mercoledì 13 febbraio 2019
Roma Capitale dice no alle bombe italiane usate dai sauditi contro lo Yemen. L’assemblea capitolina ha approvato all’unanimità la cosiddetta «mozione Assisi»
Il Campidoglio in una foto d'archivio Lapresse

Il Campidoglio in una foto d'archivio Lapresse - LaPresse

COMMENTA E CONDIVIDI

Roma Capitale dice no alle bombe italiane usate dai sauditi contro lo Yemen. L’assemblea capitolina ieri pomeriggio ha approvato - all’unanimità - la cosiddetta «mozione Assisi», per chiedere che «governo e Parlamento italiano diano attuazione ai principi costituzionali e alle risoluzioni del Parlamento Europeo, bloccando l’esportazione di armi e articoli correlati prodotti in Italia o che transitino per l’Italia, destinate all’Arabia Saudita e a tutti i Paesi coinvolti nel conflitto armato in Yemen».

Dopo l’approvazione il 27 gennaio 2018 ad Assisi della mozione 'apripista', mozioni analoghe sono state approvate a Cagliari (è a Domusnovas in Sardegna la fabbrica Rwm delle bombe), Bologna e Verona, ora anche la Capitale - sede del governo e del Parlamento – si unisce al coro di no.

Nell’Aula Giulio Cesare 29 i voti a favore, nessun no e nessun astenuto. L’atto impegna la Sindaca e la Giunta a chiedere al Governo l’attuazione dei principi costituzionali, delle risoluzioni del Parlamento europeo, della legge 185 del 1990 che vieta esplicitamente la vendita di armi a paesi in guerra. Ma anche lo stanziamento di risorse per la riconversione delle industrie di armamenti per cancellare «ogni irragionevole conflitto tra dignità del lavoro e diritto alla vita».

A promuovere la mozione, presentata in Campidoglio dai capigruppo del Pd, Antongiulio Pelonzi, e di Sinistra x Roma, Stefano Fassina, un ampio ventaglio di associazioni tra cui Arci, Comunità Papa Giovanni XXIII, Cipax, Fcei, Fondazione Finanza Etica, Archivio Disarmo, Movimento Nonviolento, Libera, Gruppo Abele, Movimento dei Focolari, Pax Christi, Rete della Pace, Un Ponte per… «Non capita spesso – commenta a caldo Stefano Fassina – che tutto il Consiglio comunale voti compatto un ordine del giorno che impegna la Sindaca su un terreno non strettamente amministrativo ma etico e politico, per convertire a produzioni civili le industrie di armi e per fare di Roma la Capitale della Pace. Una buona amministrazione si occupa delle buche, dei rifiuti, ma anche di promuovere la pace».

Per il capogruppo dem Pelonzi «è un segnale molto importante che la Capitale lancia per la pace e la riconversione. Ora la sindaca Raggi, forte del sostegno di tutti i partiti presenti in Campidoglio, può andare dal governo a chiedere di avviare lo stop della vendita delle bombe e la riconversione delle fabbriche di armi per garantire l’occupazione». Soddisfatta anche Gemma Guerrini, consigliera di maggioranza del M5s: «La nostra Costituzione indica il ripudio della guerra. Siamo assolutamente d’accordo con questa mozione, ora l’indicazione è stata data e il governo, all’altezza di questa e altre sfida, sicuramente prenderà provvedimenti».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: