lunedì 30 agosto 2021
Alcune precisioni su come sostenere la causa dei profughi afghani attraverso la rete di Caritas italiana
Per questa emergenza Caritas ambrosiana non effettua raccolte di vestiti, alimenti e di altri oggetti. Per ulteriori informazioni, tel. 02.40703424

Per questa emergenza Caritas ambrosiana non effettua raccolte di vestiti, alimenti e di altri oggetti. Per ulteriori informazioni, tel. 02.40703424 - Lapresse

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Sono in molti in questi giorni a chiedersi come aiutare chi è in fuga dall’Afghanistan o semplicemente a chiedere informazioni su cosa accadrà a queste persone dopo tutte le immagini e i video che sono stati diffusi su tv, giornali e internet.

Quello che è certo finora è che i profughi afghani arrivati in Italia tramite i ponti aerei vengono inseriti all'interno del sistema di accoglienza ministeriale, quindi nei centri Sai (Sistema di accoglienza e integrazione, ex Sprar) di competenza dei Comuni e nei centri Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria), che afferiscono alle Prefetture, dopo un periodo di quarantena nei Covid Hotel.

Si apre dunque per queste persone di nazionalità afghana un nuovo capitolo tutto da scrivere, che dovrà partire dal riconoscimento dello status di rifugiati politici e passare dal lungo percorso di integrazione: l’apprendimento della lingua, la ricerca di un lavoro, auspicabilmente, adeguato ai loro profili professionali.

Secondo una stima di Caritas italiana circa 2mila o 2.500 persone, tra collaboratori del contingente italiano e i loro familiari, nelle scorse drammatiche settimane dovrebbero essere riuscite a lasciare la loro terra e ad arrivare in Italia.

Come ben riporta Caritas Vicenza sul suo sito online - sempre con l'intento di rispondere alle tantissime domande sull'emergenza afghana e al tempo stesso per dare conto delle disponibilità di tanti cittadini italiani che vorrebbero aiutare, al momento l'indicazione è quella di non prendere iniziative come singole parrocchie o gruppi (raccolta alimenti, abiti o altri beni materiali), perché queste situazioni prima di tutto devono essere gestite dalle Istituzioni, nello specifico dal Ministero degli interni e, quindi, dalle Prefetture.


Quello che certamente si può fare per sostenere i progetti legati all’emergenza Afghanistan è fare delle donazioni direttamente a Caritas Italiana: bonifico bancario sul c/c Iban IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111 presso Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – causale “Emergenza Afghanistan”


Analogo discorso per quanto riguarda l'arcidiocesi di Milano: in attesa di capire quante di queste persone saranno destinate ai centri presenti sul territorio ambrosiano è stata la stessa Caritas ambrosiana a diffondere ai responsabili delle Caritas parrocchiali e decanali una comunicazione nella quale li invita a «mettersi a disposizione in modo coordinato sia per accompagnare i percorsi di inserimento nelle proprie comunità sia per le necessità contingenti» avvalendosi del Centro logistico di Burago della Caritas ambrosiana, in particolare per far giungere i vestiti.

Anche in questo è possibile contribuire e sostenere la causa afghana attraverso una donazione:
Conto corrente postale n. 000013576228 intestato Caritas ambrosiana Onlus - Via S. Bernardino 4 - 20122 Milano;
Bonifico bancario Conto corrente presso il Banco BPM Milano, intestato a Caritas ambrosiana Onlus Iban IT82Q0503401647000000064700;
Conto corrente presso il Credito Valtellinese, intestato a Caritas ambrosiana Onlus Iban IT17Y0521601631000000000578 - BIC BPCVIT2S
Causale offerta: Emergenza profughi Afghanistan.

Va ricordato che le donazioni sono detraibili/deducibili fiscalmente.
Per motivi di privacy le banche non inviano i dati di chi fa un bonifico per sostenere i progetti. Se si vuole ricevere la ricevuta fiscale o il ringraziamento per la donazione contattare il numero dedicato ai donatori (02.40703424).
Per questa emergenza Caritas ambrosiana non effettua raccolte di vestiti, alimenti e di altri oggetti.
Per ulteriori informazioni, tel. 02.40703424

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