domenica 17 luglio 2022
Due libri, di Lidia Curcio e di Pasquale Chiaro, aiutano a capire la relazione con il prossimo e con Dio attraverso l’ascolto e la preghiera
Il deserto del Negev, in Israele

Il deserto del Negev, in Israele - -

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Il silenzio e il cuore. Sono parole molto di moda e poco approfondite nella loro verità, anche in ambito cristiano. Eppure sono alle fondamenta della mistica: silenzio come ascolto della Parola; silenzio rivelatore della presenza di Dio; preghiera silenziosa; preghiera del cuore secondo l’accezione del Pellegrino russo; preghiera del cuore come riscoperta dell’Eden che è in noi per sperimentare, almeno un poco, quell’antica intimità col Padre di cui proviamo nostalgia infinita. La pratica del silenzio attrae sempre più persone desiderose di autenticità, che in essa identificano l’ambiente ideale della profondità umana. Un’istintiva aspirazione allo spirituale che nasce dal rumoroso smarrimento contemporaneo e tante volte, non trovando sponde (o credendo di non trovarne) nella comune proposta cristiana le va cercando altrove. Eppure il silenzio e la preghiera del cuore sono luoghi dell’incontro con Dio anche nelle Scritture. Ce lo mostra il Gesù dei Vangeli nella periodica ricerca di deserto e di intimo dialogo col Padre. Silenzio e ascesi erano i fondamenti della vita dei padri del deserto e in seguito di tutte le forme di vita monacale ed eremitica. Così come dei tanti che nei secoli si sono incamminati e si incamminano in solitudine sulle vie di pellegrinaggio. Silenzio come luogo dell’incontro: immersi nel cuore per riscoprire le relazioni che contano e quell’Amore che dà senso a ogni relazione, ogni azione, ogni cosa. Non sempre però è facile trovare indicazioni su letture semplici che introducano al concetto e ai benefici della preghiera silenziosa. E se si va cercando su Internet ci si imbatte in una quantità di testi in cui è davvero difficile muoversi per chi desidera approdi sicuri, cristianamente parlando. Certo si potrebbe scegliere fra autori come Divo Barsotti, Maria Pia Giudici, Giovanni Vannucci, classici come Evagrio Pontico e Atanasio di Alessandria, innovatori come i gesuiti Mariano Ballester e Gianvittorio Cappelletto. In nessun caso però si potrebbe trovare un trattato sul silenzio dell’efficacia di Ho conosciuto il silenzio. Piste per una comunicazione autentica (pagine 48, euro 7,00). Scritto da Lidia Curcio, religiosa e docente di counseling, per l’editore Luciano (che avrebbe certamente potuto dotarlo di una veste grafica migliore), è davvero uno strumento di rara lucidità e chiarezza argomentativa, come annota anche monsignor Gian Carlo Bregantini nella presentazione. Un testo che rende evidente come la pratica del silenzio (da non confondere con la fuga dal rumore) ci metta in relazione con noi stessi, facendoci considerare i nostri limiti, rendendoci capaci di ascolto e per questo abilitati a rendere possibile e fruttuosa ogni forma di relazione col prossimo e con Dio. Prettamente dedicato alla preghiera è invece un altro efficace libriccino edito da La parola. È firmato da Pasquale Chiaro e si intitola Gesù nel cuore (pagine 242, euro 20,00). Si tratta del racconto della propria esperienza di preghiera personale. O meglio, della traduzione in parole di quanto elaborato in quasi trent’anni di preghiera silenziosa. Un libro denso di spiritualità pratica e di soppesati consigli in cui alcune sparse annotazioni biografiche hanno il benefico compito di rendere evidente che la strada del cuore è davvero praticabile da tutti. E soprattutto conduce a un progressivo cambiamento di vita oltre che di riscoperta dell’immensa ricchezza e profondità spirituale che è nella liturgia cristiana, nei sacramenti, nelle pratiche di devozione come il rosario, l’adorazione eucaristica, la preghiera davanti alle immagine sacre.

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