sabato 12 settembre 2015
Altro successo dello sport azzurro: 5 anni dopo il trionfo del compagno di squadra Vincenzo Nibali, l'Italia torna sul gradino più alto del podio della gara spagnola.
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​La "Furia Rossa" è il sardo Fabio Aru. Cinque anni dopo il trionfo del compagno di squadra Vincenzo Nibali, l'Italia torna sul gradino più alto del podio della Vuelta. L'impresa è firmata da Fabio Aru, passato in breve da brillante speranza del futuro ciclismo azzurro a solida certezza. A 25 anni, il 'principe dei quattro mori' si appresta ad essere incoronato sul trono di Madrid dopo un giro vissuto da protagonista.Decisivo l'attacco nella frazione odierna, la El Escorial-Cercedilla di 175,8 km vinta da uno scatenato Ruben Plaza, che vedeva Aru chiamato a rimontare i 6" di distacco dal leader della classifica generale, l'olandese Tom Dumoulin della Giant. Tempi perfetti per l'azione, strategia impeccabile degli uomini Astana - Landa, Sanchez, Zeits - la fame di vittoria e i lampi di classe dello scalatore azzurro, atteso dall'esame di maturità più difficile: questa la 'ricetta' che ha portato Aru a sfruttare al meglio l'ultima chance che aveva per tentare la 'remuntada' e mettersi addosso definitivamente la maglia rossa, con l'attacco sferrato quando mancava una cinquantina di km alla fine.Dumolulin, che pure ieri sull'ascesa verso Avila aveva vantato una condizione di forma ottimale, ha provato a reagire ma non è riuscito a replicare all'attacco, complice anche il mancato aiuto da parte degli uomini della Giant. L'olandese non solo si è visto sfilare la maglia rossa ma è scivolato addirittura al sesto posto della classifica generale, lasciando il podio a Joaquim Rodriguez e Rafal Majka. Un crollo clamoroso, un epilogo certamente inaspettato per il corridore della Giant. La festa invece è appena iniziata in casa Astana in attesa della passerella finale di domenica, i 98,8 km con partenza da Alcala de Henares ed arrivo nella piazza Cibeles di Madrid.
Qui Aru, dopo essersi ripreso la maglia rossa persa a vantaggio di 'Purito' nella crono di tre giorni fa, sarà incoronato ufficialmente re della Vuelta 2015, sesto italiano di sempre a conquistare la Roja dopo le imprese di Conterno (1956), Gimondi (1968), Battaglin (1981), Giovannetti (1990) e il già citato Nibali. Titolo che ha il sapore di definitiva consacrazione per il talento cresciuto a Villacidro, reduce dal podio al Giro d'Italia conquistato alle spalle di sua maestà Alberto Contador (dopo il terzo posto dell'anno scorso).Un'impresa epica, frutto del lavoro e del sacrificio di un campione 'normale', genuino capace al momento giusto, di fronte alle sempre più crescenti responsabilità, di sfoderare un carattere d'acciaio. La corona di Madrid del 'tamburino sardo' impreziosisce ulteriormente il weekend da urlo dello sport italiano, già reso unico dalla finale tutta italiana agli Us Open Flavia Pennetta-Roberta Vinci."Mitico Fabio Aru, la Vuelta 2015 è tua. E adesso orgogliosi delle nostre ragazze a Us Open". Lo scrive Matteo Renzi su twitter.
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