sabato 29 luglio 2017
Il ricordo del capo dello Stato nel giorno che segna il quarto anno dalla sua scomparsa. Il premier Gentiloni: «Continuiamo a lavorare e a sperare»
Mattarella: si cerchi ancora padre Dall'Oglio

«Il tempo non attenui la volontà di cercare la verità»: a quattro anni dal rapimento di padre Paolo Dall'Oglio in Siria, è il capo dello Stato Sergio Mattarella a rinnovare il ricordo del gesuita scomparso a Raqqa il 29 luglio del 2013. Il presidente della Repubblica affida a una nota il suo auspicio ed esprime «vicinanza e solidarietà ai suoi familiari, così provati da una lunga e dolorosa attesa».

Anche il premier Paolo Gentiloni ha voluto ricordare il religioso tenendo viva la speranza di poterlo riconsegnare ai suoi familiari: «Quattro anni dopo un pensiero a padre Paolo Dall'Oglio - scrive su Twitter il presidente del Consiglio - scomparso a Raqqa e alla sua famiglia. Continuiamo a lavorare e a sperare».

Di Dall'Oglio non si hanno notizie dal giorno in cui fu rapito. Su di lui sono giunte solo voci e indiscrezioni, mai confermate. Non si hanno certezze sugli autori del sequestro nè tantomeno sulle sue condizioni. ll gesuita negli anni '80 riuscì a rifondare l'antichissima comunità monastica cattolico-siriaca, Mar Musa, trasformandola in un centro di accoglienza e dialogo interreligioso tra Cristianesimo e Islam, frequentato da sacerdoti e civili.

Il monastero, ubicato nel deserto a nord di Damasco, accoglie anche aderenti di religione ortodossa. Dall'Oglio nel suo lavoro è sempre stato fortemente impegnato nel dialogo interreligioso. Questo suo attivismo ha creato problemi con il governo siriano, che minacciò la sua espulsione durante il soffocamento della proteste popolari del 2011, espulsione che venne poi effettivamente eseguita il 12 giugno 2012.

Per un breve periodo si è trasferito a Sulaymanya, nel Kurdistan iracheno, dove è stato accolto nella nuova fondazione monastica di Deir Maryam el Adhra. Nel 2013 Dall'Oglio è rientrato nel nord della Siria, controllato dai ribelli, dove raccontò di essere impegnato in difficili trattative per la liberazione di un gruppo di ostaggi a Raqqa. Un libro pubblicato nel maggio scorso ne ripercorre l'impegno.

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