente Stefàno.Ma il clima si è acceso quando il Pdl ha chiesto di sospendere la riunione accusando il senatore M5s, Vito Crimi, di aver pubblicato sul proprio profilo Facebook un post offensivo su Berlusconi mentre era in corso la camera di consiglio, violando così il regolamento. Ma è stato lo stesso presidente Stefàno a spiegare successivamente che Crimi - criticato comunque dagli esponenti di tutti i partiti e anche dal presidente del Senato Pietro Grasso per il contenuto del post - si è difeso dicendo di aver scritto materialmente il post prima dell'inizio della riunione, mentre i messaggi successivi sono stati mandati da un suo collaboratore.Il voto su Berlusconi oggi ha avuto anche l'effetto di riunire falchi e colombe del Pdl, che si sono già augurati un ripensamento al momento del voto in aula al Senato.Secondo vari esponenti politici, il pronunciamento definitivo di Palazzo Madama su Berlusconi potrebbe arrivare poco dopo la metà di ottobre. Nel frattempo il tribunale di Milano deve esprimersi sull'interdizione dai pubblici uffici del Cavaliere, dopo la sentenza di agosto della Corte di Cassazione. Mentre lo stesso Berlusconi deve scegliere se scontare agli arresti domiciliari o prestando servizio sociale l'anno di carcere a cui è stato condannato.

Le reazioni del Pdl"Peggio del previsto. Il copione era stato già scritto e se ne conosceva la trama ma si è andati oltre ogni limite di tollerabilità"; è il commento del presidente dei senatori del Pdl Renato Schifani.  "L'attesa giustizia sommaria di piazza si è compiuta. Le tricoteuse saranno soddisfatte, mentre ogni libera coscienza avverte che il processo ventennale di compressione delle libertà ha compiuto un altro rilevante passo", afferma Maurizio Sacconi, che aggiunge: "È stato colpito lo scudo che si era coraggiosamente opposto a questo percorso illiberale con lo scopo di rimuoverlo e di minacciare quanti volessero proseguirne l'opera".  "Attraverso macroscopiche e ripetute violazioni della nostra Costituzione e dei principi fondamentali delnostro ordinamento giuridico, siamo arrivati al primo atto di una 'mascalzonata' consumata ai danni di Silvio Berlusconi". Lo afferma Carlo Giovanardi del Pdl. "La decisione della sinistra sulla decadenza di Silvio Berlusconi costituisce il de profundis della democrazia nel nostro Paese. A nulla sono valse in cameradi consiglio le argomentazioni giuridiche, i dubbi di costituzionalità. Perfino sull'atteggiamento offensivo epregiudiziale consumato in data odierna dal senatore Crimi si è passati sopra senza considerare che costituiva la riprova di quel pregiudizio che avrebbe dovuto portare alla ricusazione". Lo ha affermato Elisabetta Alberti Casellati, membro della Giunta per le elezioni del Senato, che ha aggiunto: "Mi chiedo: perché il presidente Grasso non è intervenuto in difesa delle prerogative di un parlamentare? Ebbene il silenzio assordante delle istituzioni di fronte a tanto scempio ci fa capire che la tutela dei diritti vale per tutti fuori che per Berlusconi", conclude Casellati.

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