venerdì 10 ottobre 2014
​Una coppia australiana, dopo aver fatto ricorso alla maternità surrogata, ha adottato solo la femminuccia, lasciando il maschietto in India perché avevano già un bimbo. Tribunale australiano apre un'inchiesta.
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Cultura dello scarto, ecco un altro esempio pratico. Una coppia australiana "commissiona" un figlio a una donna indiana. L'ennesimo caso di "utero in affitto". La madre surrogata dà alla luce due gemellini, un maschietto e una femminuccia. Ma i genitori biologici committenti hanno già un bimbo, quindi si prendono la neonata e lasciano in India il fratellino. Il caso risale a 2 anni fa, ma è stato reso noto solo adesso perché scoperto e riportato dal The Indian Express con un articolo in prima pagina. Il giornale riprende un'inchiesta aperta da un tribunale australiano. Da quanto ricostruito, infatti, le autorità australiane avevano cercato di convincere i genitori ad adottare entrambi i bambini nati in India tramite un "utero in affitto", ritardando la concessione del visto di ingresso per il bambino. Ma poi, secondo il giornale, non si sono potute opporre alla richiesta di cittadinanza presentata dai genitori. La pratica delle gravidanze a pagamento è molto diffusa in India, in particolare nelle cliniche dello stato del Gujarat, e di recente il governo ha anche varato una legislazione specifica che regolamenta le adozioni, i diritti dei genitori e quelli delle madri surrogate.
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