martedì 27 novembre 2018
Un milione e mezzo di presenze al Sacrario dei vessilli storici durante le Celebrazioni del Centenario della Grande Guerra. Presentazione al Circolo ufficiali dell'Esercito
Boom di visite al Vittoriano, la storia delle bandiere in due volumi
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C'era una volta il Vittoriano, altrimenti noto come Altare della Patria, o Monumento al Milite ignoto, fra i più significativi luoghi turistico-culturali di Roma, sin qui conosciuto solo per l'imponenza ed austerità che esprime, visto da fuori. Ma ora gli italiani hanno imparato a guardarci dentro, è impressionante e privo di precedenti il dato dei visitatori per il Sacrario delle Bandiere - ospitato nel complesso del Vittoriano - nell'arco delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra appena concluse, che ha superato il milione e mezzo, con un dato ulteriore non facilmente censibile relativo alle scolaresche, che fa lievitare ulteriormente il numero avvicinandolo ai 2 milioni. Un interesse per la nostra storia patria che si va ad affiancare al museo del Risorgimento, ospitato nello stesso complesso monumentale del Vittoriano.E mentre è ancora visitabile l'interessante mostra delle cartoline della Grande Guerra (sono state 4 miliardi e mezzo in tutto quelle spedite dai nostri militari nel periodo) ospitata presso il Sacrario delle bandiere, nell'elegante cornice del circolo ufficiali dell'Esercito, in viale Castro Pretorio, è stata presentata una prestigiosa trilogia di volumi a cura di Gangemi editore, a corredo di questa importante opera di riscoperta della storia patria: Le bandiere di Guerra del Regno d'Italia (1861-1946), pubblicato lo scorso anno; Il Palazzo di via XX settembre 123 (altro monumento importante nella storia del nostri Esercito) uscito all'inizio di quest'anno; e, fresco di stampa La bandiere di guerra della Repubblica italiana (1946-2018).

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Scorrono immagini d'epoca, la più toccante è quella di un video del 4 novembre del 1921 in cui la bara contenente la salma del milite ignoto proveniente da Aquileia viene solennemente portata a spalla lungo le scalinate dell'Altare della Patria, sino alla attuale collocazione. "Fu celebrato un rito laico - ha ricordato il colonnello Giovanni Greco, direttore del Sacrario delle Bandiere - in quanto non si poteva conoscere la religione di appartenenza del militare. Ma il mosaico di Giulio Bargellini nella tomba ritrae Gesù Cristo come martire di tutti".

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Presente al circolo ufficiali (in prima fila nella foto) il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli, e i capi di stato maggiore dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica. I due volumi, coordinati dallo storico dell'Esercito Michele d'Andrea, nascono - come ha detto il generale Gerardo Restaino, comandante del Raggruppamento autonomo della Difesa, che ha promosso le pubblicazioni, in collaborazione con l'istituto per la Storia del risorgimento - proprio dalla constatazione del flusso dei visitatori portatosi a una media di 65mila almese. Repertoriato un patrimonio di oltre 2600 cimeli "che ha messo in luce un'inedita valenza della bandiera che, da simbolo, è diventata anche documento, in grado di raccontarci non solo la storia di un'unità militare, il suo valore e a volte, purtroppo, il suo sacrificio". Significativo anche il volume relativo alla storia di Palazzo Esercito,che rimanda alla controversa fase dell'insediamento del Regno d'Italia, essendo la struttura il frutto dell'espropriazione nel 1871 dei conventi di Santa Teresa e dell'Incarnazione del Divin Verbo, e della successiva ristrutturazione, ultimata nel 1878. Opere, questi tre volumi, che vogliono essere soprattutto "un lascito per le future generazioni per ricordare gli scorci della nostra storia e i sacrifici di chi ci ha preceduto".

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