sabato 28 marzo 2020
Un parroco nella stessa comunità per 62 anni, il prete fidei donum in Burundi e Congo, il missionario partito dall'Alto Adige per andare in Brasile, la prima vittima a Vercelli... Lutti senza fine.
I volti di alcuni dei sacerdoti morti in queste settimane per il coronavirus

I volti di alcuni dei sacerdoti morti in queste settimane per il coronavirus - Combo Avvenire

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La Spezia, Bolzano (due volte), la prima vittima a Vercelli, e purtroppo ancora Bergamo: i cinque sacerdoti della cui morte è giunta notizia in queste ultime ore portano il totale delle perdite nel clero delle nostre diocesi a 79 vittime, includendo anche un sacerdote salesiano alla guida di una comunità pastorale della diocesi di Milano, ma senza contare i religiosi in servizio pastorale presso chiese e comunità della loro congregazione (è il caso ad esempio dei due Orionini morti a Tortona e impegnati nel santuario fondato da don Orione, o di alcuni dei 16 missionari Saveriani deceduti a Parma e in servizio presso il santuario annesso alla Casa madre).

Ben tre i sacerdoti scomparsi in altrettanti giorni in diocesi di Bolzano-Bressanone, due nella sola giornata di sabato 28, decessi che portano il totale a 4. Aveva 83 ani don Anton Matzneller, che pur essendo nativo dell'Alto Adige, era stato ordinato sacerdote nella diocesi austriaca di Innsbruck, incardinato poi per 45 anni in un'altra Chiesa locale d'oltreconfine, Gurk-Klagenfurt. Nel 2007 il ritorno in Italia. All'età di 71 anni si è spento don Reinhard Ebner, già missionario in Brasile, in servizio pastorale poi nelle comunità di Laives, Vipiteno e Dobbiaco. Il giorno prima era morto a 85 anni don Heinrich Kamelger, già parroco in Bassa Atesina e in Val d'Isarco. Si aggiunge a don Salvatore Tonini, 84enne di origini trentine, collaboratore pastorale a Bolzano, vicino al Movimento dei Focolari.

Terzo sacerdote scomparso in diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato: è don Giovanni Tassano, 83 anni, direttore del Centro missionario diocesano, primo "fidei donum" della diocesi del Levante ligure, parroco in Burundi per 17 anni e per altri 8 in Congo, realtà nelle quali ha superato epidemie, guerre e povertà estrema. Si aggiunge ai due lutti recenti per don Piergiovanni Devoto, 76 anni, parroco e latinista insigne; e don Nilo Gando, 89 anni, nato a Monterosso, parroco in varie comunità e in ultimo assistente diocesano delle Confraternite.

Primo sacerdote morto per il virus in diocesi di Vercelli: don Fiorenzo Vittone, 81 anni, vicino al Movimento dei Focolari, per molti anni impegnato nella pastorale della salute. Collaborava ancora con il santuario della Vergine del Trompone, nella diocesi eusebiana, e viveva con la Comunità dei Silenziosi Operai della Croce.

Dopo qualche giorno di quiete apparente, per la diocesi di Bergamo è arrivato un nuovo lutto, che porta a 24 il numero dei sacerdoti morti dall'inizio dell'epidemia. Sabato 28 marzo la diocesi orobica ha comunicato il decesso del 93enne don Angelo Bernini, vicario parrocchiale ad Almenno San Salvatore dal 1957 al 2019. Prima di lui era mancato don Tarcisio Avogrado, 80enne, incarichi in diverse comunità, fino alla località montana di Selvino: don Savino Tamanza, 73 anni, che ha svolto il suo ministero anche in diocesi di Massa Carrara-Pontremoli; don Battista Mignani, 74 anni; e don Alessandro Longo, 87 anni; don Evasio Alberti, 86 anni; e una delle figure più note del clero orobico, don Fausto Resmini, 67enne, che è stato presidente dell'Opera Patronato San Vincenzo, delegato regionale per la pastorale carceraria e cappellano delle carceri sin dal 1992. Era anche presidente dell'Associazione Psicologia Psicoterapia “Il Conventino” e di Conventino Adozioni dal 2009, oltre che direttore della Casa del Giovane dal 2018 Nella triste contabilità compaiono don Guglielmo Micheli, 86 anni, per 30 direttore della Casa dello Studente a Bergamo e assistente diocesano dell'Apostolato della Preghiera; don Adriano Locatelli, 71 anni; don Ettore Persico, 77 anni; e don Donato Forlani, 88 anni, che tra i molti suoi incarichi annovera, negli anni, anche quelli di assistente della Fuci e di direttore dell'Istituto dei Sordomuti. In un solo giorno sono morti in tre: don Enzo Zoppetti (88 anni), don Francesco Perico (91) e don Gian Pietro Paganessi (79). Nei giorni precedenti erano già saliti al Cielo don Remo Luiselli (81 anni), don Gaetano Burini (83), don Umberto Tombini (83), don Giuseppe Berardelli (72), don Giancarlo Nava (70), don Silvano Sirtoli (59 anni), don Tarcisio Casali (82), monsignor Achille Belotti (82), don Mariano Carrara (72) e monsignor Tarcisio Ferrari (84), la figura più nota essendo stato segretario dell’arcivescovo Gaddi dal 1963 al 1977.

Con i due ultimi decessi salgono a 8 i sacerdoti morti della diocesi di Cremona. Le due perdite riguardano altrettante figura di fidei donum cremonesi che hanno speso una parte significativa della loro vita in missione. Si tratta di don Arnaldo Peternazzi, 86 anni, 12 dei quali trascorsi in Brasile; e di don Francesco Nisoli, 71enne, che nel grande Paese sudamericano ha passato addirittura 30 anni. La prima, grave perdita per la diocesi lombarda era stata quella del giornalista don Vincenzo Rini, grande amico di Avvenire, protagonista della storia dei media cattolici italiani, 75 anni, seguita a breve da don Mario Cavalleri, ben 104 anni, per un trentennio alla guida della “Casetta”, realtà di accoglienza per poveri, tossicodipendenti e profughi. A loro si sono aggiunti pochi giorni dopo monsignor Giuseppe Aresi, 91 anni, canonico onorario e poi penitenziere della Cattedrale, e don Albino Aglio, 93 anni, dal 1993 al 2002 parroco di Sant'Imperio, in città. Addio anche a don Achille Baronio (84 anni) confessore in cattedrale, ex parroco di vari paesi, ora presso la Parrocchia di Sant'Abbondio in Cremona; e a don Vito Magri, 88enne, morto presso la Fondazione Caimi di Vailate. Sacerdote cooperatore di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio per 11 anni, era e poi rimasto presso il santuario mariano fino al 2017. Il vescovo lo ricorda per «l'’impegno quotidiano nella preghiera per la nostra Chiesa».

La diocesi di Milano conta anch'essa ormai 8 perdite. È mancato nella serata del 26 marzo il parroco di Sedriano don Luigi Brigatti, nato a Robbiate, in provincia di Lecco, 72 anni, da giorni ricoverato in gravi condizioni all’Ospedale di Magenta. Era parroco di San Remigio a Sedriano, paese a ovest della metropoli, dal 2005. Pochi giorni prima aveva suscitato grande dolore a Sesto San Giovanni la morte del salesiano don Agostino Sosio, 66 anni, parroco della Comunità pastorale di Santa Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco, sacerdote che tutti ricordano zelante e appassionato. La diocesi piange anche don Giancarlo Quadri, 75 anni, il sacerdozio dedicato ai migranti, prima quelli meridionali nella metropoli, poi gli italiani all’estero, infine le persone giunte da altri Paesi e continenti, con religioni e culture con le quali entrare in dialogo, arte nella quale è stato maestro riconosciuto anche come responsabile della Pastorale diocesana dei migranti in anni cruciali. Altra grave perdita per la diocesi ambrosiana è quella di don Franco Carnevali, 68 anni, parroco della Comunità pastorale Santissima Trinità d’Amore di Monza. Originario di Legnano, anch’egli impegnatissimo con le comunità immigrate in Brianza, è ricordato con grande affetto a Lecco, dov’è stato per 14 anni e poi a Gallarate, dove era stato la figura decisiva per far dialogare amministrazione comunale e comunità islamica offrendo non solo occasioni di confronto ma anche luoghi per la preghiera, e sopportando per questo ingiuste critiche. Morto anche il 90enne don Cesare Meazza, che a Cernusco sul Naviglio - tra le comunità dov'è stato nella sua lunga vita - ancora ricordano come prete capace di mettersi in sintonia con i giovani. In tre giorni - tra il 17 e il 19 marzo - Milano ha perso tre sacerdoti. Colpisce il filo rosso tra i primi due, entrambi cappellani universitari, ed entrambi legati all'esperienza di Comunione e Liberazione (qui un loro ricordo). Grande emozione ha suscitato la scomparsa (riconducibile anzitutto a problemi cardiaci) di don Marco Barbetta, 82 anni, cappellano del Politecnico, figura assai nota in Cl a Milano e non solo, primo prete ambrosiano vittima del virus, direttore spirituale di innumerevoli giovani. Sgomento analogo per la morte, dopo giorni di lotta in terapia intensiva, di don Luigi Giussani, 70 anni, vicario della popolare parrocchia milanese di San Protaso, omonimo del fondatore di Comunione e Liberazione e tra i riferimenti del movimento in città (tanto da essere ribattezzato affettuosamente "Giussanello" tra i tanti amici), oltre che assistente spirituale degli studenti all'Università Statale, teologo e intellettuale finissimo, animatore in parrocchia di catechesi per gli adulti delle quali circolano appunti specchio del suo pensiero rigoroso e spalancato sulla speranza. Nel giorno di san Giuseppe è giunta poi la notizia della morte di don Ezio Bisiello, 64 anni, personaggio molto amato in Brianza essendo stato a lungo parroco d Ronco Briantino, dopo aver svolto il suo ministero nel Varesotto, tra Somma Lombardo e Gallarate.

Secondo lutto per la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Alla morte di don Guido Mortari, 83 anni, per mezzo secolo alla guida della stessa parrocchia cittadina, Sant'Agostino, è seguita quella di don Emilio Perin, 91enne storico parroco (dal 1969 al 2006) di Gesù Buon Pastore a Reggio. Vicentino di origine, era sacerdote da 68 anni. Di lui sui ricorda che guidò la parrocchia cittadina quando ancora la chiesa era ospitata nell'ex stalla di una casa colonica, costruendo di fatto la comunità della quale si può dire che conosceva tutti.

A Brescia sono morti in tre: don Giuseppe Toninelli, 79 anni, una lunga vita di ministero in tante parrocchie, e monsignor Domenico Gregorelli, 86 anni, ordinato a Firenze, poi passato a Fermo (dov'era stato canonico della cattedrale dal 2003) e dal 2008 era in diocesi di Brescia. Morto anche don Giovanni Girelli, 72 anni, in servizio nell’unità pastorale di Orzinuovi, cittadina falcidiata dal Covid–19.

La diocesi di Parma ha perso 6 preti: don Giorgio Bocchi e don Pietro Montali (entrambi 89enni), don Andrea Avanzini (il prete più giovane che risulta morto sinora con i suoi 55 anni, contagiato probabilmente dalla madre anziana, positiva, con la quale viveva) e il 94enne don Franco Minardi, che fu secondo direttore della Caritas diocesana. Martedì 17 è deceduto don Fermo Fanfoni, 82 anni. Due giorni dopo è morto don Giuseppe Fadani, 83 anni, alla guida della parrocchia di Carignano, alle porte di Parma.

Era della diocesi di Pavia don Luigi Bosotti, della Comunità Casa del Giovane. 70 anni, ha dedicato tutta la vita ad accompagnare nella vita e nella fede le giovani generazioni.

Un totale di 6 preti strappati dal virus in diocesi di Piacenza-Bobbio, che piange don Paolo Camminati, 53 anni, a lungo responsabile della pastorale giovanile, protagonista di alcune Gmg, già collaboratore di Avvenire, ora assistente spirituale dell'Azione Cattolica diocesana (qui potete leggerne un ricordo più approfondito).

Dolore anche per la morte di don Giuseppe Castelli, 85 anni, pioniere delle missioni diocesane in Brasile. Partito per Paragominas nel 1964, dove rimase 11 anni, dopo un periodo come parroco a Piacenza tornò in missione alla fine degli anni Novanta, per poi rientrare in patria. Figura assai nota nella sua diocesi per l’impegno accanto ai più emarginati è quella di don Giorgio Bosini, 79 anni, fondatore del Ceis locale (oggi associazione La Ricerca onlus), già molto malato e del quale dunque è ancora difficile ricondurre con certezza la morte al virus, al pari dei due gemelli don Mario e don Giovanni Boselli, 87 anni, incredibilmente morti a pochi giorni di distanza. Certamente ucciso dal contagio don Giovanni Cordani, 83 anni, parroco di Rivergaro, a lungo insegnante.

Della diocesi di Lodi, con 5 morti, era don Carlo Patti, 66 anni, parroco di Borghetto Lodigiano e Casoni dove era appena arrivato, nell'ottobre 2019; don Gianni Cerri, spirato a 85 anni; don Giovanni Bergamaschi, che si è spento a 85 anni presso la Casa di riposo di Sant'Angelo Lodigiano dove risiedeva dal 2017; e don Bassiano Travaini, 88 anni, collaboratore pastorale a Sant'Angelo Lodigiano, attivamente impegnato a servizio degli ammalati e degli anziani della città.

A Mantova una vittima: è spirato don Antonio Mattioli, 74 anni, già rettore del Seminario diocesano.

La diocesi di Pesaro segnala tre lutti nel suo clero. Il primo a morire è stato don Zenaldo del Vecchio, 90 anni, seguito pochi giorni dopo da don Graziano Ceccolini, 83 anni. Del 21 marzo è invece il decesso di don Giuseppe Scarpetti, 69 anni, parroco di Cristo Re a Pesaro.

Dalla diocesi di Trento arriva la notizia della morte di un sacerdote anziano ma ancora dinamico come don Luigi Trottner, 86 anni, parroco di Campitello in Val di Fassa.

Una vittima nella diocesi piemontese di Casale Monferrato: don Mario Defechi, 89 anni.

Un morto a Tortona: don Giacomo Buscaglia, 82enne. In diocesi sono anche deceduti due religiosi orionini: don Cesare Concas, sardo, 81 anni, e don Serafino Tosatto, 90enne. Entrambi svolgevano il loro servizio pastorale presso il santuario della Madonna della Guardia, voluto dallo stesso don Orione, fondatore dei Figli della Divina Provvidenza, congregazione alla quale entrambi appartenevano.

E' stata la diocesi di Salerno-Campagna-Acerno a dover contare il primo sacerdote del Sud morto a causa del contagio. Si tratta del parroco di Caggiano don Alessandro Brignone, appena 45 anni, è morto nella notte tra 18 e 19 marzo all'ospedale di Polla.

Al Sud ha perso la vita anche don Antonio Di Stasio, 85 anni, parroco della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

La diocesi di Nuoro registra il primo sacerdote sardo ucciso da coronavirus; è don Pietro Muggianu, uno dei due preti diocesani colpiti dal virus che si trovavano in rianimazione. Nato a Orgosolo, 83 anni, canonico onorario del Capitolo della Cattedrale, tra i suoi innumerevoli incarichi pastorali sia sul territorio barbaricino sia in Curia merita di essere ricordato il suo servizio come insegnante nei licei.

Quanto ai vescovi, dopo la guarigione di quello di Cremona Antonio Napolioni, per vari giorni ricoverato in ospedale perché colpito dal virus, a preoccupare ora sono le condizioni del vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, da giovedì 19 marzo in ospedale . La diocesi è in ansie anche per la salute del vescovo emerito Pier Giorgio Debernardi, missionario in Burkina Faso, che ha contratto il virus dengue. Risultano in quarantena volontaria Luigi Ernesto Palletti, vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, che aveva avuto contatti con un sacerdote 32enne poi ricoverato d'urgenza per i sintomi del virus, e il vescovo emerito di Fabriano Giancarlo Vecerrica, che era venuto in contatto come altri preti della diocesi con un amico medico risultato positivo. L'isolamento è precauzionale, il presule - storico promotore del pellegrinaggio Macerata-Loreto - è in buone condizioni di salute. Infondata invece si è fortunatamente rivelata la notizia, circolata domenica nelle Marche e rimbalzata anche su questo sito per alcune ore, di un identico provvedimento cautelativo autoimposto dal vescovo di Camerino-San Severino Marche Francesco Massara.

Capitolo a parte per i religiosi e le religiose, una contabilità di vittime tutta da ricostruire. In redazione per ora sono giunte le notizie di due decessi legati al virus. A Lecco è morto padre Remo Rota, missionario sacramentino, 77 anni, originario della Valle Imagna ma lecchese di adozione. Per 38 anni in Congo, di sé amava dire, con semplicità: "Ho fatto di tutto, spero di aver fatto bene anche il prete, con i miei difetti". Non sarebbe invece legata al coronavirus, com'era sembrato in un primo momento, la morte del monaco cistercense dell'abbazia di Chiaravalle della Colomba, in territorio della diocesi di Piacenza, padre Kidane Berhane, eritreo. Due perdite anche per i Passionisti, come ci viene comunicato da padre Giuseppe Serighelli. Si tratta di padre Edmondo Zagano, cremonese, quasi 93enne. Ha trascorso diversi anni come missionario, dal 1956 al 2006 in Kenya. Si era laureato in diritto canonico per poter insegnare in terra africana, dove si formavano i sacerdoti passionisti. L’altro passionista deceduto per il virus è padre Gerardo Bottarelli, alla vigilia degli 86 anni, originario della pianura bergamasca. Anch'egli nella missione in Kenya, dal 1974 al 2016. Pur avendo ormai perso l'udito e la vista, amava il contatto con la gente e si ingegnava per raccogliere aiuti con i quali continuava ad aiutare l’Africa.

Il lutto forse più illustre tra i religiosi sinora è quello del giuseppino padre Tarcisio Stramare, 91 anni, studioso di san Giuseppe, che il giorno prima della morte aveva dato una splendida intervista ad Avvenire sulla figura del Custode alla vigilia del Rosario indetto dalla Cei per la sera del 19 marzo.

Per segnalare aggiornamenti sui sacerdoti e i consacrati scomparsi per effetto del contagio: f.ognibene@avvenire.it. Grazie

(Hanno collaborato Chiara Genisio, Barbara Sartori, Diego Andreatta, Egidio Banti, Diego Andreatta, Maria Chiara Gamba, Maria Cecilia Scaffardi)

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