mercoledì 7 febbraio 2024
Dopo il Veneto, la Lombardia. Il disegno di legge voluto dai radicali verrà discusso in Commissione. Una scelta tecnica, in attesa che i partiti scoprano le carte sulle loro intenzioni
Il palazzo della Regione Lombardia a Milano

Il palazzo della Regione Lombardia a Milano - Fotogramma

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L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità l’ammissibilità del progetto di legge sul fine vita proposto dall’Associazione Luca Coscioni. «Si tratta di una decisione meramente tecnica – precisa in una nota del Pirellone - che spettava a questo Ufficio: al via quindi il percorso dell’iniziativa nelle Commissioni regionali competenti».
Il testo del pdl era stato presentato in Consiglio regionale dall’Associazione Coscioni giovedì 18 gennaio, accompagnato da 8.181 firme. Lunedì scorso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio aveva audito i rappresentanti del Comitato promotore, fissando per ieri la riunione che avrebbe deciso sull’ammissibilità o meno del progetto di legge. Se la decisione non fosse stata unanime, l’ammissibilità della proposta legislativa avrebbe dovuto essere sottoposta al voto dell’Aula del Consiglio regionale nella prima seduta utile successiva. Ma l’unamità c’è stata e l’ammissibilità è stata approvata, come annunciato nella nota del Pirellone.
Per il presidente del Consiglio, Federico Romani, «resta una forte differenziazione a livello politico che mi vede contrario ai contenuti di questa proposta. Sarà opportuno l’approfondimento dei lavori in commissione dato che da più parti è stato sollevato un giudizio in merito alla discussione e alla materia concorrente tra Stato e Regioni. Ci sono più pareri che dichiarano che sia una competenza nazionale». Sulla stessa linea il capogruppo di Fdi, Christian Garavaglia. «Prendiamo atto di questi aspetti burocratici e procedurali, ma manteniamo la nostra posizione sia sulla illegittimità della trattazione di questo argomento a livello regionale, sia sulla contrarietà nel merito, su cui sosteniamo la cultura della vita come abbiamo fatto in occasione del caso di Indi Gregory »
Di fatto «molto positivo» parla Marco Cappato, tesoriere della fondazione Coscioni che ha presentato la proposta. Dotarsi di tempi «certi e rapidi» è «un dovere ancora più grande nei confronti di coloro che, sulla base della sentenza della Corte Costituzionale, non avrebbero il diritto di accedere alla morte volontaria assistita». Per il capogruppo Pd in Regione, Pierfrancesco Majorino, «in Lombardia dobbiamo fare quel che non è avvenuto in Veneto: produrre una legge regionale che colmi almeno parzialmente il vuoto determinato dall’assenza di una normativa nazionale. Ci auguriamo che ci possa essere una discussione nel merito, libera da condizionamenti di sorta». Un auspicio che è anche quello del M5S che con il capogruppo Nicola Di Marco chiede «che il dibattito sia libero da strumentalizzazioni e diktat di partito».

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