lunedì 9 settembre 2019
343 sì e 263 no. Il premier ha parlato di «cambio culturale». «Nuova legge elettorale e rivedremo il dl sicurezza». Asilo nido gratis per le famiglie a basso reddito. Bagarre durante la replica
I risultati del voto di fiducia sul tabellone della Camera dei Deputati (LaPresse)

I risultati del voto di fiducia sul tabellone della Camera dei Deputati (LaPresse)

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Pochi minuti sono bastati al governo Conte bis per ottenere la fiducia alla Camera: alle 21 è iniziata la chiama e dopo appena 25 minuti i giochi erano fatti, con 343 sì e 263 no. Gli astenuti sono stati 3. I deputati presenti erano 609, i votanti sono stati 606. La maggioranza era quindi fissata a 304 voti, ed è stata superata ampiamente.

La votazione sulla fiducia è arrivata al termine di una lunga giornata, iniziata con il discorso di Giuseppe Conte alla Camera, proseguita con il dibattito e infine con la replica del presidente del Consiglio. Martedì si replica in Senato.

Equilibrio, misura, sobrietà e rigore. È iniziato con quattro parole il discorso con cui il premier Giuseppe Conte questa mattina alle 11 ha chiesto la fiducia alla Camera. Un netto cambio di stile, che “speriamo contagi anche il linguaggio dei social network”. Conte presenta il suo secondo governo partendo dagli atteggiamenti, dal clima, dal contesto ed è questo il più forte elemento di discontinuità rispetto al precedente esecutivo M5s-Lega.

IL TESTO DELL'INTERVENTO DEL PRESIDENTE CONTE

Nel suo discorso, molto lungo e protrattosi per più di un’ora e mezza, il premier è partito dalla prossima manovra. E tra diversi accenni ancora generali ai campi di intervento, ha assunto un impegno: “Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido. Questo governo si adopererà per la cancellazione totale della retta degli asili nido a partire dal 2020-2021" per i redditi più bassi. Si tratta di una novità rispetto ai programmi circolati nei giorni scorsi. Mentre all’altro strumento per combattere il calo demografico, l’assegno unico per figlio, il premier accenna in modo più generale.

Parla di una manovra “difficile”, Conte, più volte interrotto dalle opposizioni di Lega e FdI e in una circostanza ripreso anche dal presidente della Camera, Roberto Fico, perché ha rimproverato lui in prima persona un deputato che lo contestava. Quanto alla legge di bilancio, viene ribadito che un impegno è evitare l’aumento dell’Iva e “avviare un alleggerimento del cuneo fiscale".

Punto focale il nuovo rapporto con l’Europa, che ha come obiettivo la revisione del Patto di stabilità e crescita. "Difendere l'interesse nazionale non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici. Difendere l'interesse nazionale significa, come ho sempre cercato di fare, mettere la propria Patria al di sopra di tutto e non farsi mai condizionare da pressioni di poteri economici e da indebite influenze esterne", dice il premier alludendo alla precedente stagione politica.

Sul Mezzogiorno, si avanza la strada di una Banca del Sud.

Sul salario minimo, il percorso che presenta Conte è quello di rendere più vincolanti i tariffari dei contratti collettivi nazionali. Quanto all'ambiente e alla sostenibilità, il premier non entra nel dettaglio degli interventi economici. Confermata la linea sulle concessioni dei beni pubblici: ci sarà una revisione “radicale” ma progressiva dei criteri. “Nessuno sconto per gli interessi privati”, dice il premier a proposito del capitolo più spinoso, la concessione ad Autostrade.

Come metodo, il premier vuole “ascoltare tutti senza pregiudizi”, sia in Parlamento sia tra le parti sociali. Sul fronte delle riforme costituzionali, Conte conferma che il taglio del numero dei parlamentari sarà il primo passo cui ne seguiranno altri, sul tema della legge elettorale (su cui si augura “ampio coinvolgimento”) e di “altre garanzie per il pluralismo territoriale e le minoranze”. Pur non accennandovi direttamente, da giorni si parla di un secondo pacchetto di riforme costituzionali che comprende anche la “sfiducia costruttiva”. Non chiude, Conte, anche a proseguire i lavori sull’Autonomia differenziata di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna ma con un “fondo perequativo” per le Regioni del Sud. Ancora non definito il piano per la giustizia, a sentire Conte.

Assume un impegno politico, il premier, a “promuovere il pluralismo dell'informazione: la garanzia di un'informazione libera, imparziale e indipendente è uno dei nodi nevralgici che definiscono l'affidabilità e la tenuta del nostro Paese e delle sue istituzioni". Si vedrà a chi andrà la delega all’Editoria nel governo, alla luce dei pesanti tagli deliberati nella manovra dell’anno scorso.

Più chiaro che nei giorni scorsi il percorso sui migranti: revisione dei decreti-sicurezza in base alle indicazioni del capo dello Stato (con un accenno polemico agli emendamenti della Lega che ne hanno snaturato il senso), una legge sull’immigrazione per combattere il traffico di essere umani e mettere mano seriamente all’integrazione, corridoi umanitari europei e “un patto con l’Ue sulla redistribuzione, con Von der Leyen ci sono convergenze”.

Un accenno alla riforma della cittadinanza: "Anche la legge sull'acquisto della cittadinanza italiana da parte di cittadini residenti all'estero che discendono da famiglie italiane appare meritevole di una revisione che, da una parte, valga a rimuovere alcuni profili di disciplina discriminatori e, dall'altra, valga a introdurre anche ulteriori criteri rispetto a quelli vigenti".

Nel pomeriggio si è svolto, sempre alla Camera, il dibattito. Alle 17.45 ha ripreso la parola Conte per le repliche. Le prime parole sono dedicate agli ex alleati della Lega. "Molti interventi sono stati incentrati sul passato. Voglio fare una premessa: da parte di FI e Lega ho notato forti reazioni emotive. Ho sentito parole tipo tradimento, oltraggio agli italiani, addirittura sequestro del voto. Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora o è stata stracciata. Non cambierà la realtà dei fatti. Questa è una grande mistificazione", sottolinea il premier. Le sue parole sono state più volte interrotte da cori dai banchi di Lega e Forza Italia, al grido di "Dignità, dignità", "Elezioni, elezioni, "Venduto". Alcuni deputati della Lega hanno alzato una sedia alludendo alle poltrone. Un comportamento "da stadio", al limite della bolgia, che è stato biasimato dal presidente della Camera, Roberto Fico.

Conte ha terminato la sua replica, ribadendo i punti chiave del programma di governo: mantenere il reddito di cittadinanza, riforma della giustizia, attenzione al Nord con l'impegno all'autonomia differenziata, asili nido gratis, il ministero della disabilità che resta in capo alla presidenza del Consiglio con un sottosegretario dedicato. Al termine del discorso di replica, i deputati del M5s e buona parte di quelli del Pd e di Leu si sono alzati in piedi per applaudire Conte.

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