mercoledì 29 luglio 2020
La Camera approva la proroga al 15 ottobre. Il premier: non voglio reprimere il dissenso e non è un provvedimento liberticida, in questa fase del Covid il governo mantiene un cauto livello guardia
Il premier Conte alla Camera

Il premier Conte alla Camera - LaPresse

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L'aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre con 286 voti favorevoli, 221 contrari e 5 astenuti. Ieri l'aveva approvata il Senato.

"Oggi sui social c'è qualche cittadino convinto che prorogare lo stato d'emergenza significhi rinnovare il lockdown dal primo agosto. Non è affatto così" hadetto il premier Giuseppe Conte stamani nelle sue comunicazioni alla Camera sulla proroga dello stato di emergenza per la pandemia da Coronavirus. E ha replicato alle accuse dell'opposizione, segnatamente di Fratelli d'Italia e della Lega, invitandole a non giocare sui fraintendimenti: una cosa è il legittimo dissenso, altra cosa alimentare nei cittadini convincimenti che nulla hanno a che fare con la realtà delle cose.

Alle critiche di Giorgia Meloni, leader di FdI, che ieri aveva evocato il rischio di una "deriva liberticida", Conte indirettamente risponde così: "L'accusa di volere prorogare lo stato di emergenza per giovarsi di poteri extra ordinem è sbagliata. Qualora il Cdm adottasse la delibera di proroga dello stato di emergenza, non per questo il presidente del Consiglio sarebbe autorizzato a emanare dpcm (decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, ndr). Il potere del presidente del Consiglio dei ministri non deriva dalla dichiarazione dello stato di emergenza, né, dunque, si protrarrebbe per effetto della sua proroga, ma si radica nella normativa di rango primario. La dichiarazione dello stato di emergenza costituisce certamente il presupposto di fatto, il requisito sostanziale, ma non potrebbe in alcun modo legittimare l'adozione dei dpcm, se non fosse affiancata da una fonte abilitante di rango legislativo. Dunque, per poter continuare a essere esercitato dopo il 31 luglio, quel potere richiederà comunque un ulteriore intervento normativo, ovvero un nuovo decreto legge, che sarà sottoposto all'esame parlamentare per la sua conversione in legge. Con quel decreto, dovranno essere differiti i termini contenuti nei decreti legge n. 19 e n. 33" adottati nel corso dello stato d'emergenza, "coerentemente con il termine prorogato".

Il premier sottolinea che non si vuole reprimere il dissenso o assoggettare la popolazione. Poi l'invito a non fare confusione: il governo mantiene un cauto livello guardia e non intende introdurre nuove misure restrittive, né vuole drammatizzare o diffondere allarme.

La mancata proroga dello stato di emergenza, ha spiegato, comporterebbe "un arresto del sistema di protezione costruito in questi mesi difficili". "Si è trattato di scelte non facili che hanno comportato tanti sacrifici ma che ci hanno permesso di superare l'emergenza", ha aggiunto. Il riferimento è alle ordinanze emanate dalla Protezione civile e al potere di coordinamento affidato al capo della struttura, Angelo Borrelli. Ma anche ai poteri straordinari assegnati ai presidenti delle Regioni e alla proroga dello smart working, in particolare per i lavoratori con figli minori di 14 anni, senza gli accordi individuali che sarebbero previsti dalla legge.

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