La Santa Sede: maternità surrogata, nessuno può diventare oggetto di transazione
La commercializzazione della vita umana con l’utero in affitto si ferma solo con «un nuovo strumento internazionale», intanto lanciando una «moratoria transnazionale». La posizione vaticana espressa dal segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Gallagher, in sintonia con la ministra della Famiglia Eugenia Roccella

Una moratoria sulla maternità surrogata transnazionale. Per la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, è questo il «primo passo possibile» da compiere per raggiungere un bando internazionale alla maternità surrogata.
Un auspicio che ha lanciato, insieme a monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, all’evento “Un fronte comune per la dignità umana: prevenire la mercificazione di donne e bambini nella maternità surrogata” durante un incontro a Roma, a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.
Nel suo intervento, Roccella inizialmente ha ricordato il ddl approvato dal Senato nel 2024: «Nella nostra legge abbiamo mantenuto tutte le garanzie per il bambino», ha sottolineato per poi precisare: «Si è parlato di reato universale ma non è così: è una sintesi giornalistica, magari fosse così». E ha aggiunto: «Uno Stato da solo non può fare il reato universale». Per questo c’è bisogno di «una convergenza», e di un luogo, «come le Nazioni Unite», dove «riuscire a creare un gruppo di Paesi che cerchino di combattere questo progressivo affermarsi della mercificazione e della contrattualizzazione della maternità». Per Roccella, «non c’è nulla di altruista nella maternità surrogata» che «stravolge il senso dell’umano». Non si può parlare di «pratica solidale come può essere la donazione del sangue o quella di organi da viventi», ha spiegato la ministra, perché alla base «c’è tutta una organizzazione commerciale e soprattutto un contratto». La commercializzazione dell’umano, ha ribadito ancora, «offende la donna, il bambino e tutti noi».
Sulla stessa lunghezza d’onda, monsignor Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, che ha aperto l’incontro dopo i saluti dell’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto, e dell’ambasciatore di Cipro presso la Santa Sede e Decano del corpo diplomatico, Georgios Poulides.
Sulla maternità surrogata, ha sottolineato Gallagher, «non ci può essere la tentazione di una regolamentazione» ma occorre «un divieto internazionale di tale pratica» perché «nessuna persona può essere oggetto di transazione». In questo senso, «è necessario che la comunità internazionale lavori insieme contro questi abusi», ha aggiunto, auspicando «l’adozione di un nuovo strumento internazionale» e in attesa del raggiungimento di questo obiettivo «una moratoria sulla maternità surrogata transfrontaliera». Per Gallagher, con la maternità surrogata, il rischio è quello di far nascere «baby patchwork con quattro o cinque figure genitoriali alcune delle quali restano nell’anonimato». E questo «è contro la Carta dei diritti del fanciullo» secondo la quale «i bambini hanno il diritto di conoscere i propri genitori». Inoltre, ha precisato che il divieto universale alla maternità surrogata «non impedisce ai singoli Stati di garantire tutti i diritti ai bambini nati comunque con questa pratica». Che, ha ricordato, comporta «una lesione della dignità non solo del bambino, ma anche della madre biologica». Perché «riduce il corpo femminile a strumento di servizi riproduttivi, imponendo una frattura tra l’identità della donna e e il suo legame biologico con il figlio che porta in grembo». Tuttavia, ha aggiunto Gallagher, le conseguenze incidono anche sulla concezione che la società ha della genitorialità e della dignità umana. «Critiche - ha detto - che provengono anche da parte del mondo femminista, che denuncia come la donna in questo modo sia ridotta a mera incubatrice». A sera, l’incontro è stato accolto positivamente da Pro Vita & Famiglia. «Bene l’impegno della Santa Sede e del ministro Roccella per favorire una rete globale tra gli Stati», ha commentato la portavoce Maria Rachele Ruiu.
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