martedì 25 gennaio 2022
I governatori si sono incontrati oggi per parlare di pandemia e della sua gestione. Chiedono di rivedere le regole in un'ottica di semplificazione complessiva, eliminando anche i "colori"
Alunni all'ingresso della scuola elementare 'Vanvitelli' a Napoli in una foto d'archivio

Alunni all'ingresso della scuola elementare 'Vanvitelli' a Napoli in una foto d'archivio - Ansa

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Resta alto il dibattito su come la scuola deve affrontare la pandemia in questa fase, segnata tra l'altro dalla diffusione del vaccino anche tra i giovanissimi. Sono molti a chiedere al governo di vedere le regole in questo ambito per ridurre quarantene e ricorso alla didattica a distanza (Dad). In prima fila ci sono le Regioni.

Approfittando della trasferta romana per le elezioni del presidente della Repubblica, i governatori si sono incontrati oggi per parlare di pandemia e, in particolare, anche di scuola.

"Oggi le Regioni hanno preso una posizione forte rispetto alla situazione del Covid. Bisogna cambiare approccio di fronte a un cambio totale di scenario. È in corso di predisposizione un documento da inviare al Ministro Speranza". Ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al termine dell'incontro,

In generale "bisogna applicare - ha proseguito Zaia - le direttive dell'Ecdc europeo (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ndr) e quindi pensare di concentrarci solo sui soggetti sintomatici rispetto alle regole da seguire e di togliere la suddivisone della Regioni in colori, naturalmente mantenendo il monitoraggio sull'andamento dei posti letto in area medica e in terapia intensiva".

"Rispetto alle scuole - ha aggiunto il presidente del Veneto - bisogna fare in modo che vadano in isolamento solo i ragazzi positivi sintomatici e che gli altri restino a scuola", in quanto "il principio generale è quello della semplificazione dell'approccio prendendo atto della mutata realtà, che ci dice, ad esempio, che il contact tracing è saltato, perchè con 20.000 positivi al giorno in una regione ci sono 200.000 persone da contattare. È evidente che il modello attuale non funziona, come si è visto con il caos tamponi che
non ha assolutamente risolto il problema".

"Le attività scolastiche non vanno sostituite dalla Dad quando bambini e ragazzi sono vaccinati e non ci sono sintomi. Su questo c'è bisogno di un intervento chiaro a tutela delle famiglie e della scuola. Si può combattere il Covid e semplificare vita persone con regole chiare", ha sottolineato il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti.

"Bisogna semplificare, perché per le famiglie e il nostro sistema sanitario è molto difficile affrontare la complessità delle regole imposte a livello nazionale - aggiunge Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte -. Chiediamo anche che ai bambini vaccinati alle elementari vengano applicate le stesse regole per continuare a seguire in presenza che ci sono per le medie e le superiori. Sui congedi parentali serve poi un intervento a sostegno dei genitori bloccati a casa per restare al fianco dei propri bambini".

"A due settimane dalla ripresa delle lezioni, in cui la curva dei contagi è stata esponenziale, occorre un check e una revisione dei protocolli a livello nazionale, tali da poter essere messi realmente in pratica per
fare andare gli studenti a scuola non solo sulla carta ma realmente". Così l'Emilia-Romagna motiva ed esplicita le richieste che - insieme alle altre Regioni - fa al Governo con tre obiettivi: garantire la sicurezza nelle scuole con gli studenti realmente in presenza, rivedere i protocolli per renderli praticabili, semplificare e velocizzare le procedure.

In primis, spiega un comunicato della Regione Emilia-Romagna, c'è la richiesta di equiparare immediatamente la quarantena tra gli studenti e il resto della popolazione. Per quanto riguarda le scuole dell'infanzia, la proposta è quella di ridurre i 10 giorni di quarantena e di superare la regola matematica di "un caso tutti a casa": si chiede di prevedere la quarantena solo per i contatti stretti e di considerare i guariti come gli adulti, con il ritorno in aula dopo 5 giorni a casa.

Per la scuola primaria, visto che i bambini possono indossare le mascherine, si suggerisce di tenere il tampone al quinto giorno ma lasciando in classe con mascherina i vaccinati e i guariti.

Per le scuole secondarie la richiesta è che tutti possano andare a scuola con mascherina se vaccinati con 2 dosi da meno di quattro mesi o con booster, perché "nella scuola non ci devono essere contraddizioni rispetto alla situazione generale".

Intanto la Regione Emilia-Romagna sta valutando la possibilità di estendere il ricorso alll'autotest, per la ertificazione di positività o negatività al Sars-cov2, alla popolazione di età inferiore ai 5 anni, che non può vaccinarsi: su questa ipotesi sarà avviato un confronto con i pediatri di libera scelta. I rappresentanti della Giunta regionale hanno ribadito le richieste, con le altre Regioni, al Governo, con tre obiettivi: garantire la sicurezza nelle scuole con gli studenti realmente in presenza, rivedere i protocolli per renderli praticabili, semplificare e velocizzare le procedure. Secondo esponenti della Regione la fase di convivenza con la pandemia è già iniziata, occorre attrezzarci come Paese per "poter vivere nonostante le varie ondate".

E quella del ritorno alla normalità in tutte le attività del Paese, imparando a convivere con il virus, è l'auspicio e la richiesta che le Regioni avanzano al governo dopo la riunione odierna dei governatori.

"Guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa più ordinata e il rilancio del nostro Paese. Questi gli obiettivi che ci siamo posti oggi e che sono la base di una posizione che i Presidenti della Regioni hanno condiviso in modo unanime". Sintetizza Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni.

"Superare definitivamente il sistema a colori delle zone di rischio assieme all'esigenza che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai soggetti sintomatici - spiega - rappresentano i caposaldi di un documento che sarà inviato al Governo e che sarà una piattaforma imprescindibile per il futuro confronto fra l'Esecutivo e le Regioni".

Le posizioni dei governatori appaiono assolutamente concordanti e le Regioni compatte nelle richieste al governo. Le divergenze politiche scompaiono di fronte ai problemi concreti da affrontare, almeno a livello degli amministratori.



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