venerdì 8 gennaio 2021
L'Rt a 0.98 lascia la regione in fascia di rischio moderato, ma secondo l'Iss la tendenza peggiora e il rischio è alto, anche sulle terapie intensive. Zingaretti: superiori in dad fino al 18 gennaio
La tensostruttura dell'ospedale Spallanzani di Roma

La tensostruttura dell'ospedale Spallanzani di Roma - Ansa/Angelo Carconi

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Alla fine, per un soffio, il Lazio resta una regione in giallo. Eppure non si può dire che il territorio e negli ospedali la situazione sia tranquilla. Anzi. Il Lazio infatti si ferma a 0.98 come Rt e questo le consente, in sostanza, di non andare incontro a più restrizioni nella mobilità e negli orari dei locali, fermo restando comunque le regole imposte a livello nazionale compreso il coprifuoco dalle 22 alle 5. Ma che la tendenza sia al peggioramento lo si capisce anche dal fatto che, non a caso, oggi il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha deciso di non riportare in classe in presenza gli studenti delle scuole superiori da lunedì (come ha stabilito il governo), continuando con la didattica a distanza almeno fino al 18 gennaio.

I dati dei contagi

Ad oggi nel Lazio sono 77.855 i casi attualmente positivi al Covid-19, di cui 2.871 ricoverati, 309 in terapia intensiva e 74.675 in isolamento domiciliare. Ma in regione sono raddoppiati i focolai. Come nel resto d’Italia, perciò, la curva del contagio continua a decrescere sempre più lentamente, ma nei bollettini delle ultime due settimane (21-27 dicembre e 27-3 gennaio) è chiara l’inversione della tendenza, a partire dall’incidenza dei casi positivi (133,39 su 100mila abitanti nella settimana di Natale e 160,63 su 100mila abitanti invece in quella successiva di Capodanno). Anche l’Rt in 14 giorni ha oscillato parecchio: è passato da 0.84 di media nella settimana dal 21 al 27 dicembre, salendo appunto a 0.98 nella settimana scorsa e, usando le parole del responsabile dell’Istituto superiore di sanità Silvio Blusaferro, la regione quindi passa da rischio moderato a rischio alto, con una tendenza dei casi in crescita, con l’Rt che «sfiora l’1» e «una valutazione d’impatto alta sulle terapie intensive».

L'interno di un ambulatorio tamponi Covid del San Giovanni Addolorata

L'interno di un ambulatorio tamponi Covid del San Giovanni Addolorata - La Presse/Cecilia Fabiano

La situazione negli ospedali

Anche la curva dei ricoveri, di conseguenza, non sta calando. Stando ai dati forniti dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, i posti letto delle terapie intensive occupati erano il 6 gennaio erano al 32%, il giorno dopo al 33%. Di un punto percentuale è cresciuta anche l'occupazione dei posti per gli altri reparti: dal 44% al 45%. Percentuali che, per entrambi i reparti, crescono anche di 10 punti percentuali nelle province, soprattutto Latina e Rieti. La soglia dall'allerta individuata dal decreto del ministro della Salute – va ricordato - è del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche. Ecco perché proprio oggi l'Unità di crisi Covid-19 regionale ha annunciato come sia «in pieno svolgimento il piano per il potenziamento delle terapie intensive» dedicati ai contagiati gravi che terminerà a metà febbraio. In particolare, l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato, ha annunciato la creazione di ulteriori 85 posti letto in terapia intensiva nella regione e altri 20 sono pronti all’Istituto Spallanzani di Roma.

Nelle province infatti molti dei reparti di degenza ordinaria sono stati man mano “smantellati” con i pazienti trasferiti in strutture private della Capitale per far posto ai reparti Covid, soprattutto quelli di terapia non intensiva che sotto le feste di Natale ha visto un aumento importante, passando da un dato negativo 14 giorni fa a positivo con crescita a doppia cifra ora. Se si guarda il bollettino regionale di oggi, così, si vede che i ricoverati sono cresciuti di 39 casi (su base settimanale +58) e le terapie intensive (+1 su base settimanale). In una sola settimana, inoltre, osservando l’andamento dei positivi su base provinciale, si è passati dalla sola provincia di Roma con il colore rosso (maggiore di mille casi) a tutte e quattro le regioni tinte di rosso. Questo vuol dire che gli attualmente positivi (seppur nella maggior parte dei casi asintomatici o con sintomi lievi) sul territorio provinciale ogni giorno sono più di mille.

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