venerdì 4 agosto 2023
Si tratta di una roccia irregolare piuttosto massiccia, di 3,3 chilometri di diametro, che presenta particolari caratteristiche tanto da destare l’interesse di molti astronomi
Un'immagine ricostruita dell’asteroide  “Lo Campo 1988 FD3”

Un'immagine ricostruita dell’asteroide “Lo Campo 1988 FD3” - -

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Un altro giornalista e divulgatore scientifico italiano ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da parte dall’altrettanto prestigiosa Unione Astronomica Internazionale (IAU), che assegna ad un asteroide il nome di una persona. E’ Antonio Lo Campo, giornalista scientifico e collaboratore di "Avvenire", oltre che di altre testate, nonché autore di libri dedicati all’astronautica.

L’asteroide “Lo Campo 1988 FD3”, assegnato il 24 luglio 2023, è stato scoperto da Walter Ferreri, astrofisico dell’Osservatorio di Pino Torinese, durante una delle sue sessioni di ricerca e osservazioni presso l’Osservatorio di La Silla, gestito dall’Osservatorio Europeo Australe, nel sud del deserto di Atacama, in Cile, situato a 2.500 metri d’altezza, considerato tra i migliori al mondo e con gli strumenti più sofisticati mai realizzati per osservazioni del cosmo con osservatori terrestri. L’asteroide è di quelli catalogati nella fascia orbitale tra Marte e Giove: è una roccia irregolare piuttosto massiccia, di 3,3 chilometri di diametro, che presenta particolari caratteristiche tanto da destare l’interesse di molti astronomi.

“Era una notizia molto attesa poiché sapevo della proposta di Ferreri – dice Lo Campo –. E’ un bel riconoscimento dopo una trentina d’anni di attività giornalistica del settore. E naturalmente lo dedico anche ai colleghi delle redazioni con cui ho collaborato e collaboro tutt’ora, compreso "Avvenire", che già nel 2018 mi permise di ottenere il “Premio Hinek”, per un’intervista con Guy Consolmagno, Direttore della Specola Vaticana”.

Antonio Lo Campo è nato a Torino nell’ottobre del 1965. Scrive di astronautica dall'età di 23 anni, quando iniziò a collaborare con riviste del settore aerospaziale, e collaborando con radio e TV locali. Ispirato da bambino dalle telecronache spaziali del compianto Tito Stagno, con il quale strinse una sincera amicizia, e affascinato dalle imprese Apollo 14 e 15 del 1971, da più di trent'anni, svolge attività di giornalista scientifico free lance a tempo pieno, in particolare per il settore aerospaziale. Con "Avvenire" collabora dal 2005 per le pagine di Agorà, economia, attualità e per l’inserto per ragazzi “Popotus”. E' autore di una quindicina di opere dedicate all’astronautica e all’astronomia, la prima delle quali come co-autore della prima enciclopedia della scienza multimediale (curata da Lorenzo Pinna, della redazione di SuperQuark), e libri tra i quali Professione Astronauta , come coautore assieme a Franco Malerba, il primo astronauta italiano, e Spazio, made in Italy (Il Capricorno, 2021) dedicato alla storia dell’astronautica italiana con il contributo dei maggiori protagonisti delle aziende e delle agenzie spaziali. Ha preso parte a trasmissioni in TV e radio locali e nazionali, quasi sempre come ospite esperto su temi legati ai voli spaziali, e ha collaborato ad alcune trasmissioni Rai, compresa Viaggio nel cosmo, con Piero Angela.

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