venerdì 5 febbraio 2010
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La prima cosa bella di Livorno? Il ritorno di Serse Cosmi sulla panchina amaranto. Siamo sicuri che questo è stato anche il pensiero del supertifoso e regista Paolo Virzì. Sotto quel cappellino dell’Uomo del fiume, una settimana fa di cattivi pensieri ne sono passati mille, poi spazzati via dal libeccio del porto. Dopo tre anni Serse era riuscito a tornare ad allenare in A, prendendo un Livorno ultimo in classifica e traghettandolo in acque quasi tranquille. Poi, dopo la gara persa "male" con il Napoli, le dimissioni, confessate alla squadra già al giovedì e comunicate al presidente Aldo Spinelli in diretta tv, la domenica sera, e poi “ritirate” nel giro di 48 ore.Ma perché Cosmi non si riesce a porre fine a questa cattiva usanza dell’esonero facile?«Perché il nostro è un calcio isterico...».Anche le sue dimissioni lo erano?«La mia è stata una presa di posizione netta: la richiesta legittima di lavorare al meglio senza nessuna pressione o interferenza nel rapporto tra me e la squadra. Un presidente ha il diritto di avere la sua opinione, ma il suo spazio finisce dove comincia quello del tecnico».Spinelli per convincerla a tornare le ha chiesto scusa sul serio?«Ci siamo parlati e capiti. E vorrei precisare che non ho mai revocato le dimissioni, ma è stato il presidente a chiedermi di tornare al mio posto».In un calcio in cui si dice che i tifosi non contino più nulla, quelli del Livorno è parso che abbiano avuto un loro peso nella vicenda...«I tifosi qui, rispetto a quelli di altre città in cui ho lavorato, quando sono arrivato mi hanno accolto senza clamori, però quando ho comunicato che mi dimettevo mi hanno testimoniato tutto il loro apprezzamento. Questa è una città di gente diretta e leale come poche».Ormai l’amore tra lei e la Curva è all’apice, specie dopo il pareggio a San Siro, nel “derby ideologico” con il Milan...«Per me è significato fermare una grande alla fine di una settimana a dir poco turbolenta, per i tifosi invece l’1-1 con il Milan avrà avuto anche quel retrogusto politico che dà un valore aggiunto alla partita...».Merito anche di Cristiano Lucarelli, tornato al gol e sempre più leader maximo del Livorno.«Di Cristiano posso dire che solo in Zambelli al Brescia ho visto lo stesso attaccamento alla maglia. Lucarelli lo sto apprezzando come uomo, per i valori che esprime nello spogliatoio».E del Lucarelli editore che ne pensa?«Il suo giornale, il “Corriere di Livorno” è il primo che leggo tutte le mattine».Hanno appena premiato Max Allegri con la Panchina d’oro 2009. Verdetto giusto o uno sgarbo a Mourinho?«In parte penso sia uno sgarbo a Mourinho, perché Allegri in fondo è appena un anno e mezzo che sta facendo bene in A con il Cagliari. Quando io, Mazzarri o Delio Rossi compivamo imprese in provincia per tre anni di fila, la Panchina d’oro la davano a Lippi, a Capello o a Roberto Mancini, quelli insomma che vincevano allenando le grandi...».Quindi quel premio era da dare al “dominatore assoluto” della Serie A?«Mourinho può stare simpatico o antipatico, ma sta facendo solo del bene alla nostra categoria. Sta nobilitando la figura dell’allenatore, la rafforza proprio in un momento in cui qui da noi siamo sempre più deboli e in balia delle paturnie dei presidenti».Il suo Livorno ha fermato Roma e Milan, ma non l’Inter. Per lo scudetto siamo già ai titoli di coda?«Fine delle trasmissioni direi, chi insegue non ha speranze. L’Inter ci ha battuti dopo due vittorie di fila e dopo aver giocato forse la migliore partita dell’anno. E ora si è pure rinforzata».Domani a Livorno arriva la Juve di Zaccheroni. Il “Guardiola all’italiana”, Ciro Ferrara, è appena saltato…«In tempi non sospetti io ero stato molto critico sulle scelte di Juve e Milan (con Leonardo) e sono sempre più convinto che il "guardiolismo" alla lunga possa fare più danni del "sacchismo". L’imitazione, anche nel calcio, è sempre nettamente inferiore all’originale».Lionello Manfredonia ad “Avvenire” ha detto che la Juventus è da 6° posto, concorda?«Se Zaccheroni recupera tutti gli infortunati e Diego torna quello di Brema, ha un organico alla pari di Roma e Milan, quindi un posto in Champions non glielo toglie nessuno».Al Picchi torna l’ex Candreva, da Livorno alla Juve con prospettive Mondiali, ma è così forte?«Candreva è un giocatore interessante in prospettiva, ma in quel ruolo, dopo Pirlo, c’è solo il mio Liverani, ed è un peccato che in Nazionale abbia giocato appena tre partite».Geni incompresi, come Zdenek Zeman che ha dichiarato che non allena più perché l’Ital-Juve non vuole…«Zeman esagera: la Juve ha ancora tanti amici influenti, però esiste anche un’altra metà d’Italia che è ostile ai bianconeri e a quella dovrebbe chiedere perché non lo richiama a lavorare».
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