giovedì 19 aprile 2012
​Dopo il furto della targa d'oro e del calice posti sulla tomba a Casal di Principe a ricordo di don Giuseppe Diana, un altro atto sacrilego sconvolge la diocesi di Aversa: la profanazione del Tabernacolo e il furto delle Ostie consacrate nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Casal di Principe. L'appello della diocesi ai ladri. 
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Dopo il furto della targa d'oro e del calice posti sulla tomba a Casal di Principe a ricordo di don Giuseppe Diana, il sacerdote ucciso dai casalesi il 19 marzo di 18 anni fa, un altro atto sacrilego sconvolge la diocesi di Aversa: la profanazione del Tabernacolo e il furto delle Ostie consacrate, contenute in due pissidi, avvenuto nella chiesa parrocchiale di San Nicola  in Casal di Principe tra il 18 ed il 19 aprile. La diocesi di Aversa, in un comunicato, si dichiara "duramente colpita in ciò che è e rappresenta il suo credo e quanto di più prezioso si conserva nelle sue chiese" e "nella verità del sacrificio dei suoisacerdoti", per il furto perpetrato sulla tomba di don Diana."Le due azioni criminose, pur nella diversità dell'oggetto, offendono la fede e il vivere civile di tutto il nostro popolo", scrive la diocesi, che aggiunge: "Pur non potendo al momento stabilire un reale legame tra le due azioni, la comunità cristiana esprime ferma condanna per quanto accaduto, evidenzia ancora la viltà dell'agire tenebroso e prepotentemente offensivo del vero sentimento religioso e della convivenza civile della gente del nostro territorio. La Chiesa aversana non accetta, qualunque esso possa essere, il senso di queste azioni". "La scomunica - continua il comunicato - che esclude da ogni fratemità chi commette azioni offensive della fede della comunità, e della dignità e della carità del Signore, realmente presente nei sacramenti della Chiesa, può essere realmente tolta solo a condizione di un sincero pentimento e di una reale restituzione del sacro pane eucaristico alla verità dell'adorazione dei fedeli, e al suo originario significato di quanto è stato ignobilmente trafugato. Per questo la Chiesa di Aversa rivolge agli ignoti trafugatori un accorato appello a non gettare il fango e la sporcizia di assurdi quanto inutili e deplorevoli comportamenti sulle sacre specie eucaristiche e chiede di poter riavere e riaccogliere la presenza del sacramento del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, con l'amore e la devozione che ora particolarmente vive e sente nel suo cuore umiliato e addolorato. Ugualmente chiede a tutti i fratelli ed i cittadini della nostra amata terra di coltivare e rispettare lavitalità della memoria e dei luoghi santi che custodiscono il corpo di coloro che tanto hanno dato, fino alla vita, per la nostra società umana".
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