mercoledì 16 dicembre 2020
Favorevole il Veneto, contrarie Liguria e Toscana. Trento vorrebbe dal 19. La richiesta di decidere in fretta e di ristori alle categorie penalizzate
Verso un'Italia rossa nelle feste dal 24 dicembre al 3 gennaio. Ma c'è chi frena

LaPresse

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Ancora nulla di fatto per le restrizioni di Natale, l'ipotesi più accreditata è l'intera Italia in zona rossa dalla vigilia di Natale, 24 dicembre, al 3 gennaio nei festivi e prefestivi per mettere il Paese in sicurezza.

Nulla è ancora deciso, ma dalla lunga riunione pomeridiana con i capodelegazione di governo è emersa una sostanziale omogeneità di vedute nel predisporre una stretta nel periodo delle festività.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ricordato come nelle Regioni che sono entrate in zona rossa ci sono stati significativi risultati, mentre gli altri territori in zona gialla hanno sofferto maggiormente. Troppo pericoloso - questo il ragionamento di Speranza e del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia - tenere aperti nelle festività natalizie.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, si è detto d'accordo, mentre alcune Regioni come la Toscana hanno frenato. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, protesta anche sui tempi: "Non vedo perché imporre alla Liguria una zona rossa per Natale quando i liguri in queste settimane si sono impegnati e sacrificati per far calare la curva del contagio e farci arrivare in piena zona gialla" ha detto in un'intervista televisiva. "Ci siamo dati delle regole i primi giorni di dicembre, decidendo di dividere il Paese in zone, e quelle regole hanno funzionato per contenere il Covid. Non vedo perché cambiarle ora, alla vigilia delle festività natalizie".

Ma diversi governatori hanno sottolineato - sempre secondo quanto viene riferito - che c'è il pericolo anche di questo weekend, perché tra sabato e domenica si concentrano maggiormente gli spostamenti e gli acquisti natalizi nei negozi con il rischio di assembramento. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha chiesto che tutta Italia diventi zona rossa a partire già da sabato 19 dicembre.

D'altro canto la zona rossa ora andrebbe per incidere in maniera più restrittiva, considerato che le scuole e le fabbriche si chiuderebbero, da qui il ragionamento di alcuni presidenti di regione sulla necessità di dare comunque un po' di respiro alle persone, permettendo comunque - come per esempio ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher - perlomeno delle passeggiate.

In ogni caso l'invito all'esecutivo è stato quello di decidere subito e di prevedere al più presto di nuovo ristori per le categorie che verranno danneggiate.

Qualcuno tra i presidenti non esclude che venerdì in ogni caso ci possa essere un passaggio di qualche Regione, come il Veneto, verso una fascia ad alto rischio di contagio.

A fine mattinata si riuniranno i capi delegazione alla presenza del premier Giuseppe Conte. Alla riunione non partecipa a Italia viva che ha comunque già premesso di avallare le decisioni che prenderà l'esecutivo a patto che siano chiare e comprensibili.

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