martedì 11 marzo 2014
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Alla scoperta della Bella Italia. Grazie alle Giornate di primavera del Fondo ambiente italiano. Settecentocinquanta beni aperti al pubblico solo in questa occasione, 50 in più dello scorso anno. Un esercito di 7 mila volontari e 22 mila apprendisti ciceroni tra ville, borghi, castelli, musei, biblioteche, siti archeologici, da Palazzo Labia a Venezia, con il salone affrescato dal Tiepolo, all'Archivio di Stato a Napoli. E, per la prima volta, un ospite d'onore: l'imperatore Augusto raccontato attraverso 120 luoghi. Sono alcune delle sorprese della edizione numero 22 delle Giornate Fai di primavera, "la più grande festa di piazza dedicata alla cultura e all'ambiente", che torna il 22 e 23 marzo in 320 località e 20 regioni, spalancando, almeno per un week end, le porte di tesori del nostro patrimonio solitamente non accessibili. «In Italia abbiamo un bellissimo articolo 9 della Costituzione» a tutela del patrimonio paesaggistico e culturale, esordisce il presidente del Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini. «Ma per agire - spiega - lo Stato deve essere circondato da un certo "calore", da una tradizione culturale che deve essere scolpita nel cuore degli italiani. Le Giornate Fai servono proprio a ricostruire questa coscienza dei luoghi e del loro sapere». Attesi 600 mila visitatori e 20 mila nuove iscrizioni al Fondo, quest'anno le Giornate spazieranno dal capolavoro di architettura razionalista che è Casa delle Armi al Foro Italico di Roma a Villa Lucca a Napoli, dono di Ferdinando I a sua moglie e al centro di un recente scandalo per abusi edilizi. «Non solo monumenti, ma tutto quello che la storia ha prodotto», ricorda il vicepresidente del Fai, Marco Magnifico. Ecco allora anche l'Arsenale militare marittimo di La Spezia; una notte nelle stamperie del Corriere della Sera; il Parco archeologico di Kaulon con il mosaico di 30 mila metri quadrati ritrovato nel 2013; il dimenticato Albergo Diurno Venezia, disegnato nei sotterranei di Milano da Piero Portalupi; o i Giganti di Mont'e Prama a Cagliari e Cabris. Ma soprattutto le Giornate di primavera renderanno omaggio al princeps Augustus (63 a.C-14 d.C.) nel bimillenario della morte, con l'apertura di 120 luoghi che ne raccontano il fasto e le imprese. Si parte da Roma, con il suo Mausoleo, il Teatro di Marcello e il Foro che ancora porta il suo nome, ma si attraversa tutta l'Italia, dall'Arco romano di Aosta al Parco archeologico della Neapolis di Siracusa. Un percorso sulle tracce di Augusto che, dicono Carandini e Magnifico, «è a oggi l'unica manifestazione nazionale con al centro l'opera di rifondazione dello stato imperiale nei suoi vari aspetti. Una dedica all'uomo che ha segnato una pausa nella vorticosa espansione dell'Impero romano, ristrutturandolo e facendolo rinascere. La storia non si ripete - aggiunge Carandini - ma da Augusto oggi possiamo trarre un messaggio importante: le crisi non si evitano, si possono solo rinviare. Dobbiamo metterci tutti insieme, con i grandi del passato e tutte le cose belle che sappiamo fare, e proiettarci in avanti costruendo un futuro. Per farlo, però, serve una visione». «Tutti oggi dicono "salviamo l'Italia attraverso il suo patrimonio" - commenta il sottosegretario ai beni culturali Ilaria Borletti Buitoni -. Senza organizzazioni come il Fai, senza la partecipazione della società civile, non ce la faremo mai. Bisogna aprire la coscienza degli italiani e creare una rete, per far sì che anche le istituzioni siano pronte a impegnarsi non solo a parole, ma nei fatti, con i fondi e nella volontà politica. Augusto non è solo un percorso in cui identificarsi come nazione, ma anche un portatore di valori eterni, importanti in questo momento di continuo sfilacciamento».
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